Ospedali Ostetrico Ginecologici in Lombardia

I livelli si riferiscono alle disposizioni del progetto Obiettivo Materno infantile 1998/2000 (per approfondimenti si veda D.M. 24 APRILE 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 giugno 2000, n. 31) e al Piano tematico per il miglioramento di emergenza/urgenza pediatrica del 14/06/05 (per approfondimenti si veda la pagina 7 dell'allegato A del Piano tematico).

III livello: SPEDALI CIVILI DI BRESCIA www.spedalicivili.brescia.it

Il modello di assistenza alla nascita attuato è di tipo tradizionale: al partner, compatibilmente con le possibilità organizzative, è consentita la partecipazione a tutto il travaglio in conformità alle norme vigenti. In particolare i servizi forniti sono i seguenti: attività di pronto soccorso alla paziente ostetrico-ginecologica, accettazione clinica e amministrativa alla donna gravida, prestazioni in regime ambulatoriale (monitoraggio cardiotocografico, assistenza alla partoriente in travaglio di parto fisiologico e patologico, assistenza alla puerpera nelle prime ore dopo il parto). La Sala Parti mantiene stretti collegamenti con il Nido fisiologico, la Patologia neonatale e il puerperio, nonché con gli ambulatori ostetrici specialistici, collaborando con Ospedali e Consultori della Città e della Provincia. E’ presente un'unità di terapia intensiva neonatale.

La testimonianza di Francesca (mamma di Aurora ed Ilaria, nate il 18-05-2007): "Tutto è iniziato il 7/10/06 quando mi hanno impiantato tramite ICSI 2 ovetti. Sono stata seguita dall'ambulatorio per le gravidanze gemellari dell'Ospedale Civile dove mi sono trovata veramente bene, facevo una visita ogni 15 giorni per mia sicurezza: una al centro ed una dal mio ginecologo privato (che fa parte dell'equipe del civile). Gravidanza a letto a causa di perdite e vomito nei primi 4 mesi e poi il resto dei mesi ero talmente debilitata che uscivo pochissimo e quasi solo in macchina. La mattina del 18/05 alla 34+5 mi alzo alle 6 con lo stimolo di urinare, ma la "plin plin" non esce quindi torno a letto e mi alzo dopo mezz'ora e pluf mi sento scendere qualche cosa: si era rotto il sacco di Aurora. Chiamo mio marito ed il mio ginecologo che era in un altro ospedale. Arriva mio marito, partiamo e andiamo all'ospedale (1 ora e 30 di strada a causa del traffico). Arrivati la dottoressa che mi visita mi chiede se ero sicura che si fossero rotte le acque... le ho perse persino nell'ascensore dell'ospedale. Quando mi chiedono da chi sono seguita dico il nome e tutti si bloccano, diventano tutti degli angioletti... rintracciano il mio ginecologo, che dice di monitorarmi ogni ora e che mi farà il cesareo alle 14.30; passano le ore e tra un  monitoraggio e l'altro mi lasciano in sala d'aspetto, arrivano le 13.30 ed iniziano a prepararmi... flebo, domande... arriva il simpaticone che mi fa l'epidurale... inizia sbagliando a mettermi la flebo in vena e ne sente su una cifra dall'infermiera capo... poi mi dice che ho la schiena grassa... quindi mi agito sempre di più... arriva il mio ginecologo e con voce molto carina urla: "Ma c@@@o non è ancora pronta?" Un attimo dopo nasce Aurora, urlava come un'aquila, urlava talmente forte che l'hanno portata subito in tin  perchè avevano paura che i polmoni non fossero formati giusti, visto gli urli che lanciava... in quel momento ho realizzato che ero mamma e dall'emozione mi si è chiusa la gola e mi sentivo soffocare... il simpaticone, l'anestesista mi dice che non era vero e che l'ossigenazione era a posto, ma io terrorizzata gli dico che avevo paura e quindi mi fa un goccio di valium e mi addormento... non vedo Ilaria, ma la sento piangere e per sicurezza la portano in Tin, quando mi sveglio mi stanno cucendo... finita la cucitura mi portano in una stanza dove ci sono altre 2 ragazze, i parenti loro, più mia mamma, mio marito, mio papà... io tremavo come una foglia, ma iniziavo già a muovere i piedi... dopo circa mezz'ora arriva il mio gine, manda fuori tutti e mi tocca la pancia: vedo le stelle... poi quando dice che l'utero non è messo giusto e lo mette a posto vedo la luna... poi arriva il momento che mi trasferiscono in camera e fino al giorno dopo mi lasciano nelle camerate con persone che hanno appena partorito o che hanno problemi di rischi aborto... no comment. Il pomeriggio del giorno dopo mi tolgono il catetere, mi trasferiscono nel reparto dove c'è il nido perchè Ilaria sta bene e viene portata nella notte al nido, ma non riesco ad alzarmi fino alle 19 quando arriva mio marito che mi accompagna in bagno e poi a vedere Ilaria: era piccolissima 2 kg, era una fagiolina lunga 44 cm, mi riaccompagna al letto e chiedo ancora antidolorifici perchè il dolore è proprio forte... le infermiere tutte carine, a parte che la notte  mi sono dovuta alzare da sola e andare in bagno perchè nessuna mi ha accompagnata e il bagno non è molto vicino, il giorno dopo hanno portato Aurora al nido con attaccato ancora la flebo alla manina perchè a mia mamma hanno detto che gliela tenevano per sicurezza nel caso stesse male, a me hanno detto perchè non raggiungeva la temperatura... però stava bene e il lunedì l'hanno tolta... io intanto ero super coccolata da tutti: il mio ginecologo - il dottor Dordoni - veniva tutti i giorni a vedermi, il problema grosso di questo ospedale è l'allattamento, non ti seguono per niente, ogni cambio di ostetriche ed infermiere nido è tutto un dire cose diverse, l'allattamento è stato un disastro, non me le hanno fatte attaccare, dicevano che non erano in grado, ma questo non era vero, Aurora era in grado... Ilaria non riusciva... ma io non ero neanche capace di insegnarglielo e quindi finchè c'è stato l'ho tirato e poi mi si è bloccato tutto e quindi ho smesso. Un seno si è fermato prima dell'altro e si è pure formata una cicchettina di latte che non è ancora andata via. L'Ospedale è ottimo, un bel reparto molto grande e un Tin perfetto... ti seguono veramente, l'unica cosa che per me dovrebbero seguire di più le mamme, però c'è anche da pensare che ci sono 3 nidi con circa 40 neonati a nido in più c'è il reparto Tin."

AZIENDA OSPEDALIERA DI DESENZANO DEL GARDA (BRESCIA) www.aod.it

La testimonianza di Beatrice mamma di Davide e Diego 9/06/2006: "Ho partorito con tc all'ospedale di Desenzano del Garda, ma sono stata seguita per le eco agli Spedali Civili di Brescia. La mia esperienza personale è molto positiva per tutti e due gli ospedali, a Desenzano il mio ginecologo è stato fantastico, mi ha sempre messo a mio agio e mi ha sempre tranquillizzato su tutto, sempre disponibile alle mille domande che ponevo; sono stata fortunata: la mia gravidanza a parte il vomito per 9 mesi non ha avuto problemi e quando abbiamo deciso per il tc siamo stati un po' costretti perché uno dei bimbi era di traverso; per le eco a Bs nessun problema anche lì molto disponibili, l'unica pecca che non lasciano nessuna foto delle eco. Poi il 28 maggio abbiamo programmato il tc per il 9 giugno alle 9.15 sono scesa in sala operatoria, ho fatto la spinale, e alle 9.46 Davide e alle 9.47 Diego hanno riempito con i loro strilli la sala operatoria. Le infermiere e i medici mi hanno seguito benissimo e anche al nido mi sono trovata molto bene abbiamo cercato e insistito di vedere se arrivava il latte ma niente da fare. Le stanze sono a 2 letti c'è il rooming infatti i bimbi stanno con le mamme sempre tranne per l'orario delle visite, per il TIN li portano a Bs però c'è il reparto piccolo di neonatologia per le prime cure, a Desenzano spingono molto per l'allattamento al seno, ti aiutano molto in questo senso. Se posso dare un voto da 1 a 10 darei 9 agli ospedali ma 11 al mio ginecologo."

