I livelli si riferiscono alle disposizioni del progetto Obiettivo Materno infantile 1998/2000 (per approfondimenti si veda D.M. 24 APRILE 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 giugno 2000, n. 31), al Piano tematico per il miglioramento di emergenza/urgenza pediatrica del 14 giugno 2005 (per approfondimenti si veda la pagina 7 dell'allegato A del Piano tematico) e alla Legge Regionale n. 61 del 12 dicembre 1997 ed alla DGR n° 4-270 01 dell'aprile 1999.
A Torino città si può partorire nei seguenti ospedali:
III LIVELLO:
II LIVELLO:
A Torino provincia si può partorire nei seguenti ospedali:
III LIVELLO:
II LIVELLO:
I LIVELLO:
Nel resto del Piemonte si può partorire nei seguenti ospedali:
III LIVELLO:
II LIVELLO:
I LIVELLO:
III livello: AZIENDA OSPEDALIERA OIRM SANT'ANNA - REGINA MARGHERITA di rilievo nazionale ad alta specializzazione Materno Infantile http://www.oirmsantanna.piemonte.it/web/index.asp che è fornito di 2 TIN al Sant'Anna, 2 TIN al Regina Margherita.
L'Azienda Sanitaria Ospedaliera O.I.R.M.-S.ANNA formata dall'Ospedale Ostetrico Ginecologico Sant'Anna e dall'Ospedale Infantile Regina Margherita , costituisce un polo tecnologico e scientifico di eccellenza, riconosciuto a livello nazionale ed internazionale per la sua elevata specializzazione in ambito materno-infantile. L’Ospedale Sant’Anna è un centro di III livello nel quale la salute della donna viene seguita sia durante la maternità, sia durante il parto e la degenza, sia nelle sfera della salute ginecologica in ogni età; è inoltre sede di un avanzato centro di infertilità. Affiancato all’ospedale è presente la struttura universitaria, che opera come l’ospedale, ma con un'intensa attività didattica e di ricerca; in questa struttura è anche presente un centro per le gravidanze a rischio. L’evento nascita rimane ancora piuttosto medicalizzato, ma ad esso supplisce l’elevata sicurezza di partorire in un ospedale di III livello. E’ comunque garantito il Rooming-in con la disponibilità da parte delle puericultrici a dare informazioni; l’allattamento al seno è sufficientemente incentivato, ma è comunque garantita la possibilità di dare il proprio latte ai bimbi nel caso ci siano impossibilità di allattarli direttamente. Sono realizzati corsi di preparazione al parto.
La testimonianza di Valeria (Wallery), mamma di Melissa ed Alice, 25/10/2008: "Io ho partorito al Sant'Anna ormai 2 mesi e 11 giorni fa, il 25 ottobre a 25+6 settimane. Sembra siano trascorsi anni vista l'intensità degli eventi. Si sono rotte le acque di notte del 24 ottobre all'1.15 a casa, dormivo beatamente, ho chiamato la reperibilità dell'ambulatorio gemellare e mi hanno detto di andare in ospedale. Siamo andati al Sant'Anna a Torino dove ero seguita... e ho scelto di andare lì dopo un'oculata analisi dei luoghi possibili. Mi sono trovata molto bene per la gravidanza all'ambulatorio gravidanze gemellari con le dottoresse Arduino e Vasario. Quella notte non c'era posto al Sant'Anna, mi hanno portata al 2° piano dove non c'erano neanche più le barelle, però medico ed ostetrica di guardia molto umane mi hanno fatta stare sulla barella dei tracciati dalle 5 alle 7.30-8.00 circa e, dopo diverse preoccupazioni e somministrazione del cortisonico per preparare i polmoni delle bimbe alla nascita anticipata, mi hanno fatto un'ecografia durata moltissimo con almeno 8 medici che attentissimi cercavano di capire cosa fosse accaduto... avevo perso anche molto sangue. Non hanno trovato un distacco di placenta, quindi si poteva sperare di fermare le contrazioni... partite dalle 2 circa... e rimandare il parto quanto più... quindi immobilità assoluta e trasferimento in reparto. Lì c'è stato disaccordo tra 2° piano che mi voleva ricoverare e il 4° piano che, avendomi seguita in gravidanza, voleva ricoverami da loro (unità materno fetale). Alla fine, chiedendomi se ero d'accordo, sono andata al 4° e da lì antispastico a litri per flebo per tutto il giorno con minuscoli movimenti. Eravamo tutti più tranquilli, io mi chiedevo come sarebbero passate le settimane così immobile e parlavo con le bimbe dicevo loro di stare tranquille. Mi annunciano che se nascono saranno trasferite a Cuneo... e questo devo dire è stata una vera paura per me! Loro hanno scelto di nascere... verso sera la frequenza delle contrazioni è aumentata e così il dolore e alla visita notturna dopo aver detto loro che aumentavano... c'era già 5 cm di dilatazione. Chiamo Luca... vieni stanno arrivando!!!!!!! Lui arriva, scendiamo in sala travaglio, la barella entra ed esce immediatamente ed entra in sala parto... non l'avevo mai vista, metallo ovunque... ma io respiravo per sentir meno dolore. Luca era lì e così è cominciato, la dottoressa Arduino era accanto a me, Luca dall'altra, è stato bello, bellissimo, è un momento di potenza assoluta... il dolore si trasforma in piacere... quando è nata Melissa alle 4 un'equipe di pediatri era pronta a rianimarla e solo dopo un po' hanno chiesto: "Come si chiama?". Dopo poco ho sentito l'utero che ricominciava la sua danza... e le acque di Alice non erano rotte... sacca bucata dall'ostetrica... Alice è uscita come un pesciolino in un getto d'acqua, nessuna lacerazione, "E lei come si chiama?" hanno detto. Tutto a posto, nella mia flebo il farmaco faceva contrarre l'utero... povero utero... prima rilassato... poi contraitto. Tutti i medici in ospedale sono stati in gamba ed affettuosi! Dopo poche ore sono arrivati con l'ambulanza da Cuneo, le ho viste, baciate, erano bellissime... e sono partite. Io, date le mie ottime condizioni sono stata dimessa la mattina dopo per poter andare da loro... così domenica 26 ottobre, con un sole autunnale ed il Monviso che si stagliava, sono andata là... e da lì le ho accompagnate fino ad oggi. Tra pochi giorni verranno a casa. Sono 2 meraviglie, 2 doni incredibili, calme e forti, sono fortunata....adesso la gioia....ce lo meritiamo tutti e 4."
