
Matteo e Tommaso, figli di Annalisa
Maggie F. (mamma di 3 gemelle di 12 anni): "Allattamento... mmmmm, cos'è più importante? La salute della mamma o quella del bambino o tutte e due? Siamo consapevoli che l'allattamento di un bimbo è un momento di comunione irripetibile tra mamma e bambino, se fatto in tutta tranquillità, ma che se questa viene a mancare per motivi di tempo e logistici i bimbi crescono benissimo anche con il latte artificiale? Ho tre gemelle, nate in 35esima settimana Kg. 2,600 (Alice), 2,350(Carmen), 1,950 (Gioia). In gravidanza mi avevano detto che sicuramente non avrei potuto allattarle al seno, troppo difficoltoso e invece, quando ho partorito (con cesareo), già il giorno successivo l'ostetrica mi invitava ad andare nella nursery a provare a tirare il latte. La montata non arrivava, non so se ero io a essere imbranata con il tiralatte oppure il fatto che mi dava abbastanza fastidio la macchina in sé, ma riuscivo a raccoglierne ben poco... comunque il quinto giorno finalmente Alice è arrivata in nursery dal reparto prematuri e ho cominciato ad attaccarla al seno. Sembrava che qualcosa di sua soddisfazione trovasse e ne ero molto compiaciuta, poi il giorno dopo è arrivata anche Carmen ed ero già un po' preoccupata perché non sapevo come avrei potuto gestirle tutte e due. Allattamento misto, al settimo giorno - sulla cartella clinica - c'era scritto così. Il pediatra del reparto mi ha dimesso con le prime due raccomandandomi di continuare ad allattarle al seno tutte e due a turno, almeno fino al terzo mese (se ce la facevo) controllando e annotando ogni pasto la quantità ingerita e, se al di sotto quella consigliata, aggiungendo eventualmente il latte artificiale. Sono sicura che capite quello che vuol dire, quando dopo 10 giorni è arrivata a casa anche Gioia è stato il caos totale... Ci voleva un po' di organizzazione e per non impazzire ho dovuto instaurare una routine precisa. Dovevano mangiare la quantità di latte consigliata a pasto per prendere peso, quindi preparavo una volta al giorno i biberon necessari per tutte le bimbe e per tutti i pasti della giornata (24 circa) in modo da non essere presa in contropiede se per caso quella di turno al seno decideva di addormentarsi o non succhiava abbastanza (pesata prima e dopo), mentre ne allattavo una (sempre e comunque mai in tranquillità, ma con l'urgenza di avere 1000 altre incombenze) le altre mangiavano dal biberon da sole o con un piccolo aiutino del papà o della nonna. Mi sono comunque trovata ancora da sola e giuro di aver provato anche ad attaccarne due in contemporanea giusto per guadagnare tempo. Ma non è consigliabile, non è un'esperienza appagante, irripetibile, di comunione che quelle che l'hanno provata appieno descrivono, mi sentivo come una fabbrica di latte. Al terzo mese ho pregato il mio medico di ordinarmi qualche farmaco per terminare l'allattamento al seno, non ne potevo più. Ho proseguito, quindi, con l'allattamento artificiale e le bimbe non hanno avuto problemi. Hanno preso peso molto velocemente. Al quarto mese il pediatra ha consigliato di cominciare lo svezzamento e sono passata gradualmente alle pappe. Ho letto nel sito che molte hanno adottato il sistema uno alla volta... ma perché? E' solo una perdita di tempo e un modo per farsi venire le ansie! Preparavo la pappa nella dose per tre e la versavo in un solo piatto, le bambine erano sui seggiolini da tavolo in fila da un lato e io dall'altro con un solo cucchiaio le imboccavo tutte e tre, mentre una deglutiva, l'altra masticava e la terza veniva imboccata, e via così fino alla fine della pappa e senza tempi di attesa. Sì, lo so, sembra una catena di montaggio, ma è molto pratico. Ancora adesso quando mio nipote (unico) fa i capricci per mangiare, mia sorella gli dice: "Se non la smetti chiamo la zia Maggie" e lui piuttosto di essere imboccato da me (l'ho fatto qualche volta per aiutare mia sorella) mangia tutto velocemente".
Maria: "Innanzitutto, guardando a posteriori la mia esperienza di allattamento (anche se poi ho smesso solo da due mesi!), devo dire che ne sono molto fiera e felice. Nel complesso l'allattamento ha significato per me la possibilità di affrontare la nuova vita con le bimbe con molta più tranquillità, semplicità e indipendenza che se avessi dovuto allattarle artificialmente (forse per questo quando per strada mi chiedono: "è dura, vero? con due, poi!!" io rispondo sempre che non è poi così terribile, anzi per me è divertente e bellissimo!, pur non avendo a portata di mano né mamma né suocera o altri parenti!). Mi ha anche permesso di vivere momenti di grande dolcezza e intimità con le bimbe e nonostante le fatiche che ci sono state, ne ho solo un ricordo bellissimo. Ma per venire al sodo comincio dal principio: in gravidanza mi sono informata molto, sia leggendo libri della Leche Legue (fornitimi da un'amica fanatica dell'allattamento), sia scaricando e leggendo TUTTE le vostre testimonianze in materia (GRAZIE MILLE!!!). Così sono arrivata in ospedale con in mente le vostre esperienze e molto determinata a provarci, pur decidendo che non mi sarei accanita se fosse stata troppo dura. Il parto è cominciato spontaneamente a 34+6 settimane, e dopo circa dodici ore di travaglio hanno deciso per il cesareo perché non riuscivo a dilatarmi oltre e la prima bimba presentava la faccia invece della testa... ( il cesareo non è stata una gran bella esperienza). Loro pesavano circa 2gk200 e 2kg300. Dal giorno dopo ho cominciato ad attaccarmi il tiralatte, per far venire fuori colostro e darglielo (lo davano le infermiere col biberon). Solo il giorno dopo il parto sono riuscita a tirarmi su in carrozzella per andarle a vedere, nel reparto di patologia neonatale dove erano state messe (per via del peso non altissimo). Il giorno ancora successivo ho provato ad attaccarle, con l'aiuto delle infermiere di quel reparto e devo dire che il loro aiuto è stato essenziale e indispensabile per farmi imparare l'attacco corretto delle bimbe: con una mano mi prendevano il capezzolo, con l'altra aprivano la bocca della piccola e continuavano a rimetterla a posto finché non riusciva a prenderlo bene. All'inizio mi sembrava una cosa difficilissima, anche perché loro erano piccole e premature e si stancavano presto. Ogni tanto spremevo anche il latte col tiralatte, per stimolare la produzione