III livello: AZIENDA OSPEDALIERA CARLO POMA DI MANTOVA
Notizie sulla terapia intensiva Neonatale http://www.ospedalimantova.it/lay_cat.php?IDCategoria=108

OSPEDALE DEI BAMBINI VITTORE BUZZI DI MILANO http://www.icp.mi.it/icp/Home/index.htm

La testimonianza di Nadia79, mamma di Giovanni e Paolo nati il 29/01/07  e di Alex il 30/08/03: "Giovanni e Paolo sono nati al Buzzi a Milano. Mi hanno fatto partorire di 29 settimane perché la loro situazione si era aggravata. Fin dall'inizio avevano un nodo al cordone e non solo... non avevano una membrana che li divideva e, in più, invece di avere ognuno un cordone proprio, il loro iniziava insieme e poi si divideva attorcigliandosi. Io sono stata seguita già dal secondo mese, ogni 10 giorni avevo un controllo perchè loro rischiavano la morte improvvisa. La dottoressa Rustico che mi seguiva è fantastica, il giorno che ha deciso di ricoverarmi era più agitata di me. Poi quando sono nati mi ha detto "Ora te lo posso dire tu sei stata fortunatissima! Erano pochissime le possibilità che ce la potessero fare"... io infatti quando sono nati sono andata ad accendere due lumini perché penso che non sia solo questione di fortuna se i miei due tesorini ora sono qui.  Quando in sala operatoria mi hanno fatto vedere il cordone con il nodo mi sono venuti i brividi, ed al dottore ho detto "Qualcuno ha messo giù una mano" e lui mi ha sorriso. La dott. Rustico (che ha voluto pure una foto dei miei gemellini da mettere nel suo studio), una volta nati, è andata poi nel reparto neonatale a trovare i bimbi, ed è poi passata da me per sapere come stavo. I dottori che mi hanno fatto partorire sono stati bravissimi, l'anestesista fantastica e le infermiere molto carine e simpatiche. Nel reparto neonatale tutti molto competenti e disponibili. Diciamo che tutto l'ospedale conosce i miei piccolini, anche perché come se non bastasse sono stati operati di ernia inguinale."

ISTITUTO SCIENTIFICO UNIVERSITARIO SAN RAFFAELE DI MILANO http://www.fondazionesanraffaele.it/jumpCh.asp?idUser=0&idChannel=7&idLang=IT 

  • Ambulatori Specialistici: ostetricia, diabete e gravidanza, patologia della gravidanza, anestesiologia per analgesia parto.
  • Ecografia ginecologica e ostetrica: ecografia ostetrica
  • Monitoraggio della gravidanza: monitoraggio patologia della gravidanza, della gravidanza oltre il termine, della gravidanza in paziente diabetica; corso di preparazione al parto / corso dopo il parto; ecocardiocolordoppler fetale; ecografia encefalo (transfontanellare).

La testimonianza di Cristiana Elora, mamma di Beatrice e Federica 10/12/2001: "Sono entrata per forti dolori addominali (dovuti ad un terzo embrione annidato fuori sede) e mi hanno riscontrato un'infezione alle vie urinarie, valori biliari fuori controllo e forti contrazioni (a parte i dolori all'addome, io mi sentivo benissimo). C'è stata una partenza poco rassicurante: causa sovraffollamento del reparto mi hanno messo, con altre mamme più o meno incinte, nella "suite", una specie di slargo in un corridoio vicino alle sale operatorie. Appena possibile c'è stato il trasferimento in una stanza, che ho quasi sempre condiviso con mamme di gemelli. Sono stata tenuta costantemente sotto controllo e tutte le mie domande hanno sempre avuto risposta in tempi ragionevoli. Ho pure mangiato bene! A parte il mio latitante ginecologo, che è comparso il giorno del cesareo per poi sparire nuovamente, i medici, le ostetriche e le infermiere mi hanno lasciato un ricordo positivo. A disposizione delle mamme del reparto c'erano dei termos di the e camomilla, i tiralatte (in caso di necessità era possibile farseli portare in camera), il congelatore per la conservazione del latte tirato. Gli assistenti della patologia neonatale resteranno sempre nel mio cuore: il mese trascorso con loro è stato indispensabile, commovente e spesso anche divertente."

La testimonianza di Paola F, mamma di Andrea 10/09/97 e Davide e Daniele 06/11/01: "La mia ginecologa lavorava lì ma durante la degenza è stata assolutamente latitante. E' stato un handicap perchè, in mancanza del proprio ginecologo di fiducia, si è meno ascoltate. Nel mio caso sono entrata con delle forti contrazioni alla 34 sett.  Si pensava che i bambini sarebbero nati di lì a poco ma mi hanno talmente imbottita di miolene che le contrazioni si sono arrestate. I bambini erano cefalici ed i medici si sono tutti esaltati all'idea di fare un parto gemellare naturale. Anche io ero d'accordo. Poi però, dopo 3 settimane, non ce l'ho più fatta, ero così gonfia e sfinita. Lì mi è mancata la mia ginecologa. Volevo il cesareo ma nessuno mi dava retta. Ho dovuto dare fuori di matto per farmelo fare. A parte questo, mi sono trovata bene. Le camere sono a 2 posti (massimo 3) con il bagno. L'ambiente è confortevole. Il personale qualificato e gentile, soprattutto le ostetriche. Si mangia bene e ricordo le passeggiatine serali sul corridoio per bermi la camomilla. Sono stata aiutata con l'allattamento e mi è servito, tanto che poi ho allattato fino all'anno dei bimbi. Prima di essere dimessa, con altre mamme, ho assistito ad un mini corso di un neonatologo simpaticissimo. Ha raccontato un sacco di cose utili a tutte ma soprattutto alle primipare. Quando sono tornata a casa, dopo un paio di giorni, ho avuto un attacco di panico. Ho chiamato il nido del San Raffaele. Si ricordavano bene di noi e sono stati gentilissimi. Mi hanno tranquillizzato dandomi tutti i suggerimenti del caso. Credo che anche questo sia importante."