La testimonianza di Maria Cristina, mamma di Marta e Chiara 10/09/2008: "Io ho partorito il 10 Luglio 2008 alla Clinica Univeritaria di Torino (S.Anna). Sono stata ricoverata il 01 Luglio (34°) perchè una delle 2 gemelle non cresceva. Durante la gravidanza sono stata seguita dall'ambulatorio delle gravidanze gemellari della Todros,di noi si sono occupate le dottoresse Arduino,Massarenti e Vasario. Il 10 Luglio abbiamo deciso di indurre il parto con l'applicazione del gel , le bimbe erano entrambe cefaliche e io compivo giusto la 35° settimana.Nel pomeriggio abbiamo ri-applicato il gel perchè io continuavo a essere a 0 contrazioni e 0 dilatazione. Alle 21:30 durante la visita di controllo ho rotto le acque della 1° gemella,abbiamo fatto subito il tracciato e visto che le contrazioni erano partite e così la dilatazione.Ci hanno trasferite in sala travaglio e dopo poco in sala parto...ed alle 23:47 è arrivata Marta e alle 23:55 Chiara. Devo ringraziare di cuore la dottoressa Vasario ed il dottor Libanori che erano di turno quando ho partorito e Isabella , l'ostetrica, mi sono stati vicinissimi e ci hanno aiutate e rassicurate durante tutto il percorso nascita. Io mi sono trovata bene e mi sono sentita seguita... quindi lo consiglio."
La testimonianza di Katya, mamma di Claudio e Federico 20/10/2005: "Io ho fatto tutti i parti alla Clinica Universitaria dell'ospedale S. Anna, a Torino, Rep. Dr. Massobrio. Per il primo tutto abbastanza bene, non rooming perché non me l'hanno neanche proposto e io non sapevo che con il cesareo si potesse fare... Per Andrea sistemazione pessima, eravamo in 4 in una camera a 3 letti perché stavano facendo i lavori di ristrutturazione ...3 parti spontanei e io unico cesareo, zero privacy, parenti che entravano in 4-5 per ogni paziente e io con flebo, catetere, perdite ematiche e tutto quanto sapete; per il resto sono partita bene con l'allattamento chiedendo che mi portassero il bimbo in camera prima possibile. Per i gemelli.... Come medico ho veramente capito cosa cercherò di non fare mai e non permetterò di fare a chi lavora con me: fregarsene dei pazienti che stano male... Ritornata in camera dopo il terzo cesareo in parto gemellare con coda dell'effetto dell'epidurale io dopo 1 ora e mezza avevo male, avevo tanto male... sapevo di avere una terapia antalgica ad orari prestabiliti e una terapia al bisogno (ne avevo parlato con l'anestesista). Ho atteso pazientemente il primo farmaco programmato che non arrivava. Ho atteso e mi scocciava chiamare proprio perché essendo medico temevo di passare per "quella che chiede e chi si crede di essere..." ...ho aspettato ancora ma niente... l'unica cosa che mi dava sollievo era la borsa del ghiaccio sulla ferita e su quell'anguria che era il mio utero contratto, però il ghiaccio messo in sala omai si era sciolto e così Giorgio, senza suonare era andato a chiederne altro... ho atteso 45 minuti una borsa del ghiaccio ed è arrivata solo perché dopo 40 minuti Giorgio ha alzato la voce: questo è inammissibile. E' inammissibile che l'ostetrica mi venga a dire che i farmaci me li fanno solo se ho tanto male perché quelli da schema non li fanno più (ma stiamo scherzando!! erano scritti in cartella!), è inammissibile che io chiami due volte perché la cannula è fuori vena e che questa mi venga sostituita solo dopo un'ora (a mezzanotte) dalla "mia" ostetrica che mi aveva seguito per gravidanza e parto... e non era del reparto. Questo non è seguire un paziente che sta male! Per non parlare poi delle schifezze che ho visto fare con aghi infilati nel deflussori... D'altro canto tutto questo succedeva in un turno e devo dire che per fortuna non sempre è stato così... come sempre dipende dalla professionalità e dalla correttezza delle persone nello svolgere il proprio lavoro. Per quanto riguarda il versante puericultura... ho fatto il rooming in, nessuno mi ha spiegato come cercare di allattarli entrambi, mi hanno subito rifilato 2 biberon 4 volte al giorno perché "si fa così per tutti i gemelli" (i miei pesavano alla nascita 2690 gr ciascuno), mi hanno impedito di tirare il latte da subito per stimolare la produzione perché "non ha senso farlo adesso". In quei giorni ho avuto 2 compagne di camera in successione entrambi con parto spontaneo indotto e rooming in: nessuno, NESSUNO ha spiegato loro come attaccare i bimbi al seno... "se piange lo attacchi signora" si ma dove al tram?? Loro non osavano disturbare e chiedere, io dal letto, perché non riuscivo ad alzarmi e andare da loro cercavo di spiegare il "pancia contro pancia" con labbra a cuore etc etc... ma quando è la prima volta non è così semplice. Quindi complessivamente il giudizio sull'assistenza non è positivo. Per contro invece i pediatri sono sempre stati gentili e disponibili, come anche - devo dire - alcune ostetriche (soprattutto il giorno in cui sono arrivata per il ricovero)... Penso che non tutte le operatrici ricevano le adeguate informazioni sull'importanza di aiutare, insegnare e stimolare le mamme ad allattare... se ci riescono bene, se no... c'è sempre il bibe. Oppure è questione di voglia e modo di lavorare... Scusate lo sfogo, ho aspettato un po' a scrivere perché sapevo che non mi sarei potuta trattenere dal dichiarare certe "mancanze", però questa è la mia esperienza".