e nei momenti liberi cercavo di riposare più che potevo, vista la stanchezza (nel parto avevo perso anche parecchio sangue). Comunque già le prime sensazioni quando le bimbe succhiavano erano bellissime, nonostante i crampi uterini, perché si ricreava un legame molto forte e sentivo che dava forza e serenità a tutte e due (anzi tre!). Uno o due giorni dopo il primo attacco è arrivato il latte vero e proprio, non di colpo ma gradualmente e loro andavano via via migliorando nell'abilità a mangiare. I primi giorni erano comunque uno stress, dovevo fare sempre la doppia pesata e se avevano mangiato pochino le infermiere davano loro il biberon (io non ero capace, forse perché mi rifiutavo di imparare e cercavo in tutti i modi di evitarlo). I ritmi dell'ospedale mi pesavano un po', considerando che dopo 5-6 giorni ormai prendevano solo il mio latte e anche se non crescevano tantissimo io avevo imparato benino ad attaccarle e loro a succhiare. Per fortuna il primario era molto in gamba, non ha mai forzato troppo con le integrazioni di latte e ha accettato di mandarci a casa dopo 8 giorni, nonostante il loro peso fosse solo sui due chili e senza un'evidente ripresa della crescita. D'altra parte io ero stufa di imposizioni e non vedevo l'ora di seguire i miei ritmi e fare "da sola" senza doppie pesate e pasti prestabiliti e ciucci che non volevo! A casa il ritmo dell'ospedale è durato due giorni: dopo di che ci siamo stufati di alzarci dal letto durante la notte (che poi io nemmeno le sentivo piangere!) e sono passata ad un allattamento a richiesta, tenendole a dormire nel lettone: una sopra di me, attaccata alla tetta destra, l'altra a sinistra. Quando avevano fame mi giravo di qua o di là, loro si servivano da sole (tipo cagnolini!!) e io sono così riuscita a dormire parecchio fin da subito, arrivando ad addormentarmi tranquillamente prima che loro avessero finito di ciucciare. Mi sono accorta che non esiste il pericolo di calpestarle, perché pur dormendo "sentivo" perfettamente la loro posizione.. al limite scivolavano giù da sopra!! I primi tempi ricordo che il seno faceva un po' male, c'erano alcuni solchi e in più sentivo un forte formicolio e dolore appena finita la poppata, così ero sempre in giro con le tette all'aria.. il tutto però è passato abbastanza in fretta e nel giro di un mesetto i capezzoli erano a posto e loro crescevano come due bolidini!! Alternavamo allattamenti "singoli" o contemporanei, a seconda delle richieste.. mi ero fatta fare un cuscinone per appoggiarle, in modo che potevo fare da sola e mi rimanevano persino le mani libere per leggere un libro.. dopo un po' riuscivo comunque ad allattarle anche sul divano o seduta, al massimo con il sostegno di qualche cuscino. Fino a cinque mesi hanno preso solo il mio latte, poi ho cominciato con un po' di frutta, a sei mesi una pappa, etc.. con il normale svezzamento, ma sempre con il mio latte di giorno e di notte (avevamo comprato una confezione di latte artificiale per sicurezza prima che nascessero.. alla fine è scaduta e se l'è bevuta il cane!!). L'allattamento è stato molto importante anche quando sono rientrata al lavoro (a 6 mesi ho ripreso, pur con le 4 ore di permesso giornaliero), perché appena arrivavo le piccole piranha volevano attaccarsi subito e la tetta ha continuato per mesi ad essere un ottimo modo per addormentarle e calmare qualsiasi dolore o problema. Intorno all'anno ho fatto più fatica per via dei denti: ogni tanto morsicavano proprio (in quei momenti le vorresti strangolare!! o comunque succhiavano attaccandosi con i denti e sfregando il capezzolo, fino a renderlo di nuovo pieno di solchi (soprattutto Elisa faceva così, Ilaria era molto più abile e metodica nel succhiare). Ho usato un po' i paracapezzoli d'argento, ne ho provate di tutti i colori ma non ho concluso granché... così alternavo periodi più tranquilli a momenti in cui pensavo di smettere, ma mai convinta. Dopo alcuni altri mesi la situazione capezzoli si è sistemata e tutto ha ripreso ad andare benone, considerando che poi davo una sola poppata di giorno, più una/due tra sera e notte. Alla fine, dopo averne parlato tanto ho (abbiamo) deciso di smettere quando loro avevano 18 mesi, un po' per assestare il loro ritmo serale e notturno, un po' per essere più libera anch'io e più interscambiabile con Alberto, un po' perché temevo non finisse più e avevo paura che per loro non fosse un bene continuare a dipendere così tanto da me.. per un po' continuavano a cercare la tetta, mi aprivano la camicia da sole, ma poi riuscivo quasi sempre a distrarle e sviarle su altro.. Devo dire che nel frattempo Elisa aveva imparato benino a usare il biberon, mentre Ilaria non ha voluto saperne fino a dopo che avevo smesso del tutto e io stessa ho "imparato" a darglielo tardissimo! In effetti a quest'età non lo devo nemmeno dare, se lo prendono da sole, ma di sicuro hanno imparato molto prima a bere da bicchiere e tazza che dal biberon. Smettere non è stato facilissimo, più che altro psicologicamente ti rendi conto che viene meno un legame fortissimo e che devi cominciare a "lasciare andare" i tuoi cuccioli già in queste piccole cose.. il mio latte ha continuato a essere disponibile per ben tre settimane e un paio di volte ho dovuto spremermelo io, ma non ho usato pastiglie e tutto è andato a posto.
Ecco, sono stata fin troppo prolissa e logorroica, ma le cose da dire sono tantissime ed è difficile condensare un anno e mezzo in alcune righe. Riassumerei il tutto dicendo che ne è davvero valsa la pena, ho fatto alcuni sacrifici ma ho ricevuto in cambio tantissimo, in termini di tranquillità, libertà, praticità, sicurezza, serenità, dolcezza.. ed economicità!! (a proposito, devo ancora farmi un regalo pari al costo di un anno di latte artificiale... per due!!). Mi sento di consigliare a tutte le bi-mamme di provarci convinte, pensando anche che l'allattamento ti aiuta a gestire i tuoi cuccioli molto meglio del latte artificiale, e non è affatto un impedimento o uno stress.. però ognuno deve fare le sue scelte con libertà e senza impazzire o forzarsi rischiando di stare male! L'importante alla fine è solo la serenità nostra e dei cuccioli, qualunque sia il sistema di "foraggiamento"...".
Katia: "Ho partorito all'ospedale di Perugia con taglio cesareo programmato alla 37° sett. + 2 gg. causa Giacomo podalico.