La testimonianza di Margherita, mamma di Camilla e Filippo 10/09/04: "Ottima esperienza per quel che riguarda il reparto di fisiopatologia della riproduzione sia per quel che riguarda l'organizzazione pratica (da quando si decide di iniziare il trattamento ormonale per la fecondazione artificiale ti organizzano tutto loro i controlli vari e i tempi di attesa erano stati decisamente ragionevoli) sia per quel che riguarda il luogo, un posto carino e pulito e gente sorridente fa sempre piacere. Mi sono trovata bene anche per i controlli durante la gravidanza (che per i gemelli sono infiniti) ad es. le eco te le prenotano direttamente una volta con l'altra così non rischi di non trovare posto al momento giusto. E' stato utile anche il corso preparto tenuto dalle ostetriche da una psicologa e dai ginecologi, tutti molto attenti a favorire il parto naturale e a consigliare l'allattamento al seno, niente di speciale però per le mamme di gemelli... Infine eccoci al parto. Io ho fatto un cesareo "semi programmato" nel senso che al controllo ecografico hanno trovato Filippo che non cresceva più e quindi dopo un ulteriore controllo la settimana dopo mi hanno trattenuta in ospedale. Il grosso problema del San Raffaele è il sovraffollamento del reparto, troppo piccolo per sostenere l'affluenza reale che hanno, ma so che si stanno muovendo per ampliare il tutto. Quindi ho passato anche io una notte nella famigerata suite (stanzone a lato delle sale parto da dove senti urlare le altre mamme, un pò sovraffollata e con un viavai pazzesco). La mattina dopo mi hanno trasferito in una camera tripla con bagno in camera abbastanza confortevole. Medici infermieri ostetriche tutti molto gentili. Un grazie in più alla capo ostetrica che si è prodigata per una mia richiesta speciale. Per il cesareo tutto è andato benone, mi spiegavano per filo e per segno tutto quello che mi stava per succedere in modo da tranquillizzarmi. Ho potuto vedere per un istante i miei bimbi (e mio marito li ha anche presi in braccio...) prima che li fiondassero in incubatrice. Stupendo tutto il personale della patologia neonatale: ricordo con affetto tutte le infermiere e anche Max, raro caso di infermiere in un reparto di patologia neonatale, molto simpatico e perfetto "mammo" che ho conosciuto nel mese che Filippo ha passato in ospedale e che ogni giorno mi rassicuravano sui suoi progressi (oggi +5 g e non ha rigurgitato etc.) e che ti facevano sentire come tra amici. Già sei lì angosciata sia per Filippo che era da solo in incubatrice sia per Camilla che hai lasciato a casa con la nonna... se qualcuno cerca di rassicurarti e anche di farti sorridere un po' non è male. Un grazie speciale a Patrizia che alle undici di sera è venuta a rassicurarmi sulla salute dei miei bimbi e a tirarmi su di morale per le crisi di pianto che avevo per non averli ancora potuti rivedere dopo il cesereo e per non poterli ancora allattare; è stata anche molto disponibile nell'insegnarmi ad usare il tiralatte e ,appena abbiamo potuto, a farmi vedere come allattare il mio piccolo Filippo che stava nel palmo di una mano. L'unica mia grossa critica, a parte il sovraffollamento, è che avendo io partorito a ridosso del week-end praticamente fino al lunedì non c'è stato uno straccio di pediatra che mi abbia detto come stavano i miei bimbi, per carità tutto il personale della patologia neonatale mi diceva che tutto era OK, ma un colloquio vero e proprio con il pediatra lo abbiamo avuto solo il lunedì"

OSPEDALE NIGUARDA CA' GRANDE DI MILANO www.ospedaleniguarda.it

La testimonianza di Enzina, mamma di 4 bimbe fra cui due gemelle del 27/11/2006: "Dopo essere stata amorevolmente e scrupolosamente seguita da tutti e dico tutti i ginecologi dell'ambulatorio senza spendere mai una lira vado a fare l'ennesimo tracciato. E' lunedi. Mi sento un leone incinta, per giunta di gemelle. Mi applicano subito quelle due placchette gelide sulla panza e comincio a vedere delle montagne su quel rotolo di carta rosino, passano 5 minuti, le montagne aumentano. L'ostetrica mi guarda con sospetto, ma poi con un sorriso rassicurante mi chiede se ho dolori... Chi io? Allora mi mandano in ambulatorio per una visita di controllo e li trovo l'uomo che si è occupato di me e delle mie piccole per ben nove lunghi mesi... e a questo punto lo devo nominare perchè oltre al lato professionale lui è un grande uomo... il dottor antonio ragusa mi comunica che stavano per nascere le mie piccole... nascere? Allora posso partorirle io perchè sono dilatata di 3 cm!!! Mi portano in sala parto, mi preparano le signore ausiliarie, indosso quelle calze bianche super sexi... e chi trovo? Le donne ginecologhe più brave e simpatiche del mondo... la dottoressa nava e la dottoressa corbetta. La Nava mi guarda e nel suo stile ironico ma rassicurante mi chiede:  Ma non vorrai mica farle davvero tu? No, non ci penso nemmeno, troppo rischioso per la mia piccola Lulù che era podalica, ma mi hanno lasciato comunque il tempo di riflettere perchè ero io LA PROTAGONISTA! Allora vada per il cesareo e l'anestesita? D' agostino l'uomo super che non teme i pesi massimi come me, il suoago anestetizzante e arrivato dritto alla meta in un nano secondo !  E vai.... taglietto... ecco alessandra, la sento ma non me la fanno vedere perchè ludovica scivola subito giù... ecco anche lei... le prendono, le appallottolano in una coperta e me le fanno subito vedere e baciare, un'infermiera le porta via ma me le fa ancora accarezzare. Cucita... brrr che freddo , muovo subito le gambe ma voglio una coperta, immediatamente me la portano. ALessandra la rivedo subito, Ludovica rimane per un giorno nella culletta termica... chissa cosa farà... arriva subito Martinelli, si proprio quello li, l'ex di simona ventura (che fa tano gossip) , e mi rassicura... per chi non lo sapesse lui è anche il primario di neonatologia del niguarda. La degenza è stata quasi divertente ho conosciuto tante mamme e leinfermiere erano carine. Per l'allattamento non mi hanno stressato più di tanto, sapevano che avevo altre due bambine... si sono molto concentrate sulle neo mamme. Ce n'era una di neo mamma che ha partorito un maschio e una femmina il mio stesso giorno, siamo rimaste amiche di viaggio,ci vediamo, ci sentiamo.Le puericultrici splendide, la tin fantastica... il pediatra dottor roberto giro, l'uomo pediatra che tutte le mamme vorrebbero conoscere. Alla dimissione oltre la visita di routine sono stata convocata personalmente dal pediatra e dal primario che mi hanno spiegato un pò di cose sui gemelli, sui neonati nati alla 36.a settimana come le mie! GRAZIE a tutti quelli che hanno lavorato per me e per le centinaia di donne che scelgono questo ospedale, perchè prima di trovare medici, ostetriche e infermieri ho trovato uomini e donne capaci di essere umani!"