La testimonianza di Francesca, mamma di Stefano 23/12/2005 e in attesa di due gemelli: "Io ho partorito e partorirò al S.Anna di Torino. Il mio ginecologo lavorava in clinica, ma la sera i cui sono arrivata c'erano solo barelle per cui mi hanno messa in ospedale (lato corso Spezia) nel reparto più vecchio di tutto l'ospedale in una stanza con altre donne (inizialmente un aborto spontaneo, una cosa molto grave che non dico e un cesareo programmato) questo è stato un dettaglio che non scorderò mai, perchè oltre ad essere troppo grande la stanza (entravano parenti a tutte le ore) non bisognerebbe mettere donne che hanno appena partorito vicino a donne con problemi ginecologici seri. Comunque. L'assistenza è stata, direi, buona, sia le ostetriche che la neonatologa che i ginecologi che mi hanno assistito... al plurale ovviamente perchè appena scade un turno cambiano le facce e avevi cominciato ad urlare con una dal dolore e finisci con un'altra, forse è un modo per preservarsi... driiiin suona la campanella... non ci sono più. Comunque il mio ginecologo non l'ho visto, ha saputo che ero in ospedale perchè per emergenza, il giorno prima (sospettando di aver perso il tappo mucoso l'ho chiamato, ma non ci siamo incontrati). Cosa altro posso dire, ah chiedevo che mi facessero l'anestesia, ma non c'è stato niente da fare e ho partorito con dolore come Bibbia comanda. Non so come mai non mi hanno prestato ascolto. Darei tutto sommato un giudizio positivo, quindi e spero che stavolta riesca ad avere un po' più di tranquillità dal momento che partorirò in UMF (unità materno fetale 4° piano) con chi mi ha seguita per tutta la gravidanza. Poi tornerò e saprò dirvi."
La testimonianza di Gabriella, mamma di Leonardo, Germano e Gregorio 02/04/2004: "Il mio ginecologo, il dott. Menato (un santo!), oltre allo studio privato, lavora alla Clinica Universitaria dell'Ospedale S. Anna di Torino, dove sono stata ricoverata nel reparto del primario Massobrio una prima volta fra la 24°-25° settimana per una minaccia di aborto e dopo una settimana per la stessa ragione sino al parto avvenuto con taglio cesareo d'urgenza alla 29°+6 sett. Camera a due letti, ostetriche e infermiere gentilissime e disponibili, soprattutto pazienti (ci sono stata complessivamente un mese! dovevo solo stare sdraiata e senza sorelle e con mia madre in sedia a rotelle, venivano a imboccarmi e lavarmi mio marito, mio fratello, le amiche), ma quando le tirocinanti se ne vanno il lavoro è troppo rispetto al personale e il reparto rallenta... Sono stata anche seguita dalla dietista, con pasti concordati durante tutto il ricovero e adeguati alla mia situazione (ferro bassissimo e le ultime settimane transaminasi impazzite). Il mio ginecologo passava ogni giorno a trovarmi e quando non poteva, telefonava in reparto per informarsi e poi contattare me o mio marito telefonicamente. Però altri medici sono stati molto maleducati: al mio 1° ricovero per inizio di distacco di placenta, il ginecologo di turno era scocciato delle mie paure: se fai delle cure, sai a cosa andrai incontro e non dovresti tanto agitarti se hai problemi durante una gravidanza trigemina... Innanzi tutto la mia è stata una gravidanza naturale, secondo non è giusto maltrattare chi ha dovuto affrontare dure prove per avere un figlio e se poi arrivano dei gemelli, non devi sentirti mica in colpa! Al secondo ricovero (più grave), al pronto soccorso, benché il reparto fosse stato preavvisato dal mio ginecologo, non mi facevano entrare, né sdraiare, perché dovevo aspettare il mio turno, ma io perdevo sangue copiosamente e mio marito ha quasi sfondato la porta e assalito l'infermiera... 1° regola non aver paura ad alzare la voce in certi casi... Il giorno che ho partorito, per non so quale santo, il mio ginecologo era di turno in sala operatoria e quando la placenta di Leonardo si è distaccata, mi ha raggiunta subito. Purtroppo quel giorno avevo pranzato e così hanno dovuto farmi l'epidurale: posso assicurarvi che l'anestesista, le infermiere e il mio ginecologo sono stati pazienti e rassicuranti in sala operatoria. Unico neo: nella saletta dove attendi dopo l'anestesia, mi hanno affiancata ad una signora che aveva abortito a causa della spina bifida e, anche se molto controllata e dignitosa, soffriva per questa perdita... quando si è accorta che mi mettevano tre braccialetti, io mi sono sentita morire a vedere il suo sguardo e lei lei si è sforzata di sorridermi e mi ha fatto gli auguri, spiegandomi la sua esperienza. Non sarebbe meglio non creare queste situazioni?! A questo punto inizia il peregrinare di mio marito: quel giorno io sono stata una di una serie di parti prematuri e per i miei bimbi non c'erano più incubatrici... Ci credereste: ricoverata da un mese e reparto in preallarme da tre, ma non c'è posto per i miei bimbi! Così io rimango alla Clinica Universitaria, mentre Leonardo va in Neonatologia all'Ospedale S. Anna (che è nello stesso edificio, ma ente " separato"), Germano in Neonatologia all'Ospedale Regina Margherita (sempre a Torino e collegato al precedente con un tunnel), Gregorio in Neonatologia all'Ospedale S. Croce di Moncalieri (prima cintura di Torino). Tutti voi immaginerete cosa significhi parlare in 4 dico 4! ospedali diversi con neonatologi, ginecologi, anestesisti, psicologi, chirurghi infantili, infermiere, ect ect ... Andrea è il miglior marito che potessi avere accanto: girava con i foglietti per le annotazioni e mi ha fatto le prime notti quando ancora ero sotto trasfusioni. A questo punto voglio sfogarmi contro il nido e le sue infermiere presso la Clinica Universitaria: mi è subito venuto il latte, ma era poco e non sapevo cosa fare, avevo le flebo e nessuno dei miei bimbi poteva essere attaccato al seno... aiuto zero, perché i miei figli non erano né in quel nido, né in neonatologia lì. Un'ostetrica mi ha portato un tiralatte, ma le infermiere del nido non volevano congelarmelo perché era troppo poco. A questo punto è corso in mio aiuto lo staff di Neonatologia del S. Croce di Moncalieri e TELEFONICAMENTE mi hanno spiegato come usare il tiralatte, come fare a raccoglierlo in siringhe, congelarlo e mi hanno seguito con consigli, pazienza e suggerimenti fino a passare da 5ml di latte a 280ml per tirata, ho potuto allattare al seno a rotazione i miei figli, quando andavo in ogni ospedale a rotazione e tirarlo a casa e portarlo con la borsa frigo in ogni ospedale sino alla loro dimissione (al loro 4° mese) e grazie a loro ho allattato sino al 5° mese.".