Il parto è andato tutto ok (Giacomo Kg ,760 e Gioia Kg 2,390) poi sono iniziati i problemi. In questo ospedale, se fai il cesareo, non ti lasciano il bimbo appena partorito, se sei sveglia (come me) te lo fanno vedere e poi lo portano via, te lo riportano quando è ora della poppata. Nel mio caso, con 2, me ne hanno portato solo uno dopo circa 4 ore e l'altra alla poppata successiva(alla mia richiesta di averli entrambi mi hanno detto che non era possibile)e così via ad ogni poppata (lì ci sono ancora gli orari fissi al nido mah e dopo un giorno passano subito al biberon). Io poi, per problemi post-cesareo, non riuscivo a salire al nido e quindi ne vedevo sempre uno per volta. Giacomo un po' si attaccava ma non era sufficiente e Gioia non ne voleva sapere perché si era abituata al bibe. Dopo 5gg di questo inferno rabbioso sono tornata a casa con i "consigli" sul latte artificiale e dopo altri 6 giorni ancora niente latte (mi aiutavo col tiralatte ma producevo 10 gr a tetta!!)e Gioia rifiutava categoricamente il seno. Ero in piena depressione perché al corso mi avevano detto che tutte le donne hanno latte e non mi rassegnavo al fatto che a me non veniva, non sapevo che fare e piangevo in continuazione... Alla fine mia madre (santa donna!!), ha saputo x caso che c'era un pediatra che aveva aiutato molte donne ad allattare e l'abbiamo chiamato(io non ci credevo molto, ma per me era l'ultima spiaggia prima di mollare). Grazie a lui (che poi ho saputo essere un consulente in allattamento IBCLC*) sono riuscita ad allattare, ma la fatica è stata immensa:tirare il latte col tiralatte ogni 2/3 ore, attaccare Giacomo a richiesta e rieducare il palato a Gioia, che si era abituata alla suzione del bibe. Le ho dato da mangiare anche con un tubicino legato al mio dito indice (!!!) e ho usato anche il DAS (Dispositivo per Allattamento Supplementare) con giunte di latte artificiale, anche perché i pupi ormai si erano abituati al bibe, avevano fame e io dovevo ancora calibrare i seni. Mi ha fatto prendere anche un farmaco a base di domperidone per qualche giorno (stimola la prolattina, che nel mio caso, dopo tutti quei giorni si era abbassata sicuramente troppo). Alla fine Gioia si è attaccata per la prima volta dopo un mese esatto dalla nascita! Sono riuscita poi a togliere il bibe dopo 4 mesi, prima non ce l'ho fatta anche perché i ritmi erano serratissimi e non sempre sono riuscita a fare tutto, qualche volta preferivo dormire perché ero a pezzi (i primi 2 mesi dormivo una media di 2 ore al giorno). Poi, quando i pupi avevano circa 6 mesi, ho partecipato per caso ad un incontro de La Leche League e lì mi si è aperto un mondo nuovo, quello di cui avevo desiderio appena partorito ma che non riuscivo a trovare. Ho potuto condividere la mia esperienza con altre mamme che hanno avuto disavventure simili alla mia (sono più di quel che si immagina purtroppo) ed ho trovato un luogo dove poter avere sempre un supporto morale (che quando si allatta è fondamentale) e un consiglio per ogni dubbio. Posso confermare che è possibile (contrariamente a quanto mi dicevano molti operatori sanitari) allattare esclusivamente al seno i gemelli e per tutto il tempo che si vuole, è solo una scelta personale, basta avere il giusto supporto "tecnico" e psicologico. Per concludere voglio ringraziare il "mio" consulente IBCLC, LLL e la mia mamma, che non mi ha mai permesso di mollare, quando pensavo di non farcela."
*IBCLC significa International Board Certified Lactation Consultants ed è una certificazione internazionale per consulenti in allattamento. Sono figure particolari (possono essere operatori sanitari-pediatri/infermiere/ecc. o persone qualsiasi) che dopo un lungo tirocinio e molte ore di corsi si specializzano appunto in allattamento e offrono aiuto concreto alle madri che, come me, hanno difficoltà ad allattare. In Italia ce ne sono circa una ventina, tra cui il "mio" che fino a 6/7 mesi fa era l'unico in Umbria (è comunque l'unico uomo in Italia), ora ce ne è un'altra a Terni. È una figura simile alla consulente di LLL e molte consulenti de LLL sono anche consulenti IBCLC. Alle appassionate della tetta come me, consiglio di visitare il sito www.allattare.net dove c'è l'elenco dei consulenti in Italia e una di essi risponde alle varie domande on-line sull'allattamento e tanti altri argomenti,basta registrarsi e si possono consultare le consulenze fatte agli altri con le varie domande e risposte.
Alessandra R.: “Sono passati diversi anni dal consiglio che diedi ad Elena e la mia opinione riguardo l'allattamento materno è radicalmente cambiata. In questi anni, ho avuto modo di informarmi molto meglio, grazie anche al forum "Allattamento" del Mondo dei Gemelli e alle bravissime mamme gemellari che hanno allattato i loro bimbi. Grazie alle loro esperienze e consigli, ho potuto allattare i miei altri due figli singoli con moltissima soddisfazione sia mia che loro, senza contare il notevole risparmio economico! Se dovessi dare ora un consiglio ad una futura mamma di gemelli, le direi di provare senz'altro ad allattare i suoi piccoli, affidandosi ai consigli delle altre che l'hanno fatto con pieno successo anche con tre gemelli. Allattare al seno non è solo una questione di alimentazione, ma è anche un "passaggio d'amore" tra mamma e bambino. Ora so che sono rarissimi i casi in cui una mamma è davvero impossibilitata a farlo, e ho ancora un forte rimpianto per non aver allattato le mie due gemelline, per non averci pensato prima del parto e di non aver avuto la determinazione di volerlo fare a tutti i costi. Mi rendo anche conto, però, di non essere stata né aiutata né incoraggiata a farlo e credo che sia importantissimo scegliere come luogo del parto una struttura dove l'allattamento al seno sia incoraggiato.”
Cristina V.: “Durante la gravidanza non mi sono mai preoccupata per l'allattamento, avevo sempre sentito dire che "viene naturale, lo fanno tutte, non è difficile"... per cui davo per scontato che non avrei avuto problemi. Quando sono nati i bambini (34+3 Fabio 1930 gr. Sara 1270 gr.) sono stati portati in T.I.N perché prematuri.. .continuavo a non farmi problemi circa l'allattamento... avevo letto che stimolando il seno con il tiralatte avrebbe prodotto ugualmente, e così ho fatto. Ogni 3 ore mi tiravo il latte... sempre, saltavo solo la poppata delle 3 di notte, per il resto tiravo, tiravo, tiravo... Ero tranquilla, il latte c'era i bimbi no... ma che vuol dire?? Attaccavo Fabio al seno quando andavo in ospedale e prendeva una misera dose. Trovai un' infermiera molto carina la prima volta, che mi fece vedere a grandi linee come dovevo tenere il bimbo... ci provai, Fabio ciucciò qualcosa, poi arrivò il bibe con il mio latte e Massi gli dette quello... sono andata avanti così per le 3 settimane di T.I.N di Fabio... a volte poppava, a volte no!! Quando lo rimandarono a casa, mi ricordo che la prima poppata "domestica" prese una cifra assurda di latte, ed io ero proprio contenta!! (forse perché io non guardavo l’orologio?? Il brutto della T.I.N. è che ci sono orari stabiliti per farli poppare… trovavo quasi sempre Fabio che dormiva: dovevo svegliarlo per attaccarlo… e questo era un ostacolo… ma l’ho capito dopo!!) Sara... per Sara era più difficile, mi parlarono della marsupio terapia quando era già 1800 gr... e in quell'occasione un'infermiera tedesca stracarina mi convinse a provare ad attaccarla... ci provai ma con scarsi risultati...era la mattina di Natale e sperai proprio nel miracolo che non accadde. Prese circa 10 gr. di latte. Non riusciva a tenere in bocca il capezzolo, era troppo grosso per la sua piccolissima bocchina... non mi buttai giù però, ogni volta che tornavo provavo (sempre con scarsissimi risultati). Fabio a casa intanto, cominciava a farmi provare le prime insicurezze... mia madre ci metteva parecchio del suo per rompere altrettanto (per lei quando