Gemelli nello sport di Barbara Busi (Barbie70)

a cura di Barbara Busi (Barbie70)

Sara ed Enrico

Sara n. 4 ed Enrico n. 6 durante una partita di mini-basket

Una delle principali preoccupazioni di noi genitori quando i nostri bambini iniziano ad interessarsi al mondo dello sport, é quella di scegliere la disciplina sportiva che sia più completa possibile per il loro sviluppo fisico, ma non dobbiamo dimenticare che lo sport, oltre ad essere importante dal lato fisico/strutturale e motorio, ha anche un ruolo fondamentale di socializzazione, distrazione e divertimento ed insegna importanti principi che saranno una buona base per il loro sviluppo, come il lavoro di squadra, l’autodisciplina, il rispetto verso gli altri e le regole. Oltretutto, praticare regolarmente uno sport fin da piccoli, contribuisce a bilanciare uno stile di vita tendenzialmente sempre più sedentario, caratterizzato da troppe ore trascorse davanti alla tv, al p.c. ed ai videogiochi. Prima di iscrivere i nostri bambini ad un corso qualsiasi, é anche consigliabile valutare, in base al loro carattere, se sono più portati per uno sport di squadra oppure individuale:

  • gli sport di squadra (ad esempio, calcio, calcetto, pallavolo, pallacanestro) possono favorire le capacità di socializzare e di inserirsi nel gruppo, rispettando gli altri ed accettando le regole del gioco per raggiungere risultati collettivi;
  • gli sport individuali (ad esempio, nuoto, sci, danza, pattinaggio, ginnastica) stimolano maggiormente la capacità dei singoli bambini di assumersi la responsabilità del risultato finale, rafforzando l’autonomia e l’autodisciplina e, forse per questo, sono più indicati per bambini più motivati e meno introversi;
  • infine ci sono le arti marziali (tipo judo, o karate) che, riuscendo a veicolare correttamente l’aggressività, possono essere molto utili ai bambini più “irrequieti”.

E' importante scegliere uno sport che sia adatto all’età , alle capacità fisiche e motorie dei nostri bambini e che rispetti i loro gusti; E' infatti basilare tenere in considerazione i loro desideri e le loro inclinazioni, cercando di spronare i più pigri orientandoli magari verso corsi che frequentano i loro amici, puntando così sul fattore amicizia. Ma soprattutto noi genitori dovremmo cercare di fare vivere ai nostri bambini questa “prima esperienza” in modo naturale, sereno e soft, magari facendo provare loro varie discipline prima di decidere quella a cui vogliono iscriversi e che li appassiona di più (ora molte associazioni sportive danno l’opportunità di effettuare qualche ora di prova gratis) senza esercitare pressioni e senza aspettarci che diventino necessariamente ed immediatamente dei “campioni”, perché così rischiamo di trasmettere loro che l’attività sportiva é sinonimo di lotta e prevaricazione e non un gioco divertente, gratificante ed emozionante come dovrebbe essere. Quando "gli sportivi" sono gemelli e a maggior ragione se frequentano la stessa classe, potrebbe essere utile ed importante, seguendo le loro inclinazioni, differenziare almeno le attività sportive, in modo da far vivere loro dei momenti in cui debbano misurarsi unicamente con loro stessi ed i loro compagni di squadra e non con il proprio co-gemello.

La testimonianza di Barbara, mamma di Samantha e Sarah di quasi 10 anni: Le mie bimbe in prima elementare hanno voluto provare danza moderna perché era un corso che frequentavano già delle loro amichette; erano contente sia del corso che dell’insegnante, però al secondo anno, quando gli allenamenti hanno iniziato ad essere un po’ più impegnativi e l’insegnante ha cominciato a proporre balli di coppia oltre ai soliti balletti di gruppo, le mie bimbe hanno deciso di rinunciare, complice il carattere molto timido ed anche un po’ di stanchezza e voglia di cambiare. Io ovviamente ho assecondato la loro decisione ed in terza elementare hanno chiesto che le iscrivessi a pattinaggio… Anche qua hanno resistito 2 anni, poi quando le insegnanti hanno iniziato a proporre corsi più avanzati non se la sono sentite di continuare e, causa anche qualche incomprensione, hanno abbandonato il corso. Quest’anno hanno deciso di provare lo judo, ed io ovviamente le sosterrò nella loro scelta, consapevole del fatto che le mie bimbe non saranno mai delle campionesse perché riescono ad accettare lo sport solo come divertimento e non come competizione e che probabilmente il prossimo anno mi chiederanno di provare il corso di hip-hop…

La testimonianza di Mariarita, mamma di Sara ed Enrico di quasi 13 anni: Il nostro incontro con il mondo del basket é avvenuto, in modo casuale, durante la terza elementare. Un’associazione sportiva della zona ha offerto, come spesso accade, una serie di allenamenti in orario scolastico e – presi dall’entusiasmo di fare qualcosa fuori dalla scuola in gruppo con alcuni loro compagni – Sara ed Enrico hanno deciso di iscriversi ad un corso di pallacanestro. Io non avevo mai visto un canestro in vita mia, perché le mie esperienze sportive giovanili si limitavano al nuoto (imposto) ed alla pallavolo e devo dire che mi sono subito appassionata, anche per le grandi qualità che ha questo sport dal punto di vista della maturazione psico-fisica dei bambini che si affacciano a questo mondo. La pallacanestro ha dato tanto ai miei figli: Enrico che era una specie di ciocco di legno é diventato più coordinato ed ha imparato maggiormente a stare in gruppo, capendo che uno da solo non può fare canestro, ma ha bisogno di un contorno di compagni che si aiutano per raggiungere lo stesso obiettivo. Sara che é sempre stata maggiormente portata per lo sport, ha potuto soddisfare la sua leadership in campo e differenziarsi in questo dal fratello che é più bravo scolasticamente. Insomma, il basket e gli sport di squadra in generale, hanno a mio avviso delle grosse potenzialità dal punto di vista educativo, bisogna fare solo attenzione agli eccessi di agonismo che, soprattutto in età giovanile, non aiutano la crescita. Fortunatamente, la pallacanestro é, almeno in Piemonte, uno “sport di nicchia” e quindi meno soggetto ad esaltazioni da NBA.

Uniti anche nello sport Fra i gemelli diventati famosi in ambito sportivo ricordiamo:

  • per il tennis Mike e Bob BRYAN fra i numeri 1 nel mondo che, neanche a dirlo, hanno avuto molto successo nel doppio.
  • per il basket femminile Heidi e Heather BURGE (dalla cui vita é anche stato tratto il film DUE GEMELLE E UN PALLONE)
  • per la marcia gli italianissimi Maurizio e Giorgio DAMILANO (che alle Olimpiadi del 1980 riportarono a casa, nella marcia, rispettivamente il primo e l'udicesimo posto)
  • per il calcio Emanuele ed Antonio FILIPPINI bresciani che hanno spesso militato nelle stesse squadre
  • per lo sci Phil e Steve MAHRE che, nelle olimpiadi invernali del 1984, si piazzarono rispettivamente primo e secondo nello slalom speciale.