OSPEDALE MAGGIORE POLICLINICO MANGIAGALLI E REGINA ELENA www.policlinico.mi.it

Katia, mamma di Flavio Mattia e Teresa Mariam, nati nel 7/01/2008: "Il 4 gennaio di mattina presto con Milano tutta innevata sono andata in ospedale per fare le analisi e l’elettrocardiogramma che sarebbero serviti per il cesareo programmato al 17 Gennaio e fare un’ecografia di controllo per vedere come stavano i piccoli. Dopo l’ecografia hanno deciso di ricoverarmi non per le condizioni dei piccoli ma perché erano preoccupati per me che stavo lievitando e prendevo circa 1 kg al giorno oltre al fatto che il valore dell’acido urico risultava un po’ altino. Il ricovero nel reparto di patologia della gravidanza è andato bene, il reparto è nuovissimo, stanze a 2 letti con il bagno grande e ostetriche molto gentili e disponibili. Il 5 in mattinata mi hanno comunicato che appena si fosse liberato un posto in sala operatoria avrebbero inserito me e infatti nel pomeriggio mi hanno confermato che il 7 mattina sarebbero nati Flavio e Teresa. Il grande giorno mi sono svegliata tranquilla e speranzosa di godermi la nascita dei miei figli senza avere paura di niente, verso le 10 mi hanno chiamata e hanno iniziato a prepararmi... ecco nell’ordine tutto quello che è successo da quel momento in poi: la studentessa che doveva inserire in catetere era agitatissima e l’ha dovuto inserire 2 volte (e mi ha pure fatto male), poi ha inserito la flebo nel dorso della mano ma è fuoriuscito il liquido (e la mano si è gonfiata come un pallone!) quindi ha provato nel braccio ma non riusciva a prendere la vena quindi ha rinunciato e finalmente un’anestesista è riuscita a porre fine al mio martirio, appena entrata in sala operatoria mentre dalla barella mi spostavo (a fatica) sul letto dove mi avrebbero operato ho sentito una voce femminile che ha detto: “Ah, magra questa, chissà quanti buchi devo fare prima che prenda l’anestesia” ed io mi sono limitata a rispondere “scommette che invece l’anestesia prenderà al primo colpo?” e così è stato, ma le umiliazioni ancora non erano finite, mentre mi aiutavano  a sdraiarmi e le gambe perdevano sensibilità entra il ginecologo con un cappellino inguardabile con tutti pupazzetti e dice: “piccolina questa..” a quel punto il mio self control ha iniziato a vacillare e ho detto : “ma qui dentro non sapete parlare d’altro?” è calato il silenzio e subito dopo ho sentito un forte odore di pollo bruciato e ho capito che il cesareo era iniziato, dopo 2 minuti ho sentito piangere Flavietto e subito me l’hanno mostrato e portato via, poi mentre ero ancora incredula di poter finalmente conoscere i miei piccoli ho sentito piangere Teresa e qui quell’idiota del ginecologo ne ha fatta un’altra: ha detto “ecco la femmina” e mi ha fatto vedere il suo sederino, e basta…vi rendete conto? Io ero li, immobilizzata, con la pancia tagliata e la piccola Teresa mi è stata mostrata solo di sedere e immediatamente portata via, poi dopo una decina di minuti un’allieva è tornata e me l’ha messa vicino al viso così ho potuto darle dei bacetti mentre di Flavio non ho più visto neanche l’ombra. Non voglio dilungarmi per non annoiarvi, ma mentre concludevano l’intervento mi è stato detto che per ridiventare umana avrei dovuto dimagrire almeno 20 kg e che se ci fossi riuscita il ginecologo mi avrebbe pagato una cena, che dire….ho lasciato correre, mi sono fatta dire il nome di questo galantuomo e se qualche lettrice del MDG deciderà di partorire in Mangiagalli e vuole sapere il nome di questo cane sarò felice di dirglielo in modo da non rischiare di trovarselo in sala operatoria. Il post intervento è stato altrettanto traumatico, la flebo usciva di vena e quindi l’antidolorifico andava e veniva e solo la mattina dopo hanno auto pietà di me e l’hanno spostato sull’altro braccio, Flavio dopo 2 ore dalla nascita è stato portato nel reparto di terapia sub intensiva per un distress respiratorio e ho potuto vederlo solo 2 giorni dopo il parto perché non sono riuscita ad alzarmi prima per i dolori che avevo, Teresa mi è stata portata 22 ore dopo il parto perché stava nella culletta termica e quando l’hanno tirata fuori si sono dimenticati di portarmela e l’hanno fatto solo quando per la trentesima volta ho chiesto di lei e dulcis in fundo 2 giorni dopo il parto un’ausiliaria si è sbagliata e mi ha fatto un clistere che era destinato alla mia compagna di stanza (non sto a raccontare i dolori e le conseguenze..) nonostante tutto questo però nel reparto mi sono trovata bene, le ostetriche sono quasi tutte cortesi e disponibili e le stanze con 2 o 3 letti e il bagno in camera, quello che invece secondo me manca è l’assistenza per le neo mamme che non hanno mai allattato e che come nel mio caso devono dividersi tra 2 reparti e 2 figli… morale: non ho mai avuto la montata lattea, comunque oggi Flavio e Teresa hanno compiuto 4 mesi, sono dolcissimi e crescono bene, (a proposito alla nascita queste erano le loro misure: Flavio 3.250 per 50 cm, Teresa 2.260 per 46 cm.), io peso 8 kg in meno rispetto a prima della gravidanza (ne ho presi 17 e persi dopo 15 giorni 25!!!!) e con mio marito siamo i genitori più felici del mondo! Che dire dell'ospedale....non so se ci tornerei... Ho dimenticato di dire alcune cose importanti: pagando si può scegliere di stare nel reparto "Santa Caterina" con stanze da 2 persone o da 1 + il partner. I prezzi sono altii, ma se l'assicurazione rimborsa e/o se non si prevede di restare per molto tempo si può fare. Se i bimbi o 1 bimbo deve restare ricoverato mentra la mamma è dimessa danno la possibilità di dormire in stanze (molto spartane) da 2 letti e praticamente vivere dentro l'ospedale, con la possibilità quindi di stare sempre con i bimbi ricoverati. Per i primi 3 giorni sono anche previsti i buoni pasto per pranzare e cenare alla mensa interna, per i giorni successivi il buono si deve comprare (5 €).  Si può scegliere se fare il rooming in o lasciare i bimbi al nido. Ci sono anche 30 parti al giorno!!!!!!! "

OSPEDALE FORNAROLI DI MAGENTA (MILANO) http://www.gst-medicina.it/numeri_telefono/numtel_ospedali.htm  