Fabio piangeva era sempre e solo perché aveva fame!! Qualsiasi altro motivo non esisteva....che rabbia a ripensarci) Mi ricordo che cominciai a chiudermi in camera per allattarlo, lontano dagli occhi di mia madre (anche perché avevo smesso di pesarlo - dopo i consigli del pediatra del Mayer e di Pat - e lei questo chiaramente non lo tollerava... ogni volta mi chiedeva: quanto ne ha preso? E io sparavo a caso....). Il senso di sconforto però aleggiava... circondata da quella rompiballe di mia madre... ero insicura, non sapevo bene cosa fare e lei non perdeva occasione per buttarmi giù. Fu anche per questo che quando il 9 gennaio mi dissero che avrebbero dimesso Sara l’indomani... andai in paranoia e chiesi di poter rimandare di un giorno!! Già sapevo cosa sarebbe accaduto averli entrambi a casa con mia madre che rompeva.... Mi ero ripromessa di provare ad attaccare Sara una volta che fosse tornata a casa, ma purtroppo per lunghi periodi avevano gli stessi orari... si svegliavano insieme e figuriamoci se potevo anche solo pensare di lasciar piangere uno per finire con l'altra....no, con mia madre tra le balle era impensabile (e sicuramente anche per me) Quelle rare volte che riuscivo ad attaccarla, continuavo a pesarla e mi rendevo conto che non prendeva quasi niente... La mia vita per i primi due mesi era così: attaccavo Fabio e mi tiravo il latte per Sara... tutto bene fino a quando Fabio cominciò ad urlare come un ossesso ogni volta che si attaccava alla poppa... immaginate cosa si prova! La prima volta mi dissi che sicuramente non avevo latte... corsi a preparare il bibe di artificiale, ma urlava anche con quello... la cosa mi sollevò un po' (non era colpa mia quindi!) ma il problema rimaneva!! Piangeva, piangeva, piangeva... aspettavo con terrore l'ora della poppata, mi angosciava!! Col senno di poi riesco anche a capire il perché: ero talmente stressata (da mia madre sicuramente!) non accettavo il fatto di essere una "mucca da latte", non ne potevo più: volevo uscire, tornare a fare la mia vita di sempre... mi mancava l'aria!!! Decisi insieme a Massi che mi sarei tirata il latte anche per Fabio (questo per liberarmi da sensi di colpa) e che lo avrei dato col bibe anche a lui!! Funzionò… cioè Fabio piangeva ugualmente, ma magari era in braccio a mia madre e non a me!!! Ho continuato a tirarmi il latte per quasi 5 mesi, fino a quando mia madre si è ammalata ed è stata un mese ricoverata… a quel punto non ce l’ho proprio più fatta, non potevo tirarmi il latte e correre anche due volte al giorno da mia madre (che era ridotta proprio male)… Quando ho smesso ho provato comunque una sensazione strana… un misto fra sollievo e rammarico… ma ormai era andata!! La mia esperienza è stata negativa (o meglio, io me la vivo così) ma non ho avuto veramente l’aiuto di nessuno (tranne Pat… che però era a Torino e stava allattando anche lei due gemelli di pochi mesi)… ma da questa mia “sofferenza” sono riuscita ad elargire buoni consigli ad altre 2 amiche… ho passato delle ore al telefono per spiegare (e questo sempre grazie al “senno di poi”) concetti e dare sostegno… entrambe sono riuscite alla fine ad allattare, ed entrambe mi hanno più volte ringraziata!! Il sostegno è fondamentale, io lo avevo da Massi… non perdeva occasione per dirmi che andava tutto bene, che ero brava, che potevo farcela… e finiva sempre dicendo che se non riuscivo più non era la fine del mondo, sarebbero cresciuti anche con il latte artificiale. Tutti quelli che sapevano che mi tiravo il latte per due gemelli mi guardavano come se fossi un marziano, non capivano chi me lo facesse fare (perché è dura ragazze, ma dura dura!!!)… ma per me era comunque una “continuazione” della gravidanza forse, i sensi di colpa per il parto prematuro… per lo meno il mio latte devono averlo costi quel che costi!!! Aggiungo una cosa: ho partorito con parto naturale domenica 3 dicembre 2000 alle 21:10 e 21:15.... sono stata dimessa dall'ospedale martedì 5 dicembre alle 11 di mattina (in quel lasso di tempo ho chiesto di potermi tirare il latte ma mi hanno detto che era troppo presto ) Appena uscita andai a far la prima visita ai bambini in Tin, tornai a casa mangiai e andai a farmi una magica dormita....al mio risveglio mi sentii il seno "pieno"... mi tirai il latte con un tiralatte a siringa che mi avevano dato e cominciò a uscire....la sera stessa andai per comprarne uno elettrico, mi consigliarono però Avent, lo provai e fantastico!!!”
Patrizia R.: “Fin dalla gravidanza mi sono posta il problema di come fare ad allattarne due: conoscevo vagamente i grandi benefici del latte materno, ma non sapevo nulla né di tecniche, né tantomeno di come fare con 2 gemelli!! Ho quindi cercato, e trovato, moltissime informazioni su internet a questo proposito. Sono arrivata dunque al parto consapevole dei vantaggi dell’allattamento e fortemente motivata a mettere in pratica tutti i suggerimenti trovati. Michele e Tommaso sono nati all'Ospedale Sant'Anna di Torino, rispettivamente, alle 11.18 e 11.33 del 23.10.00, con parto spontaneo, aiutato da un po’ di ossitocina in vena e una piccola episiotomia, e peso decisamente ottimo: 3.130 gr. l'uno e 2800 gr. l'altro. Tutto è avvenuto senza alcun problema: i bimbi avevano entrambi un Apgar 9, stavano bene e strillavano. Ciascuno dei due, appena uscito dal mio utero, mi è stato messo sulla pancia, dietro mia richiesta, e poi in braccio al papa’ Giulio. Però non mi è stato possibile attaccarli subito al seno come avrei voluto, perché il personale sanitario sosteneva che i bimbi erano un po' freddini e bisognosi di riscaldamento; ho dovuto quindi a malincuore rinunciare ad allattarli subito, cosa a cui tenevo molto. Pazienza, avevo anche letto che l'importante è riuscire ad attaccarli al seno nelle prime 12-24 ore, prima si fa meglio avverrà l'allattamento. Alle 14 io e Giulio torniamo in stanza, con la promessa che alle 16 ce li avrebbero portati (nel mio reparto funzionava il rooming-in diurno, dalle 8 alle 21). Ma ciò non è avvenuto, e alle 16,45 Giulio si recava al nido per capire che cosa era successo. Si erano semplicemente dimenticati che non avevo partorito con cesareo ("dato che quasi tutti i gemelli vengono al mondo con cesareo…."), nel qual caso “sono soliti lasciare riposare la mamma un po' di più”, e quindi i bimbi non erano ancora stati visitati e non erano pronti per essere portati in stanza. Inutile dire che mi sono infuriata e, nonostante non mi reggessi in piedi, tanta era la voglia di allattare e abbracciare i miei bimbi che con una sedia a rotelle e l'accompagnamento di Giulio, sono scesa io da loro per poterli attaccare al seno. Devo lamentare il fatto che l'assistenza e le informazioni in materia di allattamento da parte del personale del nido sono state quasi inesistenti e solo i consigli letti on-line su Internet mi hanno aiutato. Nei 4 giorni di ospedale, comunque, tra una prova e l'altra (senza alcuna offerta di assistenza o consiglio da parte del personale, ed io mi sentivo così imbranata….tra teoria e pratica c’è una bella differenza!), qualche goccia di colostro l’hanno presa (la montata lattea mi è arrivata soltanto il 4° giorno, una volta tornati a casa); soprattutto Michele, che si è subito attaccato con vigore, mentre Tommaso era pigro, rifiutava sempre di attaccarsi. Ogni 4 ore mi portavano 2 bibe di latte artificiale, che ho sistematicamente rifiutato di somministrare ai bimbi, e un paio di volte ho tentato di dare a Tommaso con l’aiuto di un cucchiaino, facendo dei disastri colossali!! Sono quasi certa però che quando alle 21 li riportavano giù al nido, qualcosa gli davano. All'atto della dimissione, sono stata liquidata con queste parole: "Allora, signora, sono rarissime le mamme di gemelli che riescono ad allattarli al seno entrambi, quindi acquisti subito il latte artificiale X e incominci l'allattamento misto: ad ogni poppata, uno lo allatta al seno e all'altro dà il biberon". Io ho detto sì, ma ho fatto come ho voluto e come consigliava la Lega Latte in Internet: nessuna aggiunta e la suzione dei bambini sarà presto sufficiente a fornire al seno l'informazione necessaria in merito a quanto latte produrre. E’ stata dura, all’inizio, specie con Tommaso, che ci ha messo una settimana intera a capire come si faceva ad attaccarsi al seno e nel frattempo aveva avuto un calo ponderale enormemente più alto del vorace Michele, seppure sempre nella norma! Anche mia madre e mio marito, inesperti quanto me (sebbene mia madre mi avesse allattato al seno per 9 mesi, ma 30 anni prima…), incominciavano a dirmi: “Non puoi mica farlo morire di fame….dagli un biberon di artificiale, non sara’ mica la fine del mondo!”