La testimonianza di Carla, mamma di Alessandro, Lorenzo e Federico 11/07/2001: "In gravidanza (trigemina da FIVET, anno 2001) sono stata seguita dal mio ginecologo privato, che mi ha indirizzata alla Clinica Universitaria per le ecografie (1 al mese) e l'amniocentesi, che ho fatto con il Dott. Gaglioti (bravissimo). Il cesareo era stato fissato alla 35esima (al quarto piano, reparto della Prof. Todros),ma dalla 32esima mi avevano prenotato un day-hospital alla settimana per fare il tracciato e controllare tutti i valori. L'ecografia del primo day hospital è stata condotta dalla Prof. Todros, e ho capito che qualcosa non andava nell'ecodoppler del bimbo più piccolo dei 3, futuro Alessandro.
Poi mi hanno detto che i miei valori dell'esame del sangue erano sballati, non avevo più piastrine e la pressione era completamente fuori scala ... insomma, stavo entrando in pre-eclampsia! Sinceramente stavo così bene che non me l'aspettavo proprio, però mio marito ed io abbiamo visto talmente tanta sicurezza e professionalità da parte di chi ci circondava, che siamo rimasti tutto sommato tranquilli e fiduciosi. L'idea era di tenermi ricoverata, tardando il parto il più possibile. Destino ha voluto che il giorno dopo mi cominciassero le contrazioni... era proprio ora che uscissero! Dopo la classica iniezione di cortisone per aprire i bronchi dei nascituri, hanno fissato il cesareo per il mercoledì mattina. E' stato necessario farmi l'anestesia totale, per rischio emorragia. L'ultimo ricordo che ho della sala operatoria è il freddo e l'infermiera che mi chiedeva come li avrei chiamati ... Li ha fatti nascere il dott. Bontempo, persona umanissima e medico competente. Quando mi sono svegliata, ancora al piano della sala operatoria, ovviamente volevo sapere subito dei bambini!!! E qui l'unica nota negativa: nessuno mi diceva nulla, mi dicevano solo di stare tranquilla ... e ovviamente io pensavo che fosse successo qualcosa di brutto e che non me lo volessero dire! Invece fortunatamente i piccoli stavano bene. Lorenzo pesava 1,925 kg, Federico 1,650 kg e Alessandro (che non era fortunatamente entrato in sofferenza!) 1,450 kg. Federico respirava autonomamente, gli altri sono stati intubati per 4-5 ore. Il papà li ha visti in TIN quasi subito dopo la nascita, il giorno dopo ha portato me sulla sedia a rotelle, con la mia fedelissima flebo nel braccio. Ho poi scoperto che i medici erano molto più preoccupati per me che per i cuccioli!!! Infatti rischiavo di perdere l'uso di un rene! Sarà che il dott. Bontempo è stato in gamba, sarà che io ho risposto bene alla terapia, fatto sta che fortunatamente tutti i valori sono rientrati nella norma in un mese circa. Ho degli ottimi ricordi anche delle infermiere, che la notte in cui avevo il braccio tutto gonfio per la flebo di albumina si sono date il cambio per mettermi in continuazione il ghiaccio e il Lasonil... Sono stata ricoverata 10 giorni, che ho passato quasi tutti in TIN dai miei cuccioli, che per me rappresentavano un vero e proprio miracolo! Anche in TIN i pediatri sono stati molto collaborativi e disponibili. I bambini sono nati l'11 luglio: Lorenzo è venuto a casa il 31 luglio, Alessandro il 9 agosto e Fede il 15 agosto (rientro ritardato per un'infezione intestinale che si è beccato in ospedale). Le infermiere ci hanno insegnato tutto: a tenerli, lavarli, cambiarli, allattarli (avevo molto latte, ne tiravo più di 1 litro al giorno), ad usare il tiralatte... veramente tutto! Nel reparto si respirava un'atmosfera molto serena, c'era musica in sottofondo, e fra i genitori dei bimbi ricoverati si era creato un clima di sostegno reciproco, per cui si partecipava tutti a gioie e dolori degli altri. I bambini sono stati seguiti fino ai 3 anni nel programma di follow up per prematuri negli ambulatori della Clinica. Il ricordo più brutto: non sapere nulla dei bimbi al risveglio.
Il ricordo più bello:
1) mio marito che entra di corsa in camera mia dopo aver visto i bimbi e urla "SONO BELLISSIMI!!!"
2) la prima volta in cui tutti e 3 erano senza flebo e tubicini e l'infermiera li ha messi tutti insieme sul fasciatoio: in pochi secondi erano tutti abbracciati e aggrovigliati come a ritrovare l'intimità che avevano nel pancione... che tenerezza!"