La testimonianza di Barbara, mamma di Giacomo 8/6/1999, Michela e Alberto 2/3/2001: "Io ho partorito tutti e tre i miei bimbi con parto naturale all'ospedale Fornaroli di Magenta (MI) 1°esperienza - parto singolo: è iniziato tutto con Giacomo, rottura acque alla 38° settimana la sera alle 21.30. Alle 22.00 ero già in ospedale in sala monitoraggio. Tutto OK, monitoraggio fino alle 24.00. Niente doglie ma solo "mal di panza". Alle 24.00 mando a casa il maritino e io dormo; alle 7.30 altro monitoraggio e io era dalle 5.00 che avevo mal di panza a intervalli regolari. Alle 8.00 arriva il maritino 9.30 altro monitoraggio, preparazione (ODIO la rasatura!!!!) e flebo di ossitocina alle 10.30. Alle 11.00 chiamano il mè mari e ..... io ero già in sala parto alle 11.25 nasce Giacomo. Durante il monitoraggio non c'era nessuno in stanza con me, anche perché nessuno si aspettava che io sblobbassi così in fretta ... tutto bene a parte il fatto che dover stare sdraiata con le doglie mi ha ucciso la schiena e quando ben chiesi di potermi alzare.... mi arrivarono le prime spinte ... l'ostetrica pensava che esagerassi (le solite primipare!!!!) ma forse la mia faccia l'ha convinta a farmi una visita e.... la testa del Gigio già si vedeva!!!!!!. In sala parto io, marito, ostetrica e un ginecologo sulla porta a controllare.Io sdraiata sul lettino, ma so che in caso di "problemi" lasciano che la mamma possa mettersi nella posizione che preferisce, anche accucciata. Uscito il bimbo io... godevo (erano finiti i dolori!!!!) Gigio sulla mia panza per 2 minuti poi papà + bimbo è nurse al nido, io ... ripulita, ricucita e messa in camera di "contaminazione batterica" ... è una stanza molto tenera con fiori, farfalline e altre figure tenere disegnate sui muri dove mamma, papà e bimbo stanno per 2 ore dopo il parto e dove da subito ti fanno attaccare il bimbo al seno! Poi in stanza con pupo... da noi rooming-in dalle 5.00 alle 17.00 (ora ricevimento parenti) e dalle 19.00 alle 24.00. Ci sono delle nurse del nido che girano e ti insegnano ad attaccarli al seno, a cambiarli e accudirli al meglio in stanza con te. Poi al mattino verso le 10.00 c'è l'incontro con il pediatra e il bagnetto dove ti insegnano appunto a lavarlo. Tutti molto gentili, comprensivi e collaborativi. Nato l'8 Giugno e usciti il 10 Giugno nel primo pomeriggio. 2° parto - gemellare: qui le cose cambiano un po'. Intanto ero comunque alla 38° settimana e dato che io non mangiavo più e loro non volevano uscire il mio ginecologo (nonché viceprimario di ginecologia) mi da appuntamento venerdì 2 marzo al mattino alle 9.30 in ospedale per vedere se si poteva indurre il parto naturale visto che entrambi erano cefalici. Alle 11.00 circa flebo di ossitocina e verso le 12.00 quando mi rompe il primo sacco... iuhuuuuuu partono le contrazioni alla grande. Questa volta il travaglio me lo faccio con accanto il marito, purtroppo causa monitoraggio sempre distesa a letto con un mal di schiena che mi ammazzava!!! Al mattino avevo un'ostetrica che mi ha seguita assiduamente controllando ogni 5 minuti il monitoraggio e chiacchierando anche un po' con noi .... il gine ogni tanto appariva per farmi una visita. Dopo le 12.00 cambio turno e arriva un'altra ostetrica superrafreddata che all'inizio non è che mi sia piaciuta molto. Un po' burbera, ma è rimasta con me tutto il tempo e non mi ha mollato per un minuto. Quando poi verso le 14.00 le cose non si sbloccavano, proprio perché io da sdraiata non riuscivo a rilassarmi e "frenavo" l'uscita di Michela, lei ad un certo punto mi strappa via tutti i monitoraggi e FINALMENTE mi fa sedere sul letto dicendomi di mettermi nella posizione che volevo e di concentrarmi sulla bimba perché lei stava cercando di uscire e quindi di non ostacolarla. Detto fatto!!! Mi sedetti sul letto a gambe incrociate a mò di indiano e alla susseguente contrazione intanto non sentii più quei dolori lancinanti alla schiena e mi sembrò quasi di senitire la testolina della Michy scendere!!! Poi mi alzai perché mi scappava pipì, andai in bagno e subito dopo mi venne da spingere!!! Subito in sala parto e... beh questa volta era decisamente molto più affollata!!! Io sul lettino, Marco dietro di me, l'ostetrica e il mio gine davanti e.... tutto il resto del reparto dietro a noi a vedere e a fare il tifo!!! Esce Michela... tutto OK... me la mettono sulla panza e io me la accarezzo alla grande mentre il gine con l'ecografo controlla come è messo l'Albe. Michy va al nido... Marco resta... il gine rompe le acque di Albe e mi dice di spingere alla prima contrazione anche se non mi viene... io così faccio e swosh ... la crapa dell'Albe s'incastra proprio lì!!! Un'altra spinta e l'Albe è fuori... meglio di un cesareo!!!! Coccolini anche per lui, Marco gli taglia lui il cordone e poi se ne va al nido con loro. Io resto li a mo di visitor con 2 cordoni ombelicali penzolanti dalla mia... espulsione delle placente e via in saletta "contaminazione". Questa volta niente punti!!!!!! Il dopo è stato un po' più difficile. Intanto i bimbi anche se sanissimi e non in incubatrice sono stati messi nella zona TIN e quindi le infermiere anziché trattarli da bambini normali li trattavano da bambini problematici e questo mi ha causato non pochi problemi. Intanto mi guardavano un po' male perché io non stavo in tin tutto il giorno accanto alle loro cullette!!! 1° sono stanca e me ne sto un po' a letto a riposare, 2° Ho un altro bimbo che mi viene a trovare e con cui voglio stare, 3° cosa ci sto a fare da loro in tin se dormono????? In più io avendo già avuto un bimbo non è che bramavo per tenermeli sempre in braccio!!!! L'esperienza l'avevo già fatta. Secondo problema... io dopo tre giorni ero dimessa (ma restai comunque in ospedale), loro NO perché essendo in TIN volevano aspettare ed essere sicuri che aumentassero bene di peso prima di dimetterli. Così ci siam fatti 10 giorni in ospedale! Altro problema... le poppate!! Io avevo già deciso di allattarli con il sistema misto alternato, ma non avevo detto nulla, in ogni caso loro lo hanno fatto comunque di loro iniziativa senza chiedermi niente!!! Non ho detto nulla solo perchè comunque mi andava bene così, ma almeno informarmi e discuterne con me!!!!! Niente rooming-in coi gemelli perché anche se stavano bene erano in zona TIN e i bambini di quel reparto non possono uscire dal nido... altra catazza!! Così io mi facevo sempre avanti e indietro tutto il giorno e dopo i primi giorni che qualche anima pia mi veniva a trovare in orario visite, poi passavo tutte le 2 ore delle visite parenti al nido con loro. La mia idea poi era di cercare di sincronizzarli con le poppate (cioè dargli il latte "insieme" o comunque prima uno poi l'altro) e contavo anche sull'aiuto delle infermiere nel potermi riposare un po' di notte... invece... mi chiamavano sia per allattare al seno che per dargli il bibe... in pratica ogni ora ero al nido!!!!! Notte compresa!!!! al 5° giorno sono crollata!!!! Ero esausta, stressata perché ero in ospedale e a casa avevo un bimbo che mi aspettava e in più ero demoralizzata perché avevo scelto un metodo di allattamento che secondo me mi avrebbe dovuto permettere di essere più rilassata e darmi anche la possibilità di venire aiutata (proprio perché la tetta la posso dare solo io ma il bibe NO) mentre invece non facevo altro che correre avanti e indietro. Tutte le mie "certezze" stavano crollando e io mi sentivo davvero una "cacca". Di questo se ne accorsero le mie compagne di stanza che mi spronarono a parlarne con la caposala del nido... e così feci!!!! FANTASTICA!!!! MERAVIGLIOSA!!! Mi tranquillizzò un casino, mi disse che la mamma ero IO e che ero IO che dovevo dire alle infermiere come volevo che i miei figli venissero trattati!!! Se volevo essere chiamata SOLO per le poppate al seno e invece volevo che il bibe glielo dessero loro... così doveva essere!!!!! La mia chiacchierata coincise poi anche con il passaggio dei gemelli dalla zona TIN al nido dei bimbi "normali" e da allora fortunatamente le cose cambiarono completamente. Imparai a tenere un diario giornaliero delle poppate e venivo chiamata solo per dare la tetta, mentre per il bibe ci pensavano loro!!!! Finalmente iniziai a dormire la notte e a riposarmi di giorno... andare al nido era diventato più rilassante e non subivo occhiatacce di disapprovazione dalle infermiere. Io non critico minimamente il livello professionale del reparto TIN, ma l'approccio univoco ai bambini ivi ricoverati. I miei erano li solo perché gemelli e non per reale necessità e di conseguenza venivano trattati da "patologici" mentre non lo erano minimamente, così erano loro a decidere ed a dettare legge ed io avevo minima voce in capitolo. Fortunatamente poi i bimbi iniziarono a crescere e venimmo dimessi... a casa fortunatamente arrivai che ero molto più tranquilla e serena e continuai per quella strada!!!!! Più avanti seppi poi che l'ostetrica "raffreddata" venne specificatamente chiamata in reparto dal mio ginecologo nonostante fosse a casa in malattia perché pare sia la più brava ostetrica di tutto il reparto e che con il mio ginecologo ha un feeling particolare e dato che il mio era un parto gemellare lui voleva che fosse la migliore a seguirmi!!!! Grazie ancora al mio gine che per me resta davvero un mito! Altamente professionale e umano mi ha seguito nelle due gravidanze infondendomi tranquillità e fiducia. Anche dell'ospedale in generale non posso dire nulla ... oltre al reparto ginecologia e ostetricia ho avuto modo nel tempo anche di verificare il reparto pediatria e l'assistenza è davvero ottima e professionale... ma questa è un'altra storia e magari un giorno vi tedierò ancora!!!!!"

