I compiti a casa di Antonella Rossi (AntoeC)

"Premetto che considero i compiti come un dono per i bambini, per aiutarli nella loro crescita e sviluppo. Per questo motivo, in rare occasioni, per qualche marachella commessa durante il lavoro nella nostra aula, ho negato il compito ad alcuni bambini. La punizione non è ricevere i compiti, ma non averli. " (tratto dal sito della libera scuola "Rudolf Steiner" di Milano). Siete rimasti anche voi a bocca aperta? Come me? Già nella scuola steineriana i compiti sono un dono, mentre nella maggior parte delle scuole sono un dovere e parecchio oneroso. Quanti dei nostri figli sono felici di averi i compiti da fare? E quanti di noi, magari la sera dopo il lavoro, hanno dovuto aiutare i bambini a finirli.... io perlomeno ho dovuto farlo spesso. Ancora dal sito della scuola " i compiti che vengono assegnati vertono solitamente su contenuti elaborati in classe e sono proposti in modo che tutti siano in grado di svolgerli." Eppure a volte ci troviamo a dover spiegare cose "dimenticate" da un bel pò, ma sarà giusto? Ora, appare evidente che i bambini, parliamo della scuola primaria, non sono in grado di organizzare il proprio tempo, questo è un compito dei genitori, dopo una giornata di scuola il bambino ha bisogno di "lasciarsi andare" nel suo ambiente domestico, ma allo stesso tempo deve acquisire una abitudine ad affrontare lo svolgimento dei compiti in modo sistematico ed autonomo. Poichè nel lavoro fatto in classe i bambini sono sostenuti dal gruppo e possono non apparire difficoltà di comprensione e di esecuzione, nel lavoro a casa invece, ognuno è di fronte a se stesso, verifica cosa ha assimilato e che cosa non è ancora in grado di eseguire, e per questo il compito è uno strumento in mano agli educatori per verificare l'apprendimento dei bambini.Ma cosa fare nel momento in cui il bambino chiede ai genitori un aiuto perchè dice di non essere in grado di svolgere il compito? Questo è quanto consigliato dalla pedagogia steiner, che noi proviamo a mettere in pratica ma.... si sa tra il dire e il fare.... "Subito dentro di noi dovrebbe sorgere la domanda: "perchè non è in grado di assolvere la consegna? Che cosa nasconde questa sua incapacità? E' apparente o reale?" Se la richiesta è occasionale può anche rientrare in una circostanziata situazione, ma se diventa abituale bisogna porvi rimedio. In ogni caso quando il bambino chiede aiuto bisogna sostenerlo; si può sollecitare a rivedere quanto già fatto a scuola, a ricercare esercizi simili, a confrontarsi con qualche compagno. Se nonostante ciò il bambino continua nella sua richiesta di aiuto, il genitore può intervenire per stimolarlo a superare lo scoglio dandogli lo strumento opportuno, ma sarà il bambino stesso poi a procedere nel lavoro. I genitori non devono assolutamente sostituirsi nè alla scuola, nè al bambino. Il bambino non deve correre il rischio di pensare di permettersi qualunque cosa durante le lezioni (distrazioni, chiacchiere con i compagni, giochi, non partecipazione ecc. ) tanto risolverà i problemi in altra sede, con altre persone. Se questo avvenisse, avremmo compiuto gravi errore. L'autorevolezza dell'insegnante verrebbe vanificata e il rapporto del bambino con l'istituzione sarebbe menomato."