La testimonianza di Patrizia R., mamma di Michele e Tommaso 23/10/2000: "Ho partorito all'Ospedale S.Anna di Torino (non lato clinica universitaria), nell'anno 2000. La mia ginecologa privata era anche in servizio (pubblico) presso quel reparto e - durante la gravidanza - era stata inflessibile: avrei partorito lì, perché sono bravi e preparatissimi per i parti gemellari e con un ottimo servizio di neonatologia, se avesse dovuto servire (ma per fortuna non è servito)!! In realtà, sono stata ricoverata per il prurito 3 giorni prima delle doglie e lei c'era, ma al momento del parto (spontaneo, già lo sapevo, i bimbi erano entrambi cefalici da mesi) lei non era di turno; in compenso c'era un ginecologo molto antipatico, ma probabilmente bravo... non so giudicare più di tanto, perché non ho avuto nessun tipo di rapporto con lui, a parte i punti alla fine. In compenso le ostetriche, durante il parto, sono state degli angeli! Non mi è però stata proposta nessun tipo di posizione alternativa, lettino normale in posizione supina e, peraltro, con una delle due maniglie rotta, il che mi ha fatto cristonare non poco durante le spinte!! Il reparto era molto pulito, il mangiare buono e l'assistenza molto buona. Ho avuto una discreta sensazione di efficienza; il mio reparto aveva il rooming-in diurno (mi sembra dalle 8 alle 21) e durante la notte portavano su per allattarlo uno solo dei due gemelli, a turno, a mezzanotte e poi alle 6; poiché ero capitata in una camera a 4 letti, non era granché lo spazio per le due culle... ma pazienza! Unico neo di rilievo: il nido (non trovavamo mai un cane che ci spiegasse se i bimbi stavano bene, se gli esami erano a posto...) e l'assistenza NULLA all'allattamento (in compenso mi hanno spiegato con dovizia di particolari come si cambiavano i bambini, come si medicava il cordone, ecc.)"
La testimonianza di Manuela, mamma di Alessandro Edoardo e Filippo nati nel 1999: "Io ho partorito al S. Anna di Torino Rep. Dr. Massobrio, a luglio del 1999 e non è stata una bella esperienza. Ero ricoverata da 10 gg (assistenza infermieristica scarsa) sono entrata in travaglio alla 29+6 era notte e l'ostetrica di turno non gradiva essere disturbata . Per mia fortuna, ma soprattutto per i miei cuccioli dopo alcune ore c'è stato il cambio dell'ostetrica ed è arrivata il mio angelo custode. Risultato: Ale ha rischiato di nascere nel letto di corsia e per gli altri due un cesareo in massima urgenza. Ancora oggi ringrazio il cielo che ci sia stato il cambio di ostetrica e spero vivamente che la prima ostetrica che purtroppo mi ha assistita non abbia piu' potuto fare danni. Dopo la nascita i miei figli sono stati trasferiti al reparto prematuri del Regina Margherita dove hanno trovato medici e infermiere eccezionali sono stati tutti davvero fantastici! Ho un bellissimo ricordo del O.I.R.M , ma non del S. Anna, però sono passati quasi 7 anni e le cose sono sicuramente cambiate."
III livello: OSPEDALE UMBERTO I (detto Mauriziano) che è fornito di 1 TIN http://www.mauriziano.it/sanita/ospedali/torino/FrsetTorino.htm
La testimonianza di Michela, mamma di Adriano e Flavio 30/07/2002: "E allora eccomi qua a scrivere della mia esperienza presso l’ospedale Mauriziano di Torino. Devo fare però una premessa e dirvi che la mia gravidanza l’ho vissuta in maniera MOOOOLTO incosciente. Sarà stata la giovane età o che ne so io, sta di fatto che ho fatto solo le previste ecografie (3!!!) e le analisi del sangue senza altri esami particolari. Tutto è andato alla grande però. Fortuna? Chissà! Bè cominciamo: ho scelto di partorire al Mauriziano perché lì lavorava il mio ginecologo quindi ho iniziato a fare lì i primissimi controlli. Tutti mi parlavano benissimo del Sant’Anna (e sicuramente a ragione) ma io ho deciso così. Ho frequentato il corso pre parto, che è stata la vera prima esperienza importante per me. Le lezioni teoriche sono state molto interessanti ma quelle pratiche le ho veramente apprezzate tanto. Erano tenute dalle due ostetriche più anziane dell’ospedale e sono state interessantissime. Ad alcune hanno partecipato anche i papà. Oltre all’utilità ai fini della gravidanza/parto/post parto, mi hanno lasciato delle fantastiche amicizie, che coltivo ancora, anche se a distanza. La mia gravidanza è andata benissimo e io ho continuato ad andare in piscina e a fare lunghe camminate fino a pochissimo prima di partorire. Con il mio ginecologo abbiamo programmato il cesareo perché Flavio era in posizione podalica. La data è stata fissata una quindicina di giorni prima del termine per non rischiare l’arrivo delle contrazioni e trovarci impreparati (così diceva lui!!!). Comunque sono stata ricoverata il 29 luglio 2002 e la mattina successiva sono entrata in sala operatoria. Poiché il reparto maternità di quest’ospedale è piccolino, è abbastanza raro che avvengano parti gemellari e per questo mi sembrava di essere sul palcoscenico (!!!) nel senso che tutti gli specializzandi hanno assistito e non solo loro. Mi hanno fatto l’anestesia totale e quando mi sono svegliata ho trovato l’anestesista (una donna che ho successivamente incontrato in pediatria col suo bimbo piccolo!!!) che piangeva dall’emozione perché, proprio in virtù del fatto che di parti ne fanno pochi, di solito lavorava in altri tipi di intervento e aiutare a nascere due gemellini l’ha commossa di gioia. Quando mi hanno portata in camera piangevo io di gioia e mi ricordo che, lungo il corridoio, ho incontrato tutte le ragazze del corso pre parto che aspettavano che tornassi. Una volta in camera, sono stata assistita benissimo e una delle specializzande che era presente al parto mi ha rassicurata tantissimo su tutto quello che sarebbe successo da lì in avanti (GRAZIE SILVIA!!! TVB). Dal giorno dopo, hanno attuato un parziale rooming-in, nel senso che portavano i piccoli in camera la mattina presto per un’oretta e poi di nuovo nel pomeriggio (esclusi gli orari di visite). Una cosa che mi è dispiaciuta tanto tanto è stato il poco aiuto ricevuto relativamente all’allattamento. Era come se partissero dal presupposto che, siccome erano due, non li potevo allattare. Io invece avrei voluto farlo, infatti durante la gravidanza avevo preso contatti con la lega del latte il cui personale mi aveva tranquillizzata. In ospedale, invece, mi è mancato un sostegno in questo senso, quindi è finita che li ho attaccati pochissimo e poi per pochi mesi ho usato il tiralatte. Nota negativa!!! Comunque i giorni passavano e io cominciavo a “sclerare” perché volevo andare a casa. Il venerdì mi annunciano che il giorno dopo mi avrebbero dimessa insieme ad Adriano ma che Flavio l’avrebbero tenuto ancora un po’ perché era piccolino (dopo il calo fisiologico pesava 2,080 kg). Mi è presa la disperazione perché l’idea non mi piaceva affatto. Così ho parlato col pediatra che li aveva fatti nascere e abbiamo trovato un accordo: poiché comunque entrambi stavano bene, li avrei portati a casa tutti e due ma il lunedì successivo avrei portato Flavio subito al controllo (stante anche il fatto che abitavo dall’altra parte della strada rispetto all’ospedale!!!). E così il sabato siamo tornati a casa tutti felici e contenti ed è iniziata l’avventura. Devo dire che l’assistenza da parte del personale dell’ospedale è continuata anche dopo perché, in occasione del primo controllo (in cui Flavio aveva già recuperato abbastanza peso da far stare tutti tranquilli) il primario mi chiese se ero interessata a che il loro reparto continuasse a seguire i miei piccoli, proprio per il fatto che nascite gemellari lì ce n’erano poche. Io naturalmente ho acconsentito e così i miei bimbi erano seguiti sia dal pediatra della ASL (bravissimo) che dal reparto dell’ospedale. Qualche nota tecnica: reparto pulito, cibo decente (nei limiti di un ospedale) e tutto il personale cortese e gentile, soprattutto al nido. Insomma la mia esperienza è stata quasi totalmente positiva però poiché ripeto di essere stata fortunata, non so se si fosse trattato di una gravidanza con qualche complicazione..."