OSPEDALE DI CIRCOLO DI RHO (MILANO)  http://www.aogarbagnate.lombardia.it/rho/ospedalerho.htm

La testimonianza di Luz mamma di Elisa e Alessia 26/01/2005: "Io ho partorito all'ospedale di Rho (Mi) con un cesareo programmato alla 36+5 perché le mie bimbe erano entrambe podaliche. Sinceramente non mi è ancora molto chiaro perché la mia gine avesse deciso di farmi partorire in quella data visto che non avevo grossi problemi. Il parto è andato tutto ok le infermiere e ostretiche sono state molto gentili. Alessia pesava 2,2 kg ed Elisa 2,1 e sono state portate in patologia neonatale per scrupolo più che per necessità, ma sia io che mio marito siamo rimasti molto soddisfatti del reparto le infermiere erano tutte gentilissime, attente e presenti.  Purtroppo io non avevo latte e sono state nutrite con il LA per i primi 2 giorni dopodiché ho provato ad attaccarle al seno per stimolare la montata lattea con scarso successo. Il problema si è presentato quando stava per arrivare la mia nuova compagna di stanza (ero in una stanza di 2 letti con il bagno in comune) che era stata portata d'urgenza in sala operatoria per cesareo in anestesia totale, un inserviente prima che arrivasse mi ha informata ufficiosamente (ha rischiato anche il posto) che era sieropositiva. Presa da una crisi post-partum ho iniziato a piangere come una fontana e ho chiamato mio marito. Nessuna infermiera si era degnata di informarmi o per lo meno di farmi cambiare stanza, io ero completamente fuori di me e non ragionavo (volevo firmare per andarmene a casa), finché è arrivato mio marito ha chiamato un'infermiera e le ha fatto vedere in che stato ero e che sapevamo della situazione. Mi hanno subito cambiato la stanza, ma la situazione mi ha lasciato con l'amaro in bocca e non ho un bellissimo ricordo."

OSPEDALE CIVILE DI VIMERCATE (MILANO) www.aovimercate.org

La testimonianza di Elisa, mamma di Cecilia, Gregorio e Filippo, e Matilde: "Cerco di essere schematica :

  1. metodi naturali cesareo solo se necessario
  2. ottimo ginecologo specializzato in gemelli
  3. bimbo in camera dalle 6 del mattino alle 10 di sera, nanna di notte se la belva dorme, altrimenti ti chiamano per allattare
  4. bimbo non in camera durante la visita parenti, così non si becca subito appana nato virus e stress del circondario
  5. bimbi in vetrina durante visita parenti, così puoi vedere anche i pargoli delle altre mamma
  6. possibilità di camera singola o doppia a pagamento
  7. struttura tutto sommato nuova!
  8. cure approfondite nel nido e controllo giornaliero del bimbo
  9. mini corso di cambio pannolino e igiene del piccolo
  10. sostegno allattamento
    voto 10 e lode!"

OSPEDALE DI DESIO MILANO

La testimonianza di Dudo, mamma di Federico e Corrado, 7/1/2005: Devo dire che mi sono sentita a casa mia. Ho iniziato a essere ricoverata dalla 26esima settimana, facevo 2 settimane in ospedale e 1 a casa. La professionalità riscontrata è stata ottima, e che non guasta mai anche l'umanità dimostrata. Sono sempre stata considerata una persona e non un numero. Per quello che ho potuto riscontrare questo avveniva con tutte le pazienti, non solo con quelle che avevano il ginecologo che lavorava li. Doppo il cesareo io sono stata malissimo, la pressione mi è salita alle stelle e pur avendo partorito l'ultimo gemello alle 17.36 sono uscita dalla sala parto alle 4.30 del mattino dopo. Per tutto quel tempo passato fra un sonnellino e l'altro sia il ginecologo di guardia che le infermiere a turni regolari venivano a tranquillizzarmi non solo sulle mie condizioni ma anche su quelle dei miei cuccioli ricoverati in neonatologia. I giorni successivi non potevo alzarmi dal letto, non potevo quindi andare dai miei figli ricoverati al piano superiore. Mai scorderò il volto dell'infermiera del reparto di neonatologia che il 9/11/2005 è entrata in camera mia con una polaroid scattata ai miei figli dicendomi "una mamma non può non vedere i suoi bambini". Ancora oggi se ripenso a quel gesto mi vengono i lucciconi, per 1 settimana quella foto è stata l'unica immagine dei miei bimbi. Penso che ora le cose a Desio siano leggermente cambiate, per esempio mi hanno detto che non esiste più il reparto di neonatologia, ma forse la cosa importante è che lo staff medico e infermieristico è rimasto invariato, in fondo è quello che conta.

III livello - UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PAVIA - DIPARTIMENTO DI SCIENZE PEDIATRICHE I.R.C.C.S. - POLICLINICO SAN MATTEO DIPARTIMENTO DI PEDIATRIA - STUTTURA DI PATOLOGIA NEONATALE http://www.unipv.it/webped/Patologia%20Neonatale/presentazione_guida_pratic.htm 

Sono previste: una Unità di Terapia intensiva, una di Terapia Subintensiva, di Patologia Neonatale. Nel reparto vengono assistiti neonati ad alto rischio, pretermine, di basso peso, di peso molto basso e di peso estremamente basso, che necessitano di ventilazione meccanica, con compromissione delle funzioni vitali, con patologia chirurgica maggiore. Questi pazienti provengono dalla Divisione di Neonatologia-Ostetricia, dalla Chirurgia Pediatrica e dalla Neurochirurgia del Policlinico, ma soprattutto da altre strutture ospedaliere esterne presenti a Pavia, in provincia e da altri ospedali regionali ed extra- regionali, tramite il Servizio di Trasporto di Emergenza Neonatale, costituito da una equípe medico-infermieristica della Divisione. Nel reparto viene promosso l'allattamento materno al seno.

PROGETTO BABY WEB Quando un bambino nasce prematuro viene ricoverato in reparti altamente specializzati dove gli si può garantire una assistenza adeguata alle sue esigenze. Il periodo di degenza in questi reparti può essere di pochi giorni ma anche, specie nei casi di forte prematurità, di settimane. In ogni caso il bambino viene necessariamente separato dalla mamma subito dopo il parto e, nel caso di parto cesareo, senza che la madre abbia avuto la possibilità di vederlo. Ciò determina un grave disagio psicologico della madre, accentuato dal particolare stato psico-fisico in cui si trova (cosiddetta crisi post-partum) e dalla preoccupazione dello stato di salute del proprio bambino. Per cercare di alleviare questo distacco, seppur temporaneo (la madre rimane ricoverata in ostetricia dai tre ai cinque giorni), al Policlinico San Matteo di Pavia si è pensato di mettere in comunicazione visiva la madre con il figlio, fin tanto che questa non sia in grado fisico di muoversi autonomamente e raggiungere il reparto dove il bambino è ricoverato.

OSPEDALE FILIPPO DEL PONTE DI VARESE http://www.ospedalivarese.net/admin/db/osp.php?cmd=pre&id=2

