PALERMO
AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA POLICLINICO PAOLO GIACCONE http://www.policlinico.pa.it/portal/index.php?option=displaypage&Itemid=80&op=page&SubMenu=
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L'Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico "Paolo Giaccone" dell'Università degli Studi di Palermo è Azienda di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione Materno Infantile:
La testimonianza di Francesca, mamma di Carla e Riccardo 8/2/2004: "Vivo a Caltanissetta, un piccolo capoluogo di provincia di appena 65 mila abitanti situato al centro della Sicilia e fornito di un solo ospedale. La decisione di partorire a Palermo l'ho presa al sesto mese di gestazione. Fino a quel momento non mi ero posta ancora il problema di "dove" partorire, davo per scontato che tutto sarebbe successo qui, a due passi da casa. Ho un bravissimo ginecologo che mi ha seguito per tutto il periodo, ma che purtroppo non poteva garantirmi la sua presenza durante il parto, mi disse:"purtroppo posso essere presente soltanto se in quel momento sono di turno, lo prevede il regolamento ospedaliero". Ma non era questo quello che mi preoccupava, piuttosto il reparto di neonatologia dell' ospedale che non è attrezzato per affrontare eventuali emergenze essendo fornito soltanto di qualche incubatrice e basta. I parti gemellari sono sempre più complicati e con maggiori rischi soprattutto perché difficilmente avvengono al termine delle 40 settimane. Mi sono sentita rispondere da diversi medici "abbiamo sempre l'elicottero, se dovesse malauguratamente accadere qualcosa trasferiamo i bambini in un ospedale più attrezzato". Ma so che per i bambini è più sicuro il trasporto in utero che non in incubatrice. Così, parlando con la mia futura pediatra nonché cugina, ho deciso di partorire a Palermo, dove risiedono anche diversi miei parenti . La scelta dell' ospedale è ricaduta sull' I.M.I (Istituto Materno Infantile di Palermo), distaccamento del Policlinico di Palermo. Il cesareo era programmato per il 23 Febbraio, data che poi è stata anticipata all' 8. Per una tranquillità mia, mi sono trasferita a Palermo già il giorno 1 per evitare le corse dell'ultimo minuto, ma ciò soprattutto perché sono una persona molto ansiosa di carattere. Amiche mie che hanno in passato partorito anche loro a Palermo sono partite soltanto dopo le prime avvisaglie, alcune addirittura con le acque rotte e nessuna di loro è arrivata mai tardi. La mattina dell' 8 avevo notato delle piccolissime macchie di sangue sullo slip, parlando poi con la ginecologa dell' ospedale mi consigliò di avvicinare per un controllo. Alle 20.30 arrivai lì, mi visitarono dopo neanche 1 minuto di attesa, constatando che il collo dell'utero era completamente piatto. Mi fecero anche il tracciato dal quale però non c'erano contrazioni significanti. Il primario mi disse che entro due giorni si sarebbero rotte le acque, da qui la decisione di praticarmi il cesareo quella sera stessa anche perché il giorno successivo, il 9 Febbraio c'era sciopero dei medici dell' ospedale. Da quel momento in poi fu un susseguirsi di analisi e visite, tutte molto accurate devo dire. In sala operatoria mi fu praticata la puntura spinale da due anestesisti. Durante tutto l'intervento uno dei due è rimasto seduto accanto a me, tranquillizzandomi e raccontandomi come procedeva l' intervento nei minimi particolari. L' intervento è cominciato alle 23.30 ed è durato in tutto circa 1 ora, ma i bambini sono nati nei primi 5 minuti. Appena nati li portarono immediatamente via, me li fecero vedere solo dopo circa 20 minuti e soltanto per un secondo. Il 10/2 mattina mi hanno fatto finalmente alzare e munita di sedia a rotelle sono andata a conoscere i miei pargoletti ricoverati in neonatologia nel reparto semi-intensivo. Fortunatamente respiravano autonomamente e si nutrivano con il biberon, per cui erano coricati in cullette termiche e non nelle incubatrici. Sono stati dimessi dall'ospedale il 24 Febbraio, cioè solo dopo aver completato la 37a settimana di gestazione (ho terminato la mia gravidanza a 34+6 settimane). In questo ospedale infatti non dimettono prima di tale data. Non ho avuto la possibilità di allattarli al seno, perché i medici ritenevano che essendo così piccolini si sarebbero affaticati nella suzione, mi consigliarono di tirarmi il latte con un tiralatte e poi portarglielo. I risultati furono alquanto scadenti: senza bimbo la produzione di latte era pochissima, non c'era stimolazione. Così in pochi giorni il latte che avevo finì. Per quanto riguarda l'ospedale posso dire che c'è una buona assistenza post-operatoria sia da parte del personale medico che para-medico. Quello che veramente manca, sembra assurdo dirlo ma sono cuscini e coperte che sono in numero notevolmente inferiore ai letti presenti. Così è consigliabile portarseli da casa. (!?!) Il reparto di neonatologia invece è tutta un' altra cosa: nel momento in cui varchi quella porta entri in un altro mondo, sembra di essere in un film. Incubatrici ultimo modello, apparecchiature molto sofisticate, pulizia, ordine, silenzio, personale in abbondanza sia medici che infermieri .... insomma per me da 10 e lode. Pensa, possono accedere a questo reparto oltre al personale addetto e ai piccoli pazienti solo mamma e papà e soltanto dalle 18 alle 19 di ogni giorno e solo dopo aver indossato camici, scarpe e cappellini sterili monouso ed essersi lavati mani con non so quanti prodotti. Sono abituata a tutto ciò essendo nata e cresciuta in Germania, ma vederlo qui in Italia fa un altro effetto. L' ultima cosa che voglio aggiungere è che il mio doveva essere un parto naturale essendo un bimbo cefalico e l' altro podalico, ma nelle ultime settimane Riccardo che era attestato si mise di spalla. Spero di non essermi dilungata troppo anche perché ho cercato di tralasciare i particolari. P.S. a tutte le neo-bi-mamme: la fatica è tanta, molto più di quella che immaginate, ma vivete la loro crescita con serenità il tempo passa più in fretta di quello che crediate. Avere gemelli è un privilegio di pochi , mi considero fortunata per questo e vi auguro di provare la stessa gioia che io provo adesso."