. In quel periodo non mi sono persa d’animo, ho avuto la fortuna di non cadere in depressione, e ho anche per telefono chiesto ed ottenuto consigli dalle volontarie della Lega Latte della mia zona (numeri avuti tramite indirizzo e-mail di Internet). All’alba del 7° giorno di vita, Tommaso ha finalmente capito che o si dava da fare, o non ce n’era : ha iniziato a succhiare bene, prima poco, poi sempre di più. Il mio solo latte li nutriva benissimo, avevano una crescita settimanale più che ottima e a parte qualche problema di cacche assenti anche per una settimana, e colichette tutte le sere, tutto si è svolto per il meglio. A tre mesi avevano già preso più di 3 kg a testa di peso . Certo, allattarli entrambi non è stato semplice, anzi, devo ammettere che è stato piuttosto faticoso: si tratta di almeno 6 - 8 ore al giorno di poppate, in cui nessun altro può sostituire la mamma! Però è una gran bella soddisfazione, e non poco importante, un bel risparmio! Grazie anche all’aiuto insostituibile di mia madre per le faccende domestiche e i cambi, e di Giulio per la cucina, riuscivo a sostenere le 16-20 poppate al giorno (li ho allattati prevalentemente uno per volta, mi riusciva meglio), compresa la notte, quando per mia fortuna si sono quasi sempre svegliati a turno, così riuscivo a mettermi il bimbo nel lettone di fianco a me e mentre lui succhiava io potevo continuare a dormire ; Quando invece si svegliavano contemporaneamente, mia madre o Giulio mi aiutavano a sistemarmi in poltrona con i bimbi in posizione rugby e li allattavo contemporaneamente, dormicchiando un po’. Hanno mantenuto molto a lungo la poppata notturna, fino intorno ai 10 mesi di vita, e non ne potevo proprio più. Anche perché all’età di 4 mesi ho ricominciato a lavorare, seppure usufruendo delle 4 ore giornaliere di allattamento e dunque circa a metà tempo. Mi tiravo, allora, il latte verso le 5 del mattino, quando il seno era più gonfio, e lo lasciavo in frigo o in freezer, perché mia madre lo somministrasse ai bimbi per il pasto di mezzogiorno; dapprima, insieme alla frutta, poi pian piano siamo passati alla pappa. Ho tirato il latte la notte o la mattina presto per un bel po’ di mesi, fino intorno al 9-10° mese! Poi si è presentato un problema che non avevo considerato: come fare per smettere? Michele e Tommaso non ne avevano proprio intenzione, nonostante ormai lo svezzamento fosse stato portato a termine con successo, e mangiassero ormai praticamente di tutto! Ho tentato di smettere completamente di allattare a 14 mesi di vita, ma non ne volevano sapere: la poppata serale per scivolare dolcemente nel sonno era ancora troppo importante per loro! Invece, 4 mesi dopo, magicamente sono riuscita a sostituirla senza troppa fatica con l’addormentamento nei lettini, tenendoli con la manina. Probabilmente anche per loro era il momento giusto! Come avete letto, la mia è stata un’esperienza decisamente positiva, anche se qualche problemuccio di avvio c’è stato. Consiglio a tutte di provarci, perché è veramente una grande soddisfazione!”
Barbara G.: “La mia esperienza di allattamento è stata piuttosto negativa, primo i bambini non erano tutti e due nel mio ospedale, ma c’era solo Niccolò, Tommaso purtroppo era in un ospedale pediatrico, sempre a Firenze ma non raggiungibile in carrozzella e secondo le infermiere della tin dove è stato Niccolò ed anche i pediatri hanno contribuito a alimentare i miei dubbi e le mie paure senza aiutarmi, ma partiamo dall’inizio: i miei bimbi nascono con taglio cesareo lunedì 3 settembre alle 9 circa, nasce per primo Niccolò peso 2.410 gr., 7 solo di apgar e 8 dopo 5 minuti un po’ pochino ma il bimbo dopo un po’ di tin viene portato in subintensiva, monitorato ma in situazione tranquilla, Tommaso peso 2.350 gr. nasce subito dopo, per il problema che aveva nè me lo fanno vedere nè lo potevano tenere lì a Careggi, parte quindi subito dopo la nascita per il Meyer, il mio leoncino aveva 10 di apgar alla nascita e meno male. Il primo giorno tra l’intontimento dell’operazione, l’ansia per l’operazione di Tommaso scivola via senza che io me ne renda conto, alle 10 di sera su insistenza di Alberto a cui tra l’altro era stato promesso che Niccolò sarebbe stato trasferito al nido, mi portano dalla subintensiva almeno lui e dopo 36 settimane di ansie e paure riesco a toccare almeno uno dei miei Puzzoli, è una delle sensazioni più intense che mi sono rimaste di quei giorni. Il giorno dopo mi faccio accompagnare da Alberto finalmente in subintensiva per vedere un po’ meglio il mio Puzzolino, il primo cambio di pannolino è opera di Alberto, il quale ancora ricorda la sensazione di queste bimbetto tra le sue manone, la voglia di provare ad attaccarlo è grande, la disinformazione altrettanto, un po’ mi aiutano le infermiere e alla fine qualcosa riesce anche a prendere, però lui poverello avrebbe avuto bisogno di stare ancora un po’ nella pancia, non ha nessuna voglia di succhiare né da me nè dal biberon (complici anche le tettarelle dure da morire dei biberon monouso), da lì inizia il mio calvario, il bambino sta bene non ha niente ma non mangia, se lo attacco si stanca e poi non prende il biberon, se non lo attacco come cavolo faccio a farmi venire il latte, i dubbi e le paure mi travolgono, fino a farmi annegare completamente la sera in cui gli rimettono il gavage. Intanto io vengo dimessa e finalmente riesco ad andare a vedere anche Tommaso che si è nel frattempo completamente ripreso dall’operazione e ciuccia che è una bellezza, la prima cosa che mi dicono: venga signora provi un po’ ad attaccarlo, così senza tanti problemi…. In conclusione Tommaso è tornato il 12 settembre solo 9 giorni dopo nascita e operazione ed ha ciucciato benino fin dall’inizio, Niccolò è tornato a casa invece il 18 settembre, solo perché era svogliato e “ipotonico” e non aveva voglia di mangiare. Mi ricordo ancora la prima volta che sono riuscita ad attaccare perbene anche Niccolò e lui prese 40 gr. di latte, mi sembrò di aver vinto alla lotteria, poi naturalmente il pediatra mi consigliò di alternare una poppata da me ad un biberon di latte artificiale e così è andata avanti fino a 5 mesi quando decisero i due Puzzoli che ne avevano abbastanza di tirare dalla poppa e che dal biberon gli veniva un tot più comodo, ho dovuto prendere le pasticche per farmi andare via il latte. Di sicuro la colpa è stata anche mia, mi ero informata poco e pensavo che fosse più facile, le paure e i dubbi hanno contribuito a minare la fiducia in me stessa che invece mi avrebbe fatto combattere di più, ma in fondo sono cresciuti bene e ora sono dei torellini e spero che quello che ho passato possa servire a qualche altra mamma per riuscire dove io ho fallito!!!! A proposito, il problema tiralatte, allora io mi sono tirata il latte dal secondo giorno al tiralatte della maternità e da quello della terapia intensiva, poi una volta a casa ho noleggiato un tiralatte elettrico e di solito riuscivo a portarne abbastanza sia per Niccolò che per Tommaso, comunque tutti i miei giri erano condizionati dall’avere un tiralatte a portata di… mano!!!!”
