
Matteo e Tommaso, figli di Annalisa
Luisella (mamma di due bambini singoli e di una coppia di gemelli): "Ricordate?? Vi avevo lasciato a chiedendo aiuto se insistere sul solo allattamento o meno : l’ho fatto, ho stretto i denti e le cose piano piano si sono risolte! La scelta più facile è sempre quella di abbandonare, attorno ti ritrovi poche anzi nessuna persona che ti incoraggia ad insistere per allattare, soprattutto se si tratta di gemelli !! “Ma sei matta! Con due poi cosa vai a patire, tanto non si può!!?! Lascia perdere e dagli il biberon che fai prima!! Guarda che hai anche gli altri due a cui pensare!!….etc.” Per fortuna che esiste un sito come questo dove trovare un po’ di incoraggiamento !! Ora posso dire con orgoglio che sto allattando alla grande i miei gemelli di 2 mesi e mezzo!! A volte anche assieme, tant’é che un giorno che ci ha visto il nonno si è persino commosso, anche a mio marito è uscito: è davvero uno spettacolo !! E se magari mi capiterà come x gli altri 2 bimbi verso i 4/5 mesi che anche i gemelli ti guardano tenendosi sul seno con le 2 manine e poi si staccano un attimo x farti un enorme sorriso che sembra dirti “grazie mamma” , penso che qualsiasi fatica o sacrificio non valga nulla di fronte a questa gioia!! Quindi mamme insistete più che potete!! Attaccateli al seno sempre, lo so che è estenuante , ma non dura sempre, sono solo 30/40 gg. , poi vedrete che tutto è più semplice sia per voi che per i bimbi, si attaccano meglio e sono più veloci !! E non abusate troppo del tiralatte, a volte è utile si, ma niente tira e stimola come il Vs. bimbo!! A me ad esempio capita sempre di sentirmi “arrivare” il latte quando tengo in braccio mio figlio , specie se si mette a piangere !!"
Dasi: "Quando ho scoperto di aspettare due gemelli è stata subito una gioia, dopo tanti anni mi pareva un regalo meraviglioso. Ho cominciato subito a cercare quante più informazioni possibili, soprattutto sull'allattamento. Sul sito www.ilmondodeigemelli.org e sulle pubblicazioni della LLL ho letto molte storie positive: era possibile allattare due gemelli in modo esclusivo e ho deciso che anche la mia doveva essere un'esperienza positiva. Ho comprato un grande cuscino di quelli a ciambella che ho portato con me già in ospedale, oltre a tisane e granuli omeopatici per favorire la montata lattea. I miei due gioielli sono nati alle 10.00 e 10.02 con taglio cesareo perché il secondo era podalico e dalle ecografie sembrava molto più grosso del primo, mentre alla fine Matteo pesava 2590 e Diego 2570. Alle 11 ero di nuovo nella mia camera e dopo venti minuti ho potuto provare ad attaccare i bambini contemporaneamente. Il primo tentativo è andato bene, anche se poi nei giorni successivi ho avuto qualche difficoltà con Matteo che si attaccava e staccava continuamente e con tale voracità da provocarmi subito delle ragadi, per cui ho usato i paracapezzoli per alcuni giorni. I bambini sono stati sempre in camera con me e il mio compagno non ci ha praticamente mai lasciati nemmeno la notte. Questo è stato fondamentale, perché finché avevo flebo e catetere non sarei riuscita a prendere su i bambini da sola e il reparto era così pieno di partorienti che sarebbe stato difficile chiedere aiuto ogni volta. In seconda giornata, erano scesi a 2300 grammi, per cui ho accettato di dargli la giunta perché temevo che diventassero troppo deboli per attaccarsi e la montata sembrava lontana. Nei due giorni successivi, al massimo ogni tre ore, partivo con le culline alla volta del nido dove li lavavo e cambiavo in modo da svegliarli un po', li pesavo, li attaccavo ognuno a un seno per venti minuti, li ripesavo e poi gli davo un po' di biberon. Questa è stata la fase meno positiva perché il personale non era sempre coerente nei consigli, ma mi sono resa conto che era sufficiente resistere qualche giorno e poi a casa avrei fatto di testa mia. Alle dimissioni, in quarta giornata, pesavano 2420 