RAGUSA – VITTORIA
OSPEDALE CIVILE GUZZARDI DI VITTORIA (rAGUSA)
La testimonianza di Keinz: "Fin dall'inizio è stata una gravidanza pesante, stavo sempre poco bene e molto stanca, ma tutto sommato per essere una gemellare è andata alla grande: ho preso 17 kg. Il 15 maggio ore 2.00 comincio a stare davvero male, sento i bambini fare movimenti strani. Alle ore 9.00 sembro un mostro: faccia gonfia, piedi a palla, vado in ospedale alle 16.00… il mio medico è categorico gestosi e cesareo d'urgenza visto che, nonostante le contrazioni, il bimbi, che erano in posizione perfetta fino a due giorni prima e da 3 mesi, si sono messi di traverso. Analisi di rito, alle ore 21.30 entro in sala operatoria, epidurale e si comincia. Il mio ginecologo informa il pediatra che se i bambini avessero problemi di qualunque tipo io sono consapevole che verranno trasportati al reparto di neonatologia di Ragusa. Alle ore 22.10 alla 34+6 w nasce Dorian, alle ore 22.12 nasce Wladimir. Piangono, vengono messi in una termoculla, il ginecologo ribadisce quanto detto prima, ma il pediatra OTTUSO dice che non è necessario sono belli grossi (Dorian 2490 e Wladimir 2550) e in una notte di termoculla passa tutto. Li porta in pediatria. Comunque al mattino Piero sale in pediatria e si scontra con una termoculla che sta scendendo per una radiografia toracica a Dorian! Cavolo avvisate siamo solo 2 piani sotto!!! Fatta, niente di preoccupante, hanno solo i polmoni un po’ umidi. Visto che tutti hanno una faccia di circostanza, monto su una sedia a rotelle e vado su, i miei bambini respiravano a scatti, erano viola e piangevano. Ho chiesto di entrare, ma mi è stato risposto che in quella stanza non poteva entrare nessuno nemmeno io LA MADRE. Mentre c'era tranquillamente la signora delle pulizie che li guardava, mi sono alzata dalla sedia per guardarli da un oblò non vi dico i dolori e i pianti. Parlo con la pediatra che saccentemente mi dice che lei non sa cosa hanno i bimbi, bisogna vedere come reagiscono, perché hanno anche una piccola infezione. Le dico con una calma da omicida che se non risolve in fretta la situazione la responsabilità sarà ovviamente solo sua e i bambini verranno trasferiti subito a Ragusa. Questa trasecola, la pianto e scendo in ginecologia a fare l'antidolorifico stavo crepando!! Piero saliva e bimbi sembravano stazionari, ormai avevamo deciso che la mattina avremmo chiesto il trasferimento, e invece a mezzanotte chiamano da pediatria d'urgenza i piccoli a Ragusa. Ambulanza a sirene spiegate, velocità assurda, arrivano lì e LI SCARICANO LETTERALMENTE IN REPARTO, DICENDO CHE HANNO UNA GRAVE INFEZIONE TRASMESSA DALLA MADRE E NON FACENDO MINIMAMENTE ACCENNO AL RX CHE NON AVEVANO CAPITO. Piero si è visto letteralmente bombardato da domande tipo “Sua moglie è tossicodipendente?” , “Ha l'aids?” assurdo. Poi grazie al personale di maternità che, insieme ai bambini hanno inviato un prelievo del mio sangue, hanno fatto il quadro clinico: i bimbi avevano una banalissima infezione causata dalla gestosi, ma non respiravano perché avevano i polmoni pieni di liquido, cosa non grave se li avessero subito portati là e messi sotto ossigeno, in più Dorian presentava un pneuma al polmone destro a causa del pianto furibondo, incubati, sotto ossigeno, sondino, termoculla. Io? Notte da morirci, di sicuro sono invecchiata di 40 anni in 4 ore. Il reparto di neonatologia di Ragusa? Unico! Il personale unico, dolci, gentili disponibili, umani.. medici veramente in gamba. Il 19 sono uscita dall'ospedale e mi sono precipitata a Ragusa, ho potuto allattare Wladimir ed ho pianto come una fontana, ma ero felice. Ho dato si dall'inizio il mio latte era l'unica cosa che potessi fare per loro e Piero glielo portava due volte al giorno. Poi ho cominciato a passare le giornate lì a coccolarmi i miei tesori e quando finalmente hanno tolto tutta l'impalcatura al piccolo Dorian ho toccato il cielo con un dito. La marsupio terapia era stupenda per tutti e tre! Il 25/05 alle ore 20.00 mi son portata Wlaimir, il 26/05 alle 10.00 ho preso anche Dorian. Amo i miei bambini e ringrazio Dio per averli qui e avermi fatto incontrare persone competenti come quelle di Ragusa. Di contro ancora oggi vorrei tanto denunciare il personale di pediatria del Guzzardi per la loro presunzione, e incompetenza, ma come dice Piero chi vivrà vedrà.”