II livello: PRESIDIO OSPEDALIERO MARTINI
La testimonianza di Mariarita, mamma di Sara ed Enrico 23/03/1997: "Io ho partorito nel lontano 1997 a Torino presso l'ospedale Martini Nuovo. Lì c'era il mio ginecologo che mi aveva seguita per tutta la gravidanza ed anche durante una mia degenza ospedaliera di una settimana intorno al 6° mese (per gastroenterite). Il ginecologo mi aveva già informata del fatto che se avessi dovuto fare un cesareo (non in urgenza) mi avrebbe "tagliato" lui, ma nel caso di parto spontaneo il primario non permetteva di assistere le partorienti se non si era di turno. Sono stata ricoverata il giovedì sera (la scadenza delle 40 settimane era il sabato). Hanno provato ad indurmi al travaglio (tramite gel) la mattina del venerdì e mi hanno monitorata per oltre 8 ore... niente! Hanno provato - nuovamente - a provocare il travaglio alle 8 del mattino del sabato e fino alle 15 non è accaduto nulla. Alle 15,30 ho iniziato (spontaneamente?) ad avere contrazioni. Ho avuto durante il parto molta assistenza sia da parte dei ginecologi (due anche se uno finiva a mezzanotte è rimasto fino alle quattro del mattino a "operazioni concluse"), sia da parte delle ostetriche (due pure loro brave, una delle quali bravissima), sia da parte del personale infermieristico, sia da parte della neonatologa. Per Enrico è andato tutto benissimo, Sara ha avuto un po' di sofferenza alla nascita, ma è stata prontamente accudita. Quindi, la mia esperienza - sotto questo punto di vista - è stata più che positiva. Anche in reparto, le infermiere erano molto gentili e sempre pronte a dare una parola di conforto. Il nido, invece, non mi è piaciuto affatto (ma pare che negli anni sia cambiato)... soprattutto perché mi hanno quasi sconsigliato l'allattamento al seno e comunque il messaggio che mi è passato è: "Tanto è inutile che ci provi... non ce la farai mai!" "
III livello: AZIENDA OSPEDALIERA SANTA CROCE E CARLE DI CUNEO - Ente di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione http://www.scroce.sanitacn.it/ http://www.ospedale.cuneo.it/tin/
Si pratica il rooming-in, sono attenti all’allattamento, il reparto è curato e il personale disponibile. Ottima la professionalità e l’umanità nel reparto TIN.
La testimonianza di Monica, mamma di Matteo, Simone, Jacopo 20/03/2002: "Io ho partorito nel 2002 all'Ospedale Santa Croce di Cuneo. Ero la prima trigemina dopo 4 anni ed erano un po' in fermento; conoscevo già tutti per via dei vari ricoveri durante la gravidanza e, fortunatamente, quando ho rotto la acque alle 5,30 del mattino ero già ricoverata. Ho fatto un cesareo d'urgenza con epidurale alla 31esima + 2gg. Sono stata assistita, rassicurata e coccolata come meglio non si poteva. In sala operatoria eravamo tantissimi, sembrava una festa, nessuno voleva mancare!. Mi hanno fatto tenere gli occhiali (cosa fondamentale per una cecata), così ho potuto vedere subito i ragazzi. C'era un'ostetrica che mi raccontava in tempo reale tutte le specifiche sui nanetti (peso, APGAR...). Sono stati tutti splendidi, sia professionalmente che a livello umano... Il reparto era pulito e le stanze quasi tutte a due, tre letti col bagno privato. Una cosa che ho apprezzato molto è stato il fatto che non mettono mamme con bimbi (c'è il rooming-in) nella stessa stanza con mamme senza bimbi come ero io (i miei erano in TIN). La stessa sera del parto un'ostetrica mi ha portato a letto, la macchina per tirare il latte ed insieme abbiamo provato. Per quanto riguarda la TIN, che dire, sembrava un'oasi di pace, per 30 giorni non ho visto che infermiere sorridenti e serene e soprattutto preparate. Ancora oggi ringrazio tutto il personale di questi due reparti e quando capitiamo in ospedale per qualche visita andiamo sempre a salutare chi ci ha aiutato quasi due anni fa".
II livello: OSPEDALE MAGGIORE SANTISSIMA ANNUNZIATA DI SAVIGLIANO
Il Dipartimento Materno Infantile (D.M.I.) è una struttura aziendale che collega, opera ed integra i servizi ospedalieri e territoriali per la tutela materno-infantile.
Gli ambiti di azione sono:
E’ effettuato il rooming-in, viene favorito l’allattamento e il nido è confortevole. Il personale è disponibile e attento a mamma e bambino.