Laura (mamma di tre gemelli): “La mia esperienza è stata molto breve! Durante la gravidanza tutti e dico tutti mi hanno detto non si può... al corso pre-parto la lega del latte mi aveva convinto che qualcosa avrei potuto fare e io ero molto scettica. Dopo il parto vedevo portare in pediatria boccette piene di latte tirato col tiralatte... così ho provato credendo chissachè... ma più di dieci cc non sono riuscita a fare… la montata non l'ho avuta e dopo una settimana ho mollato! Certo se avessi conosciuto prima tutti voi... forse qualcosa in più... mi spiace così tanto mi sarebbe piaciuto attaccarli al seno.”
Michelle: "Per me è stato fondamentale frequentare il corso pre-parto, gli incontri erano mirati sull'allattamento al seno oltre che sul parto in sé. Durante gli incontri abbiamo visto un video molto ben fatto sull'allattamento al seno, ci è stato consegnato del materiale informativo. Durante il corso si è parlato dei problemi e come risolverli. Inoltre le ostetriche del corso pre-parto erano disponibili sia telefonicamente che di persona per dubbi o per risolvere problemi vari (ingorghi etc...). Anche se non ho avuto necessità, è stato di conforto sapere che se ne avessi avuto dei problemi bastava una telefonata e sarei potuta andare in ospedale per un aiuto. Inoltre in ospedale, durante il ricovero, al nido verificavano il corretto attaccamento al seno dei bimbi e rispiegavano le manovre di massaggio già viste al corso pre-parto. il bimbi sono nati con cesareo-epidurale, ad un’ora dalla nascita ho iniziato ad attaccare Alessio al seno (avevo dato istruzioni a Silvio precedentemente di aiutarmi in questo senso). Abbiamo faticato un po’ entrambi, ma c'è l'abbiamo fatta: quando si è attaccato bene ha fatto una ciucciata e si è staccato stanco dalla fatica fatta. Poi, a fatica, si è riattaccato, ma questa volta non si è più staccato, si riposava tra una ciucciata e l'altra, ma ben attaccato al seno (la necessità aguzza l'ingegno!). Per tutto il ricovero, e per il 15 giorni successivi, Alessio ha sempre preso il latte mio. Stefano, invece, non mangiava in quanto aveva bevuto del liquido amnioticoe anche quando ha vomitato il liquido, continuava a non mangiare, però gli è venuto il singhiozzo, allora ho provato ad attaccarlo al seno e, in questa occasione, si è convinto di dover ciucciare e gli è passato anche il singhiozzo. In ospedale Stefano ha preso delle integrazioni di latte artificiale in quanto per i primi 3 giorni perdeva peso, il 4° giorno l’ho riempito modello oca (lo svegliavamo con ogni sorta di tortura pur di farlo mangiare) ed infatti il 5° giorno aveva preso 60gr e siamo stati dimessi. Sino ai due mesi e mezzo ho insistito molto ad allattarli con il mio latte e davamo delle integrazioni secondo necessità. Dopo questo periodo, essendo tornata a lavorare, prendevano un biberon di latte artificiale quando andavano dalla baby sitter ed uno alla sera. In pratica alternavo, uno ciucciava da mamma e uno si prendeva il biberon. Tenevo entrambi i bimbi su un cuscino sulle mie gambe, uno ciucciava dal seno e l'altro al suo fianco ciucciava dal biberon. Attaccavo i bimbi su richiesta (quindi avevo un bimbo se non entrambi attaccati alle tette quasi tutto il giorno). Con questo metodo siamo andati avanti siano ai 6 mesi compiuti. Ai 6 mesi ho sostituito il latte artificiale con il latte vaccino, e davo il mio latte a merenda e di notte questo fino ai 10 mesi. Dai 10 ai 16 mesi il mio latte (ormai veramente poco) serviva per i momenti di coccole e per le tranquillizzali in un momento di crisi. Tutto sommato posso dire che è stata un esperienza serena, anche se minata da parenti e amici che non mancano di dirti : “Allattare ti esaurisce” “Ma mangiano di nuovo?” (che faccio li tengo a dieta?) “Ma gli dai ancora il tuo latte?!” (come se sul latte di mamma ci fosse la data di scadenza) “Ma povera non stai mai tranquilla un attimo.” “Certo che se tu gli dessi il biberon potrei aiutarti.” “Questi bimbi ti consumano.” “Ma fino a quando hai intenzione di allattare?” (ma devi decidere la data e l'ora per smettere?) “Ma con gli occhiali non dovresti allattare.” (uffa, vecchie credenze ) e infine la supidaggine più grossa: sono viziati.”
Caterina P.: “Per me allattare era un sogno bellissimo che, purtroppo, non è divenuto realtà. Al corso preparto avevo già qualche perdita di liquido, così mi avevano detto che avevo possibilità di allattarli. Poi le cose non andarono così, difatti ho partorito con cesareo-epidurale per gestosi, pressione 200, proteine nelle urine, non facevo più pipì, un disastro. Ho partorito alla 33+4, ma i bimbi erano piccoli a causa sempre di questa maledetta gestosi: Matteo 1,740 Kg e Tommaso 1,470 Kg. Quando me li hanno tirati fuori non me li hanno fatti vedere, subito in neonatologia in culla termica, mi hanno detto che stavano bene, li ho sentiti solo piangere e mi hanno detto che aveveno 10 di apgar. Questo il sabato 03/11/01, ho potuto vederli solo il martedì, perché primo ero molto debole in quanto ho perso molto sangue, secondo le ostetriche se non hai i bimbi al nido ti considerano poco, si preoccupano della tua salute, ma del fatto se puoi o non puoi andare a vedere i tuoi bimbi non frega a nessuno, da qui quella situazione di abbandono dal punto di vista dell'allattamento, ho dovuto chiedere io di potermi tirare il latte, sempre il martedì, mi hanno portato il tiralatte dell'Avent (fantastico) se non fosse che ne producevo 20/30 grammi contro i 35/40 che prendevano loro a testa. Alla mattina mi trovavo tutta la camicia da notte bagnata, non so mai se mi sia venuta la montata o no, comunque non mi sono scoraggiata, ho usato il tiralatte elettrico della neonatologia, unico tiralatte elettrico in tutto l'ospedale, quindi c'era la fila. Vedevo le altre mamme uscire con 50/60 grammi di latte e io continuavo a farne 20. Intanto i bambini aumentavano la portata 40/50 grammi a testa, crescevano, nel frattempo nessuno che mi avesse proposto di attaccarli al seno, tuttora non so se sarebbero riusciti a tettare o no; durante il soggiorno in tin, i primi giorn,i gli hanno fatto qualche gavage (non so se si scrive così) per risparmiargli energie, poi hanno sempre poppato dal biberon. L'ultimo giorno, prima di portarli a casa, ho chiesto se potevo attaccarne uno, mi hanno detto che potevo provare, ma nessuno mi ha aiutato, come attaccarlo, come tenerlo, ero emozionatissima e allo stesso tempo impacciata, timorosa, nessuno che mi rassicurasse; il bimbo ovviamente, avendo preso il bibe per 15 giorn,i non sapeva neanche cosa sua madre cercava di mettergli in bocca. Comunque a casa sono andata a noleggiare un tiralatte elettrico, ma quando ho visto che ne usciva sempre meno ho lasciato perdere, avevo persino dato retta a tutte quelle dicerie, bevi tisane al finocchio, bevi molto, bevi birra, ecc... ecc.... Ero sfinita, senza energie, mi sono portata dietro gli strascichi della gestosi per un mese circa, nel senso che continuavo ad avere problemi di pressione e di anemia. Comunque sono venuti su benissimo anche con il latte artificiale, anche se mi rimane il rammarico di non averli allattati.”