La testimonianza di Stefania, mamma di Letizia 23/8/1999, Elena e Gabriele 15/4/2003: "Io ho con parto cesareo, dopo una notte di contrazioni. Il mio ginecologo è stato molto gentile, appena è arrivato mi ha visitata e in mezz'ora mi ha fatta passare davanti a tutte in sala operatoria (sarà perché sono infermiera?), mi ha fatto lui il cesareo e tutti erano molto gentili e preparati. Durante la giornata i controlli sono stati assidui, ogni 2 ore arrivavano a spremermi l'utero... un maleee! Ma almeno mi sono ripulita bene. Quindi - dal punto di vista medico - direi nulla da lamentare. I bimbi, invece, me li hanno portati in camera dopo un po' di ore ed ero felicissima di poterli allattare, invece appena il primario di neonatologia ha saputo che me li portavano si è adirato e ha imposto il veto perché prematuri (35+4, 2370gr e 2830 gr) e lì è iniziato il mio calvario. Ci tenevo molto ad allattare così - ogni 3 ore - scendevo al nido piena di dolori, in carrozzina, sempre accompagnata da qualche parente o spingendomi da sola perché le ostetriche che gestivano il reparto facevano capire di non aver tempo di portare su e giù tutte le mamme che dovevano allattare. Ora che scendevo e allattavo, tornavo su ed era già tempo di scendere di nuovo perché chi aveva mangiato per primo aveva già fame. Diciamo che ho allattato solo perché ero molto motivata altrimenti un'altra avrebbe lasciato perdere, ero ormai allo stremo delle mie forze e siccome non volevo assolutamente dare l'artificiale scendevo anche di notte riposando pochissimo. Al nido tutti gentili e professionali... tranne un'infermiera che un giorno mi fece stare male per come mi trattò perché stavo tentando di allattarli in contemporanea dato che strillavano entrambi. Si rivolse a me molto maleducatamente dicendo che lì queste cose non si potevano fare, a casa mia avrei fatto quello che volevo e mi disse che non dovevo allattarli insieme perché avevano diritto a stare un po' per uno con la mamma. Tra l'altro... mi sorse il dubbio che li avesse svegliati lei per portarsi avanti col lavoro perché quando arrivai al nido erano già entrambi cambiati, cosa che non era mai successa con nessun'altra infermiera. Comunque, visto che avevo lavorato lì, non lasciai correre e ne parlai con le mie ex colleghe e coi medici che le diedero una bella girata! Le farei proprio vedere come li ho allattati in contemporanea per mesi. In reparto di ostetricia, invece, direi che mi sono trovata malino. Un tempo le ostetriche facevano il loro lavoro, ma le mamme - in quanto degenti  -le gestivano le infermiere che poi sono state tolte dal reparto per lasciarlo tutto in mano loro. Beh, io penso che un'ostetrica non sia in grado di capire i bisogni di una persona ricoverata, passavano solo a chiedere se andava bene l'allattamento. Mi hanno lavata a letto solo il primo giorno, poi ho dovuto chiamarle io insistentemente perché lo facessero almeno il 2° giorno (presenti i dolori di un cesareo?). Tra l'altro in camera avevo un bagno senza bidet così con un catino mi dovevo arrangiare, non mi accompagnavano quasi mai al nido, anche se mi vedevano passare da sola mentre spingevo la carrozzina, chiedevo loro di non portarmi il cibo in camera invece lo lasciavano lì puntualmente e ormai mi ero rassegnata a mangiare gelato (che ci potevo fare se all'ora di pranzo e cena ero ad allattare?). Avrebbero dovuto tenerlo in cucina, tanto non è faticoso infilare un piatto nel microonde al ritorno in camera della puerpera. E che dire del giorno in cui tornai in camera tutta affaticata e nel mio letto c'era un'altra? Avrei voluto stendermi un po' e riposarmi e invece passai il mio intervallo tra una poppata e l'altra a trasportare le mie cose in un'altra camera, ovviamente dalla parte opposta alla mia! Avevano deciso di cambiarmi camera e non mi aiutavano neppure. Mi spiace, io come infermiera sono abituata a passare per le stanze a chiedere se qualcuno ha bisogno, a tenere i pasti in caldo, a lavare a letto gli operati, ad accompagnarli se non ce la fanno... sbaglierò? Inoltre in un mio precedente ricovero - per contrazioni - le ostetriche non sapevano far andare la pompa dell'infusione e mi sono cuccata una dose veloce di miolene con conseguenti effetti collaterali finché non ho spiegato loro come sistemare il deflussore."

OSPEDALE DI ANGERA (VARESE)

La testimonianza di Roberta: "Ho partorito nell'ottobre 2003 e, grazie alla fantastica ginecologa che mi avevano consigliato, sono riuscita ad avere la peggiore delle situazioni. Premesso che non ho avuto mai nulla in gravidanza e mi mancavano due giorni alla maternità, non sapevo cosa fossero i prematuri (o comunque tutti i loro problemi), nessuno mi aveva mai spiegato che l'ospedale da me scelto perchè carino, piccolo e con un reparto nuovo e colorato (che scema sono stata) non era attrezzato alle nascite prima della 35ma settimana. Così una domenica mi sentivo stanca, ho avuto un po' di dolori e delle perdite lievi biancastre. Al corso preparto spiegavano che al settimo mese è normale avere dolori, così mi sono fatta un bagno decisa a fare un controllo al pronto soccorso. Alle 23,00 di sera, a saperlo, mi sarei diretta impiegando lo stesso tempo o quasi al Ponte di Varese, attrezzato con reparto prematuri. Così vado ad Angera mi tranquillizzano confermandomi che al settimo mese succede... mi visitano e si accorgono che un bambina stava per nascere, chiamano l'ambulanza da Varese (circa 20 km) ma dopo 10 minuti la bimba nasceva (chiamano allora l'ambulanza non più per il mio trasporto, ma con la cullina). Il problema era reperire la seconda in tempi brevi dato che si temeva che la seconda bimba nascesse altrettanto velocemente e non sapevano dove metterla, poichè non erano attrezzati. Devo dire che, per il parto non ho nulla da dire: ho partorito Maddalena naturalmente mentre per Camilla, podalica, il medico non se l'è sentita di farla nascere se non con cesareo (mi ha chiaramente detto che non erano pronti, attrezzati)… ma vabè. Ho visto le bimbe un secondo dal vetro della cullina, mentre venivano trasportate a Varese al Tin, io rimanevo ad Angera. Qui mi hanno chiesto di togliere il latte che, congelato veniva trasportato da mio marito in borsa frigo alle bimbe. Di questo ospedale critico tante cose:  non si può mettere una mamma nella mia condizione in stanza con mamme che da poco hanno partorito ed hanno a fianco tutto il giorno i loro bambini; da Varese chiedevano a mio marito di dire al primario di Angera di autorizzare il mio spostamento avendo camere libere... e qui per disinteresse, negligenza, menefreghismo, siamo riusciti a far passare 4 giorni senza che nulla cambiasse (a me dicevano che nel frattempo i letti erano occupati, a Varese dicevano che non era vero, tizio aspettava che caio chiamasse)... uno schifo finché con le spalle al muro ad Angera hanno confessato che non era la prassi, che l'ospedale non poteva trasferirmi… mi hanno graziato (ma forse non mi sopportavano più) lasciandomi uscire al 4° giorno per poter finalmente andare a Varese dalle mie piccole. Nel frattempo durante la mia degenza la mia ginecologa (che dovrebbe essere radiata dall'ordine) non si è mai fatta viva e l'ho sentita parlare nei corridoi (era in servizio, non in ferie)!! In mia assenza, nei 4 giorni dopo la nascita, mio marito doveva entrare da solo al Tin ed ha perso un 1 di vita... in effetti i tubi, le cannule, il corpicino microscopico… sì perché alla nascita pesavano kg 1,400 e 1,310 (e 3 giorni prima al controllo la ginecologa mi aveva detto che erano due bambinone di circa kg,1,900… evidentemente anche prendere le misure degli arti non era il suo forte). Varese ha degli ottimi medici e mi sono trovata bene (compatibilmente con il reparto in cui ero)... peccato che, lo ricordo avevo punti del parto naturale da una parte e del casareo dall'altra.. non vi dico lo spasso della macchina i primi giorni non sapevo come sedermi (dovevo fare circa 35 km!!) e non vi dico le ore che trascorrevo in sala d'aspetto tra un ingresso e l'altro (circa 5 ore totali)... seduta su una sedia!!! Perchè ovviamente non ero ricoverata, non avevo camera e facevo la pendolare!!! Comunque spronavano l'uso delle mungitrici tiralatte e incitavano le più produttive a donare il latte alla banca del latte!! Nota negativa le prove di allattamento al seno: avendo due bambine, dovendo far loro il bagno una volta al giorno, due delle tre entrate giornaliere erano dedicate al lavaggio (quindi di corsa a lavarne due) poi dovevano mangiare, non sforando gli orari... e ditemi in un'ora come facevo ad attaccarle... per cui, in pratica davo loro il mio latte nel biberon perchè lavate, volevo tenerle un po' in braccio per la marsupioterapia!... le infermiere erano disponibili ma, per carattere, non chiedevo mai di essere aiutata se non quando era indispensabile, preferivo fare da sola... tanto a casa questo mi toccava!! Dopo quaranta giorni, finalmente siamo tornate a casa e abbiamo ripensato che, davvero come ti dicono al tuo arrivo, le nostre bambine erano quelle messe meglio nonostante tutto (intubate, baffetti, difficoltà respiratorie)... ma quando vedi trasfusioni, operazioni,  e tutto il resto... allora davvero col senno di poi, ti accorgi che è andato tutto bene!!"