La testimonianza di Silvia, mamma di Alessandra ed Elettra 27/07/2004: "Ho partorito all'ospedale S. Annunziata di Savigliano alla settimana 32+4 con taglio cesareo d'urgenza perché i miei 2 terremoti avevano rotto le acque (tolto il tappo) alle 12,50. Sono arrivata all'ospedale alle 13.30 e dopo un attimo di tranquillità delle ostetriche dovuto al fatto che non avevo subito specificato che ero di 32 settimane e che era una parto gemellare, si e subito attivato un sistema a dir poco eccezionale che mi portava a far nascere le mie figlie alle ore 14.17 e 14.18 dopo solo 1 ora e mezza dalla rotture delle acque. Nell'arco di 30 minuti mi sono ritrovata in sala operatoria circondata da 10 persone (mi ricordo di averle contate !) tra pediatri, neonatologo, ginecologo,anestesista e infermiere che mi hanno rassicurata e "accompagnata" nell'impresa con velocità e a parer mio professionalità incredibile. L'unico neo e che non ho potuto fare l'anestesia lombare perché non arrivavano gli esiti dell'esame e il ginecologo (fortunatamente) si è spazientito alla mia ennesima richiesta di aspettare perché volevo vederle nascere e si è messo a "gridare" all'anestesista" se ho detto di addormentarla, addormentatela subito!!!). La prima nata Alessandra pesava kg. 1610 e non ha avuto nessun problema immediato, la seconda Elettra pesava kg. 1970 e aveva un polmone non ancora ben maturo, infatti dopo 3 minuti l'apgar era sceso a 3 quindi è stata subito portata via senza farla vedere neanche a mio marito. Quando mi hanno svegliata in sala operatoria volevano farmi vedere Alessandra ma nessuno sapeva dove avevano messo i miei occhiali non sono riuscita a vederla ma lo sentita!!! Elettra è stata trasferita dopo 24 ore all'ospedale di cuneo in terapia intensiva con un pneumotorace ed è stata intubata per 1 giorno. Per fortuna si è risolto e ora è sana come un pesce. la sera stessa dell'operazione le infermiere volevano farmi scendere per farmi andare a vedere le bimbe che si trovavano in pediatria (5 piani più in su) ma sinceramente non ce lo fatta e mi hanno ripresa chiedendomi se non avevo voglia di vederle. Che domanda idiota: se fossi riuscita sarei andata anche strisciando ma dopo che ti tirano fuori 2 bambini dalla pancia non è che sei proprio al massimo, infatti mi hanno tirata su e nell'arco di 30 secondi si sono accorte che era meglio rimettermi apposto perché stavo per svenire. Oltre a questo fatto ho riscontrato altre problemi:
1) Quando partorisci dei prematuri dovrebbero avere l'accortezza di metterti in un camera a parte perché non è esilarante vedere le altre mamme che arrivano, partoriscono e se ne vanno e invece tu sei li senza i tuoi cuccioli;
2) Va bene volere allattare al seno ma dopo 5 giorni che ti tiri il latte ogni 3 ore e te ne viene solo 5 ml per volta ci sarà un perché, non farmi venire le paranoie, mi sembra che più di così non si possa fare!
3) Ok, ho dato un colpo di sternuto ma non togliermi la bambina di mano mentre tu che la tocchi di continuo 3 secondi prima sei mandata a fare te ne sei andata a fare terapia in reparto e quando sei arrivata non ti sei lavata le mani!!!!
4) Se ci fosse stato uno psicologo a seguirmi i primi giorni sarebbe stato utile, visto che la prima volta che ho visto le bimbe erano piene di tubi e fili che uscivano da tutte le parti e i campanelli della saturazione e del battito suonavano di continuo.
5) Le infermiere che seguono i bambini nelle incubatrici dovrebbero essere li 24 ore al giorno e invece se ne vanno per delle mezz'ore per dare le terapie o il pasto in pediatria e ti dicono "Se suona qualche allarme lo spenga" .
6) Il giorno prima delle dimissioni il medico mi ha detto di andare a prendere le bambine alle 11 e non prima perch* c'era molto da aspettare, tanto le infermiere avrebbero somministrato il pasto delle 6 e delle 9. Siamo arrivati alle 10,30 e le bambine non mangiavano dalle 5,30 perché il reparto era superaffollato e le infermiere non avevano avuto il tempo di farlo.
Escluso queste cose i medici sono stati fantastici e molto comprensivi, le bambine adesso stanno benissimo e se mi dovesse ricapitare (spero di no!!!) andrei subito in un ospedale dove c'è la terapia intsiva per avere maggior sicurezza per i bambini.