Paola (Palla): "La mia esperienza di allattamento è stata a dir poco straordinaria. Premetto che io ero decisissima nel volerle allattare e che non c'era una sola persona, familiari, marito personale ospedaliero e il nostro pediatra poi, che non mi spingesse a desistere dall'impresa. Fu una donna, mamma di gemelli, che incontrai quando ero incinta(ahimè, questo forum non era neanche nei miei sogni) a dirmi che era possibile, lei lo aveva fatto per 10 mesi, esclusivamente al seno e mi consigliò di abbinare un seno per bambina. Quell'incontro per me fu decisivo Claudia e Cristina sono nate il 4 giugno 2001 con taglio cesareo con epidurale. Alle ore 13 è nata Cristina , kg 3,150, dopo 3 minuti è nata Claudia , kg 2,700. Loro stavano benone così, dopo un'oretta, eravamo tutte e tre insieme, 24 ore su 24 (rooming-in). Le ho quasi subito attaccate al seno e grazie al superlavoro di Claudietta, alla fine del secondo giorno è arrivata la montata lattea. Cristina aveva, invece, un po' di difficoltà, non riusciva a far aderire la boccuccia al capezzolo e per i primi 3 giorni si disperava fino ad addormentarsi digiuna e sfinita I medici del nido pensarono di farle il controllo del tasso glicemico (al termine del quale mi riportarono la sua culletta con un'altra bambina, meglio dimenticare), pensando che la bambina avesse dei problemi ma era tutto a posto, la mia Cri doveva solo imparare. Inizio ad assaggiare qualcosa con l'arrivo della montata, dopo si facevano capriole per accomodarla al meglio ma poi, partì anche lei alla grande. Le piccole hanno sempre avuto un ottima crescita, il latte in polvere, fattomi acquistare deal nostra pediatra, l'ho regalato prima che la confezione scadesse Avevo dei piccoli accorgimenti, bevevo litri di acqua, mangiavo in continuazione ma niente porcherie: piattoni di pasta, bistecche, pesce, frutta, verdura(non tutta), panini a volontà, niente soffritti, gusti amari o aspri e ovviamente niente piccante. Così c'era cibo per tutti e sempre piacevole e digeribile. Sono andata avanti così per 14 mesi, il primo latte 'estraneo' era il latte vaccino e lo hanno sorseggiato, per la prima volta, quando già camminavano. Sono stata fortunata anche per un'altra cosa: smettere è stata una loro spontanea decisione, prima Cristina e poi Claudia, mi guardavano come per dirmi:" mamma, ma che stiamo a fare?! non è ora di smettere?!!" Se il latte c'è e i bambini stanno bene, credo che il minimo dovere sia di provarci e non desistere se si è convinte e felici di farlo... la soddisfazione è impareggiabile!"
Barbara R.: "... CON GIACOMO: bimbo singolo allattato fino a 6 mesi in esclusiva poi piano piano inserendo le pappe ho diminuito le poppate fino a eliminarle del tutto verso gli 8 mesi. Giacomo l'ho attaccato al seno che aveva credo 1/2 ora di vita e lui ha sempre poppato avidamente!!! Per i primi mesi si faceva 7/8 poppate al giorno e succhiava una marea di latte. Io ne avevo in abondanza di latte ... talmente tanto che se per caso di notte il Gigio tardava a poppare io facevo il lago nel letto!!! In più io che ADORO dormire a pancia in giù per 6 mesi ho dovuto rinunciare altrimenti allagavo il materasso!!!! Per fortuna su indicazioni di un'amica ho acquistato delle coppette assorbilatte di una marca che sinceramente non mi ricordo più ma che erano fatte come degli assorbenti per cui non si inzuppavano. Giacomo è nato a Giugno e allattare con il caldo alle volte era un supplizio ..... io in reggiseno e mutande e lui in body ... sudavamo da morire!!!! In quel periodo bevevo peggio di un cammello anche 2 o 3 litri di acqua al giorno e ..... ho sempre mangiato di tutto, cipolle, Nutella e tutto quello che mi passava per la mente (infatti in allattamento ho preso 10KG!!!!! ) Sinceramente non l'ho neanche mai pesato... mi bastava guardarlo per vedere che cresceva bene e così una volta a settimana misuravo la crescita. A 2 mesi in Agosto sono andata in montagna e... mentre a casa col caldo aveva ridotto le poppate a 5 al giorno e cresceva circa 300 grammi a settimana, in montagna ha ripreso i 7 pasti e cresceva di 1/2 Kg a settimana UN BOVE!!!!!! Giacomo non ha mai sofferto di coliche e io non ho mai avuto problemi nè di mastite nè di ragadi nè di ingorgo mammario... niente tiralatte anche perché lo tirava tutto lui il latte!!!!! Unico neo ..... io ero davvero molto stanca e quello che mi distruggeva di più erano le poppate notturne... ma questo era un problema mio!!!! Inoltre vista la temperatura esterna (estate) io ho comunque sempre dato da bere con il bibe al Giacomo e devo dire che lui non ha mai avuto nessun problema a ciucciare sia dal seno che dal bibe!!!! Inoltre quando più avanti sono passata al latte in bibe lui non ha avuto problemi a ciucciare dal bibe anche se era abituato alla tetta. So invece di bambini che il bibe proprio non lo vogliono neanche vedere!!!!!... arrivarono poi MICHELA e ALBERTO: come già accennai nella mia esperienza ospedaliera per l'allattamento di Michy e Betto mi informai prima e ne parlai con la mia pediatra la quale non escluse assolutamente la possibilità di allatarli entrambi al seno, anzi mi disse che visto che col primo avevo avuto una marea di latte sicuramente coi gemelli non avrei avuto problemi. Però mi disse anche che allattare due bambini al sena voleva dire dedicarsi completamente a loro, essere a loro disposizione e trascurare tutto il resto... Giacomo compreso e che il doppio allattamento mi avrebbe anche stancata molto. Lei mi avrebbe consigliato l'allattamento misto alternato in modo da dargli si il mio latte ma non in esclusiva ed avere così la possibilità di accudire anche Giacomo e di farmi aiutare da qualcuno anche al momento della poppata. Ci pensai su per un po' e poi in accordo con mio marito decisi per l'allattamento misto alternato. Quando nacquero Michy e Betto i primissimi giorni li attaccai spesso ed entrambi e loro all'inizio prendevano il colostro solo da me, poi con la montata lattea al nido iniziarono a dargli delle giunte e (senza previo accordo con me) impostarono l'allattamento misto alternato. Io continuai così anche a casa e fu prezioso per me segnarmi sempre tutte le poppate e a chi davo il mio latte e a chi invece il bibe (specie di notte ero talmente cotta che se non controllavo sull'agenda regolarmente sbagliavo i turni!!!!! ) Loro sono cresciuti da subito bene e anche molto "spartani" perché comunque erano i secondi e di conseguenza vizi e attenzioni sicuramente più ridotte rispetto che con il Giacomo!!! A 1 mese mi accorsi che se l'ultima poppata di mezzanotte gli davo l'artificiale tiravano quasi fino alle 7.00 del mattino... e allora VAIIIII di artificiale alla sera, così quel pasto loro solo artificiale e io mi tiravo il latte per la mattina, così entrambi facevano colazione con il mio latte uno dalla tetta e uno dal bibe. Li ho allattati misti fino a 4 mesi, poi piano piano diminuendo il numero delle poppate anche il latte è diminuito e poi è andato via da solo. Anche loro hanno comunque sempre bevuto tisana come il Gigio e il fatto di poppare dalla tetta e dal bibe non gli ha causato nessun tipo di problema nè di rifiuto alla tetta (anche perché io ne avevo comunque tanto e in pratica non dovevano neanche succhiare per farlo venire fuori... veniva fuori da solo!!!!). A 2 mesi 1/2 erano già passati a 4 pasti e crescevano alla grande, io finalmente dormivo tutta la notte e mi sembrava davvero un sogno!!!!!! Con i gemelli poi ho scoperto le coppette rigide raccoglilatte della Avent che indossavo di notte e che mi permettevano di dormire anche a pancia in giù senza allagare il letto e in più al mattino il latte che era fuoriuscito lo raccoglievo in un bibe e glielo davo come poppata ..... arrivavo a raccogliere anche 120 ml di latte in una notte!!!!! Tutto sommato sono contenta delle scelte fatte e anche se i gemelli non li ho allattati al seno per molto tempo comunque anche con il bibe ho mantenuto quel rapporto intimo che si crea nell'allattamento e ancora oggi alle volte quando bevono il latte dal bibe vogliono venirmi in braccio e berlo rannicchiati addosso a me!!! "
Nadia P. (mamma di quattro bambini singoli e una coppia di gemelli): "Dal lettino dello studio del mio medico mi ci volle poco per rendermi conto che erano due... In un certo senso ero preparata. Avevo gemelli in famiglia e anche la mia quarta gravidanza era doppia, solo che uno dei due sacchi era vuoto. Questa volta invece si vedevano bene due piccoli embrioni ognuno nel proprio sacco. La gravidanza no si differenziò molto dalle precedenti. Forse un po’ di nausea e di stanchezza in più. Il parto invece… Ero alla 34esima settimana quando la placenta del gemello2 (quello più in alto, che avrebbe dovuto venire al mondo per secondo) si staccò causando la rottura delle acque con una profonda emorragia. Il cesareo fu velocissimo, con anestesia epidurale. Nacquero a 1 minuto uno dall’altro. Era notte. Mi portarono in camera e 8 ore dopo mi portarono Lorenzo, il gemello1. Era biondo e con la pelle chiara, 2 chili e 200. Si attaccò subito. Bene. Per Leonardo dovetti aspettare ancora due giorni. Aveva sofferto a causa del distacco della sua placenta. Quando lo vidi mi sembrò che fosse quasi identico al fratello. Solo la pelle e i capelli più scuri, 2 chili e 270. Il colostro aveva già cominciato a formarsi e potei portargliene un po’ da somministrargli attraverso una piccola sonda. Il terzo giorno lo attaccai. Avevo già la montata e quindi non dovette faticare per niente. Si riempì la pancia e tutti i suoi valori del sangue e della respirazione si regolarizzarono tanto che il giorno seguente ero già a casa. Il primo mese cercai di allattarli sempre uno alla volta, nel limite del possibile. La ferita mi faceva male e faticavo a sorreggerne due. Loro poi erano piccolini e quando li attaccavo insieme finiva che ingurgitavano molta aria. Il tempo per gli altri figli era praticamente nullo. Io facevo un paio di pasti e un’infinità di spuntini al giorno. Siccome non riuscivo comunque ad alimentarmi a sufficienza introdussi un paio di spuntini anche durante la notte. Passato il primo mese iniziai ad allattarli contemporaneamente. Iniziarono le coliche… Fu il periodo più difficile. Imparai a portarli nella fascia contemporaneamente. Uno a destra e uno a sinistra. Oppure uno a me e uno al papà o a un fratello o sorella maggiori. La nostra famiglia era diventata un team efficientissimo. Ognuno aveva le proprie specialità: nanna, pannolino, bagnetto, passeggiata… Ognuno era fondamentale. Credo che avere una famiglia numerosa mi abbia aiutato molto. Allattarli insieme divenne sempre più pratico. Per esempio la doppia stimolazione favoriva la discesa del latte, se uno dei due faceva più fatica dell’altro finiva che mangiava comunque la stessa quantità del fratello. In effetti quando erano attaccati tutti e due era sufficiente che fosse solo uno a succhiare: il latte scendeva da entrambe i seni contemporaneamente. Un altro punto particolarmente positivo era il fatto che la poppata intera era per ognuno particolarmente completa: prendevano il “primo latte”, dopo circa dieci minuti scendeva il “secondo latte” e quindici minuti dopo arrivava il “terzo latte”. In poche parole facevano un pasto completo con primo, secondo e dessert… Un altro punto interessante era il dimezzamento del tempo di poppata. Il primo mese avevo passato più tempo allattando, poi avevo potuto riposarmi maggiormente. A cinque mesi cominciai a introdurre qualche alimento. Era un po’ presto, ma mi sentivo molto stanca. Lo svezzamento avvenne molto lentamente. In particolare per Leonardo. Lorenzo apprezzava molto di più il cibo che gli preparavo. Dai sei mesi in effetti cominciò a mangiare con gusto. Fino a quel momento erano cresciuti sempre allo stesso modo. Poi Lorenzo cominciò a guadagnare peso nei confronti di Leonardo. Smisi di allattarlo a dieci mesi. Per Leonardo invece fu molto diverso. Lui continuò a preferire il seno fino a un anno e poi cominciò a mangiare con più interesse. Il suo allattamento terminò a quattordici mesi. Durante questi mesi si differenziarono molto l’uno dall’altro. In effetti a diciotto mesi Lorenzo è biondo, è più alto e pesa circa tre chili in più di Leonardo che è moro e minuto. Secondo questa mia esperienza credo che l’allattamento dei gemelli rispetto a quello dei figli singoli sia più affaticante e per questo motivo è particolarmente importante avere parecchio aiuto, almeno fino a sei mesi. Ma siccome ogni medaglia ha il suo rovescio anche le soddisfazioni sono doppie…
Credo che sia altrettanto importante che i genitori non facciano troppi paragoni tra i gemelli. Spesso hanno uno sviluppo diverso. Proprio come i fratelli nati in periodi differenti. "
Ultimo aggiornamento Settembre 2008