grammi e 2400 grammi e sembravano due scricciolini. Le prime 24 ore a casa sono state un incubo, la prima sera non riuscivo ad attaccare Matteo. A mezzanotte ho telefonato disperata a mia cognata che ha lavorato per anni come infermiera al nido e lei mi ha detto di provarci ancora dieci minuti, se poi non ce l'avessi fatta sarebbe venuta lei ad aiutarmi. Il solo sapere di avere qualcuno disponibile mi ha calmata e Matteo si è attaccato subito. La mattina dopo, invece, non riuscivo assolutamente a svegliarli, non mangiavano da 8 ore e nemmeno l'acqua fredda li smuoveva. Anche lì lunghi respironi, mi sono chiusa in camera lontana dai consigli di nonne e zie e alla fine è andato tutto bene. Per i primi giorni mi sono trasferita su un lettino in camera con loro, la notte mettevo la sveglia ogni tre ore e facevo la doppia pesata. Se avessi dato retta ai piccolini non avrebbero mai mangiato. Se in una poppata non prendevano almeno 40 grammi, mettevo la sveglia dopo due ore per quella successiva. E' stato un po' allucinante, ma loro erano molto collaborativi e ciucciavano in non più di 10 minuti, riaddormentandosi subito dopo. La prima settimana mia madre è restata da noi, ma io le ho chiesto di aiutarmi solo nelle cose di casa (tipo riempirmi il congelatore di cibi pronti) perché dovevo vedere se ero in grado di gestire i bambini da sola. Per il mio compagno, poi, cominciava il periodo di lavoro più difficile di tutto l'anno e non sapevo quanto sarebbe stato disponibile. Dopo dieci giorni ho fatto la visita di controllo, i topini pesavano 2.700 grammi per cui ho buttato via la sveglia e la bilancia e sono tornata a dormire nel mio letto. Ho contato uno dei primi giorni 25 poppate, 11 a Diego e 14 a Matteo, ma ne è valsa la pena perché in pochi giorni hanno preso un buon ritmo svegliandosi ogni tre ore. Nei primi mesi li ho allattati quasi sempre contemporaneamente, mettendoli sul cuscino nella posizione "palla da rugby", io tenevo le gambe incrociate sotto il cuscino per cui le testine erano abbastanza sollevate da non costringermi a piegare la schiena o a sostenerli. La notte prendevo su quello che si era svegliato e lo appoggiavo sul letto, poi prendevo il secondo e facevo lo stesso. Alla fine mi sedevo nel mezzo, prendevo il cuscino e poi li posizionavo. Quando invece non si svegliavano contemporaneamente, il più delle volte, mi addormentavo con uno in braccio mentre gli facevo fare il ruttino e mi risvegliavo quando l'altro chiamava. Hanno avuto sempre ritmi piuttosto regolari, senza problemi di rigurgiti o coliche, anche se hanno continuato a mangiare ogni tre ore sia di giorno che di notte per molti mesi. Il vero cambiamento l'ho avuto solo con lo svezzamento. Ora li allatto la mattina e la sera prima di metterli a dormire, qualche volta anche la notte se sono in crisi. Sono felice di avercela fatta e mi è sembrata la cosa più naturale da fare. Sono sempre andata molto in giro, dal supermercato in cui mettevo nel carrello tutti e due gli ovetti, a un fine settimana a Parigi, senza dovermi mai preoccupare di biberon, tettarelle e polverine e anche il risparmio economico non è stato ininfluente. Credo che la cosa più importante sia pensarci per tempo, informarsi il più possibile, magari trovare subito qualche appoggio, che sia un'ostetrica, o un infermiera o semplicemente una mamma che ci è già passata, anche solo per una chiacchierata telefonica di sostegno. Presentarsi in ospedale già con le idee chiare e pretendere che vengano rispettate è fondamentale per un buon avvio dell'allattamento. Devo confessare che un barattolo di latte artificiale l'ho comprato, su insistenza di mia madre, ma le ho chiesto di nasconderlo in fondo all'armadio perché volevo provare davvero a farcela da sola. Probabilmente non è sufficiente la buona volontà, ci vuole anche una bella dose di fortuna, ma auguro a tutte di vivere un'esperienza serena come la mia."
Ultimo aggiornamento Settembre 2008