OSPEDALE FATEBENEFRATELLI DI ERBA (COMO)

La testimonianza di Tiziana71, mamma l'1/10/2008: "L'esperienza è stata positiva nonostante il tc d'urgenza. Il tc era programmato per il 9 maggio, ma il travaglio inizia alle 3,20 del 1 maggio. Alle 4,45 sono al ps e vengo visitata dal gine che in ospedale mi seguiva per le ecografie mensili: constatano la dilatazione quasi completa e l'impossibilità di un parto naturale perchè entrambi podalici, mi fanno quindi in un battibaleno tutti gli esami di rito e la spinale, mentre arriva in ospedale anche il gine che mi seguiva privatamente. alle 6.27 nasce Francesco due minuti dopo Gabriele. Sono stati tutti molto gentili oltre che pronti e professionali. Colgo l'occasione per fare un augurio a questa struttura che naviga in cattive acque."

OSPEDALE SAN GERARDO DI MONZA

La testimonianza di manu0405: "Ho scoperto l'ambulatorio per le gravidanze a rischio di parto prematuro, quasi tutte gemellari, quando dovendo fare un'eco di controllo e dall'ospedale di Sesto sono finita a quello di Monza per mancanza di posto. Devo dire che per quanto riguarda la gravidanza sono stata seguita piuttosto bene, ginecologhe ed ostetriche sempre disponibili, rispettavano gli orari  ad ogni visita mi facevano un'eco di controllo, mi hanno vista praticamente ogni 15 giorni fino alla fine. Quando ho avuto bisogno in pronto soccorso mi hanno accolto gentilmente e mi sono sentita molto rassicurata entrambe le volte. I guai sono iniziati quando si sono trasferiti dall'ospedale vecchio  a quello nuovo proprio alla scadenza della mia gravidanza. Primo controllo: visita ok, ma non mi hanno prenotato l'eco. Va bhe, ho perso un po' di tempo, ma nulla di male.
Alla 37+5 ho rotto il sacco, accettazione al pronto soccorso ottima. Non che io abbia capito molto perchè durante la primissima visita ho avuto la prima contrazione e ho perso il contatto con la realtà. Assistenza durante il parto ottima, mi sono sentita tranquilla. C'era tanta gente, ma la ginecologa mi sussurrava nell'orecchio con calma spiegandomi quello che stava succedendo. Mi rassicurava sulla posizione della bimba che era dietro. Anche l'ostetrica cercava di tranquillizzarmi. Sono stati tutti molto umani e non mi hanno trattata come un fenomeno da baraccone. Purtroppo le placente non volevano uscire, ho avuto un'emorragia e ho sofferto tantissimo per la pulizia. Intanto i bimbi sono andati nella stanza adiacente e sono stati lavati e "pesati". Il papà li ha seguiti e poi me li ha riportati entrambi, li ho attaccati e li ho coccolati tanto. Ci hanno lasciato tranquilli in sala parto ed è stato il momento più bello di tutta la degenza. Quando ci hanno portato in reparto sono iniziati i guai. La bilancia non funzionava e la piccola Noemi è stata portata in neonatologia per errore, il papà l’ha seguita. Io ero stremata e mi hanno portato via anche Alessio. Sono rimasta sola e ho pianto tantissimo. Nessuno è passato a chiedermi come stavo, nessuno mi diceva come stavano i bambini. È passato mio fratello e l’hanno cacciato perché non era orario di visita. Quando finalmente mi hanno riportato Alessio me l’hanno lasciato li senza dirmi nulla e io con flebo e catetere ho iniziato ad occuparmi di lui. Nessuno mi ha aiutato. Mio marito era con la piccola. Il giorno successivo ho implorato di togliere flebo e catetere perché non riuscivo a muovermi, mi hanno tolto il catetere e mi hanno lasciato la farfallina per la flebo.Appena ho potuto ho lasciato Alessio al nido e sono andata dalla piccola… nessuno si è degnato di accompagnarmi . Ero debolissima, ho dovuto prendere l’ascensore e camminare tantissimo. Ho visto la mia piccolina, era sotto monitoraggio e faceva cosi caldo che mi sono sentita male. L’ho detto all’infermiera e mi ha fatto andare via da sola….rischiando di svenire per strada. Dovevo prendere l’ascensore insieme ai mille parenti che arrivano, era l’unico ascensore.Poi tornando in camera ho ripreso Alessio e scoperto che pesava mezzo chilo in più, ho chiesto spiegazioni…errore di trascrittura mi hanno detto. Chiedo di ripesare Noemi e nessuno mi dava retta. Appena arrivato mio marito l’ho spedito in neonatologia a pesare la bambina. Non l’avevano ancora ripesata dopo la nascita, le davano 5 gr di latte e l’antibiotico per 1800 gr. Ha fatto togliere il cavetto del monitoraggio e l’ha pesata 2200 gr. Erano tutti imbarazzati ma nessuno mi ha detto nulla, nessuno si è scusato dell’errore. Per di più ho dovuto aspettare un’altra giornata per averla con me perché serviva la firma di non so chi. Poi al nido scandaloso, nessuno mi ha dato una mano con 2 gemelli in camera. Li portavo al nido per andare al bagno. Ogni tanto si presentavano con i bibe di latte…era l’unica cosa che non mi serviva ma stremata dalla stanchezza ho iniziato ad accettarne qualcuno. Nessuno sapeva mai nulla. Dopo che avevo parlato con la pediatra che mi aveva rassicurato dicendo che sospendeva la terapia antibiotica, ho portato i bambini al nido e stavano per fargli l’ennesima puntura ma stavolta senza motivo per mancanza di comunicazione. Mi sono davvero arrabbiata e sfogandomi con l’ostetrica di turno invece di ricevere delle scuse mi sono sentita dire che non voleva chiamare la pediatra perché poverina aveva finito il turno e voleva far fare le punture comunque per sicurezza. Naturalmente non ho fatto toccare i bambini e quando finalmente l’hanno chiamata ha confermato la mia versione.  Una dottoressa mi diceva che mi avrebbero dimesso verso fine settimana, cambio turno e mi dicevano che mi avrebbero dimesso il giorno successivo….chiedendo spiegazioni nessuno mi ha mai fatto capire qualcosa. Alla fine mi hanno dimessa dicendomelo la mattina stessa, senza nemmeno fare l’incontro di dimissione per le eventuali domande. Buttata fuori cosi…s enza nemmeno un freddo in bocca al lupo. Il reparto era pieno di studentesse, giovanissime alle prime armi… passavano in 2 a visitarmi e già farsi toccare da una è dolorosissimo, immaginate da due. Ho scoperto che al nido facevano provare le studentesse a fare le punture ai bimbiini... sicuramente l’avranno fatto anche con i miei ma poi io ho chiesto di essere presente ad ogni puntura perché li attaccavo al seno e le studentesse hanno fatto altro. Persino con la signora che portava da mangiare ho litigato, ed io sono una persona tranquillissima. Voleva cacciare mio figlio e mia madre perché io dovevo mangiare….nulla è servito spiegarle che con due bambini in camera senza mia madre difficilmente avrei potuto mangiare. Una persona isterica e antipatica cosi non l’ho mai incontrata. Per concludere : mi hanno buttata fuori senza troppi problemi consigliandomi una visita al capoparto con scritto secondamento incompleto per membrane amnio-coriali... ho rischiato un’infezione e mi hanno anche detto che sulla cartella c’era scritto che il secondamento era stato incompleto….assurdo.  Se sapevano che c’erano delle membrane perché cavolo mi consigli una visita dopo mesi? Credo che con il senno di poi , se fosse possibile ma non lo è, partorirei li e chiederei di essere trasferita subito dopo. Pensare che sono finita li solo perchè avevo paura che i bambini avessero bisogno della Tin.