Il terzo anno di Priscilla Boscolo (Priscilla)

 

I bimbi di Priscilla

Stefano e Clara, figli di Priscilla

Il compimento del terzo anno di età comporta un gradino di crescita per il bambino che coglie a volte impreparate le mamme più dei figli. Soprattutto se i bimbi non hanno frequentato il nido, l’ingresso alla scuola dell’infanzia taglia in modo netto il cordone ombelicale. Sebbene in genere la mamma non veda l’ora di vedere i pro-pri bimbi responsabili ed autonomi, e soprattutto non vede l’ora lei stessa di riacquisire la sua indipendenza, spesso que-sto passo così importate porta mille preoccupazioni. Il bimbo si stacca letteral-mente dal suo mondo vis-suto in completa protezione dai familiari, per inserirsi in un contesto estraneo. Il ta-glio è ancor più evidente nei gemelli, che, oltre a staccarsi dalla mamma si staccano anche dal fratello/sorella in quanto molto spesso divisi in classi diverse. Sorge nella mamma la pre-occupazione del “saranno pronti?”. Spesso i bimbi, a gennaio, al momento dell’iscrizione, hanno anco-ra il pannolino, tengono an-cora il ciuccio: la mamma pensa che la attendano sei mesi in cui dovrà impegnarsi ad insegnare il con-trollo sfinterico, deve togliere loro il ciuccio, deve dar loro una minima autonomia…. Nel contempo c’è fermento, si aspetta l’open-day con frenesia, si visitano scuole con entusia-smo magari uscendone delusi, magari colmi di emozione e soddisfazione. Si analizzano POF, orari, si cerca di cogliere negli sguardi, nei gesti, nelle parole delle maestre qualcosa che faccia scattare nei nostri cuori un misto di fiducia, compiacenza, ammirazione: “sì ok posso affidarti i miei figli”. I mesi di gennaio e febbraio sono un susseguirsi di richieste di consigli a mamme che ci sono già passate, si chiede alla vicina di casa, si aprono discussioni sul forum: in prima fanno il ripo-sino pomeridiano? La mensa è interna o esterna? Quali sono le attività principali? Avrò l’opportunità di sospendere il lavoro per fare un inserimento corretto? La mente ci frulla di mille pensieri … Nel contempo, da qui a settembre, i bimbi vengono informarti, caldeggiati: si raccontano storie di grandi sale con tanti balocchi, di compagni di corse e di giochi, di maestre che insegnano canzoni e lavori manuali… si creano le più dolci, fantastiche aspettative mai pensate fino a quel momento! Con cuore colmo di emozione la mamma attende il fatidico giorno quando li accompagnerà a quell’ingresso, aspettandosi pianti che spera non ci saranno, saluterà i loro bambini ormai “cresciuti”, dispiacendosi un po’ per il distacco, rallegrandosi un po’ per il tempo libero che a-vrà, compiacendosi per un altro grande, enorme traguardo raggiunto.