La testimonianza di Michelle, mamma di Alessio e Stefano 18/06/2002: "Ho scelto l'ospedale di Savigliano in quanto il mio ginecologo lavorava lì e una mia amica aveva partorito la bimba 8 mesi prima di me e si era trovata bene. Ho frequentato il corso preparto, tenuto da "vecchie ostetriche" vecchie di mestiere, quelle che avevano rivoluzionato il modo di partorire all'interno dell'ospedale (non più sdraiate e passive). Le ostetriche sono state bravissime, comprensive, disponibili, sono state sviscerate le paure e i dubbi di ognuna di noi. Si è puntato moltissimo sull'allattamento e questo è servito moltissimo, insomma avevo già le idee molto chiare quando è stato ora di mettere in pratica e, quindi, ero molto tranquilla. Per quanto riguarda il concreto: il cesareo era programmato (è l'unica cosa su cui ho dato retta al mio ginecologo); sono stata ricoverata un giorno prima del parto cesareo, mi è stato consegnato il depliant informativo sui diritti del ricoverato, esami, tracciato e routine varie. Durante la visita di routine, la capo ostetrica ha tentato di convincermi a fare un parto naturale, ma ormai ero molto stanca e se poi il mio ginecologo avesse avuto ragione (visto che mi aveva operato un anno prima, forse conosceva il mio utero meglio della capo ostetrica). Durante il cesareo (epidurale) sono stata assistita da un'infermiera bravissima che mi raccontava ciò che accadeva, questo è stato di enorme conforto. Quando i piccoli sono nati (alle 9.28 e alle 9.29) sono stati portati subito dai pediatri nella stanza accanto, visitati fatti vedere a papà e sono tornati da mamma a farsi salutare e poi via al nido sotto la supervisione di papà. Alle 10.10 papà mi ha portato i piccoli in stanza e lì sono rimasti sino alle dimissioni. In ogni stanza c'era un grande fasciatoio con tutto l'occorrente (abbigliamento portato da casa) sulla quale accudivamo i piccoli. Vicino al mio letto avevo molto spazio per tenere le culle, sedia, sgabello per i piedi quindi direi piuttosto comodo, unico neo che non c'erano i servizi igienici in camera quindi al mattino c'era la coda. Il primo cambio è stato fatto in camera con l'aiuto del nido, così papà è stato subito messo al lavoro. I piccoli andavano al nido solo al mattino per la pesata ed il cambio (il tutto durava al massimo un'ora, tempo di lavarsi e sistemarsi un po'). Il pediatra passava in camera al mattino per la visita che veniva fatta in presenza di mamma e quindi si colloquiava con il pediatra tutte le mattine. Il nido era nel reparto. Ogni giorno si andava con i piccoli al nido per incontri sull'allattamento (durante il quale verificavano il buon attaccamento al seno), massaggio al seno, incontri sulla pulizia dei neonati ed un incontro il giorno delle dimissioni con il pediatra per delucidazioni sul libretto della salute e le cure da seguire a casa. Il nido funziona molto bene, assistono le mamme più dubbiose per quanto riguarda l'allattamento al seno cercando di dare una mano, incitano le mamme a tenersi i bimbi nel letto e ad attaccarli al seno anche di notte. Personalmente non ho avuto bisogno del nido (della serie mi arrangio), ma passavano spesso a controllare sopratutto di notte, se dovevano portare via i bambini per qualunque motivo anche se dormivi ti svegliavano e avvertivano. Quindi direi una buona esperienza".
I livello: OSPEDALE SAN GIACOMO DI NOVI LIGURE
La testimonianza di Katy, mamma di Simone ed Aurora 22/11/2008 e già mamma di due bambini: "Eccomi a parlare solo bene dell'ospedale S.Giacomo di Novi Ligure dove sono nati i miei cuccioli il 22 Novembre 2008 con parto cesareo. Avevo già avuto occasione di rendermi conto dell'efficenza del reparto di ostetricia già il mese precedente, quando sono stata ricoverata alla 32 settimana per minaccia di parto prematuro, avevo trovato competenza e umanità e poi, dato che in quell'ospedale i parti gemellari non sono frequenti, ero diventata un po' la beniamina del reparto... infatti quando 4 settimane dopo sono tornata con le contrazioni sono stata accolta calorosamente (anche le inservienti della mensa e delle pulizie si ricordavano di me). Ero alla 36+5 e ho cominciato ad avere contrazioni non dolorose, ma regolari ogni 5 minuti.
Siccome avevo il TC programmato per il 3/12 e il mio gine mi aveva chiaramente detto che avremmo fatto comunque il cesareo anche in caso di urgenza, ho pensato bene di non stare ad aspettare che mi partisse il travaglio; l'ho chiamato e lui mi ha detto di andare subito in ospedale anche se lui non ci sarebbe stato (quella mattina era a Milano... che sf@@a!)
Appena arrivata, erano le 8.30, una gine mi visita, il collo è raccorciato, ma non c'è ancora dilatazione. Contattano la sala operatoria che era libera e alle 9.30 sono in sala.
Mio marito non c'era, era andato a lavorare alle 4 quando ancora le contrazioni erano deboli e non gli avevo detto niente... sapevo che comunque sarebbe tornato x le 10... e quando mi hanno portata in sala per un attimo ho avuto paura che non arrivasse in tempo.
Invece i bimbi sono nati alle 10.04 Simone e 10.06 Aurora e papà era già su ad aspettarli.
Io sono uscita dalla sala alle 11.
L'anestesia spinale che temevo tanto è stata fantastica, non ho sentito assolutamente niente e l'anestesista è stato dolce e premuroso, è rimasto dietro di me e mi aggiornava sullo svolgimento passo passo: ora incidono la cute... ora l'utero... è uscito un maschietto... lo sento piangere... la bimba la devono andare a recuperare sotto le mie costole... prima un piedino, poi l'altro... e finalmente Aurora... ma non piange, mi preoccupo, ma dopo pochi minuti me la fanno vedere... avevano dovuto massaggiarla un pochino ed era pallida, ma bellissima!!! Poi mi portano Simone. Sono diversi!!! Lui somiglia ai fratelli... lei no!
Chiedo i pesi e le lunghezze: 2840 x 49 lui e 2440 x 47 lei.
Aurora è stata per qualche ora in culletta termica, mentre Simone me lo hanno portato subito e l'ho attaccato al seno. Sono stata accudita benissimo da ostetriche ed infermiere il primo giorno di flebo e catetere, anche perchè non fanno fermare nessuno dopo l'orario e quindi per ogni cosa devi chiedere a loro, ma sono state gentili e disponibili. Anche le vigilatrici del nido sono state meravigliose e mi hanno aiutata a posizionare i bimbi quando ho detto di volerli allattare a tempo... sono arrivate anche le infermiere della ginecologia a vedere lo spettacolo per loro inusuale (persino la pediatra mi ha detto di non averlo mai visto fare). QUESTO LO DEVO A VOI!!!!
Per i primi tre giorni Aurora è stata alimentata con latte artificiale per farla crescere un pochino, poi mi è arrivato il latte e allora ho cominciato a tirarmelo per darglielo, mentre il fratello si serviva da solo direttamente alla fonte...
Il 4° giorno mi hanno tolto i punti e mi avrebbero dimessa, ma Simone doveva tenere sotto controllo l'ittero e così siamo rimasti un giorno in più.
Sono stata in una stanza doppia, ma da sola così avevo più spazio per le due culline... bagno personale con doccia... fasciatoio con tutto il necessario per il cambio dei bimbi... che dire di più? Quasi una vacanza...
Adesso sto continuando a portare i bimbi ai controlli peril peso e sono sempre soddisfatta dei modi di pediatre e infermiere!"