Da febbraio 2009, l'associazione Il Mondo dei Gemelli mi ha dato l'opportunità di gestire un piccolo spazio all'interno del forum dell'associazione stessa, in cui cerco di fornire ascolto e sostegno alle frequentatrici del forum, per quanto riguarda le problematiche inerenti la maternità ed in particolar modo l'essere mamme di gemelli, esperienza dalle mille diverse sfumature.
Tra i vari interventi che sono stati fatti, ho notato la preponderanza di aspetti riguardanti il sentimento di inadeguatezza delle bimamme e la malinconia per il tempo passato, per la vita “prima dei bimbi”, che il loro arrivo ha così profondamente modificato.
La società in cui viviamo ci impone la visione romantica della maternità come qualcosa di solo positivo, vediamo pubblicità con mamme sempre sorridenti, sempre disponibili, che pensano sempre e solo ai loro bambini. Ma, diciamoci la verità , nella realtà le cose non funzionano sempre così, perché per fortuna non siamo robot, ma esseri umani con molti punti di forza, ma anche tanti limiti, debolezze e fragilità .
Una mamma torna a casa dall'ospedale con due frugoletti che pretendono le sue cure: é stanca, magari deve ancora riprendersi fisicamente e si trova in una situazione del tutto nuova, sconosciuta. Però, tutti intorno a lei sembrano aspettarsi che sappia perfettamente come comportarsi, lei é la mamma, lei sa cosa fare. Purtroppo tutte sappiamo che non é così, che nessuno ci ha insegnato ad essere mamme, e, se é vero che alcune cose forse sono in noi innate, é anche vero che tante altre dobbiamo invece impararle, dobbiamo conoscere i nostri bambini, così come loro devono imparare a conoscere noi.
Iniziamo un cammino con loro che durerà tutta la vita, un cammino costellato da gioie indescrivibili, ma anche da mille preoccupazioni, da tanta fatica e stanchezza. E' facile che le mamme possano sentirsi inadeguate, incapaci di prendersi cura dei bambini come dovrebbero; possono sorgere nella loro mente molte domande e dubbi rispetto al loro essere madri e la stanchezza e la frustrazione possono portarle a pensare “chi me l'ha fatto fare?”
Vi chiedo di essere sincere nel dirmi se a voi capita ogni tanto di pensare, anche solo per una frazione di secondo una o tutte queste cose:
e magari sognare che, sempre rispettando il loro benessere, una persona fidata (nonni ecc.) se li prenda e se li porti una settimana al mare... insomma io mi sento così queste cose ogni tanto le penso, spesso ne penso 1000 altre bellissime ma queste vocine dentro di me ... boh sono normali? (Paciu79, mamma di Lorenzo e Simone, nati il 20 marzo 2008)
Se mi sono detta chi me l'ha fatto fare? Un migliaio di volte!!! (e per un migliaio di volte mi sono sentita in colpa) come mi sento in colpa tutte le volte che mi sembra di non prestare abbastanza attenzione oppure quando non vedo l'ora che vadano a letto... Mi sembra di far tanto e allo stesso tempo di fare ben poco, ma di più non ce la faccio!!! (Baby73, mamma di Andrea e Matteo, nati il 17 maggio 2007)
Il fatto di provare questi sentimenti che, ci tengo a dirlo, sono del tutto legittimi, ci fa inevitabilmente sentire in colpa. Ma come? Vorremmo andarcene, allontanarci dai nostri bambini? Allora non siamo delle brave mamme! Ecco i pensieri più ricorrenti. Com'é difficile per noi mamme accettare le nostre fragilità, i nostri limiti: per quanto facciamo (e nei nostri casi é davvero tanto) non é mai abbastanza, riusciamo sempre a trovare una nostra mancanza, qualcosa che avremmo potuto fare meglio o diversamente.
Un altro punto debole é quello del distribuire in egual misura le attenzioni a tutti e due (o più). A volte capita che uno dei gemelli abbia più bisogno, per vari motivi, di vicinanza e cure; allora ci chiediamo se l'altro non si sentirà trascurato (e di nuovo, senso di colpa!). Credo che dobbiamo accettare il fatto che crescere due o più bambini contemporaneamente sia inevitabilmente diverso dal crescerne solo uno. Dobbiamo, per forza di cose, dividerci tra tutti e due, capiterà che in alcuni momenti uno avrà più attenzioni dell'altro, ma le cose non possono essere diverse, dal momento che non siamo onnipotenti. Se cerchiamo di esserlo, siamo destinate a fallire, oltre che a metterci sulle spalle un carico davvero troppo pesante da sopportare.
Ci sono momenti nella vita di una bimamma in cui si viene assalite dalla stanchezza e può capitare di ripensare con nostalgia al “prima”, il tempo in cui si poteva leggere un libro in santa pace, in cui si poteva uscire a cena o al cinema col marito, andare a fare shopping ecc. ecc. Ci sembra che tutto questo non tornerà più, ci sentiamo imprigionate in questa realtà a volte davvero faticosa e vorremmo qualche spazio in più per noi, una boccata di ossigeno per poter ripartire con più energia.
Uno cerca di fare del suo meglio, di tenere duro, di essere paziente, responsabile, attento eccetera, eccetera, eccetera... Ma ad un certo punto la stanchezza prende il sopravvento, e basta poco per farci vedere tutto nero, per farci sentire incapaci (a me capita tutte le volte che mi arrabbio con loro e alzo la voce e devo dire che mi capita davvero spesso), per farci quasi detestare la nostra vita attuale, rispetto a quella passata, in cui sicuramente c'erano milioni di responsabilità in meno, o in cui più semplicemente ci sentivamo noi meno responsabili, perché anche questo fa un figlio, ti rende indispensabile e, se questa cosa da un lato gratifica, dall'altro può spaventare a morte. (Elvira, mamma di Lorenzo e Alessandro, nati il 2 maggio 2007)
Ci sono dei momenti in cui rimpiango la mia vita di prima, per me la maternità é una gioia infinita ma anche un macigno, una responsabilità enorme, quante volte mi chiedo se sto facendo la cosa giusta e quante volte vorrei scappare a gambe levate e mollare tutto. (Biemme, mamma di Matilde e Bianca, nate il 6 luglio 2006.)
Ricordiamoci quello che diceva Winnicott, psicoanalista e studioso da me molto amato: una madre deve essere “sufficientemente buona”. Questo significa che non deve essere perfetta, che una mamma é una persona con pregi e difetti, con limiti di cui é importante che sia consapevole. Una mamma deve essere capace di chiedere aiuto, se sente di non farcela da sola, senza per questo sentirsi una madre inadeguata; deve accettare di avere a volte dei momenti di maggior debolezza o di stanchezza, senza per questo mettere in dubbio l'amore che prova per i suoi figli. Forse dovremmo iniziare a volere anche a noi un po' del bene immenso che vogliamo a loro.