Il ritorno a casa di Giovanna Marchese, ostetrica

a cura di Giovanna Marchese, ostretrica presso l'Ospedale di Careggi (Firenze)

Francesca ed Alessandro , figli di Ciano

Francesca ed Alessandro , figli di Ciano

Non è vero che l'arrivo in casa di un neonato debba rappresentare sempre una specie di cataclisma, ma può creare dei problemi se i bambini sono due! Soddisfare i bisogni di due (o più) gemelli nello stesso tempo può effettivamente essere più difficile, anche se poi tutto diventerà più semplice dopo alcune settimane. Il problema di base è l'assoluta incompetenza dei neonati, per esempio la loro incapacità a sostenere la testolina, o a girare il corpo per trovare il capezzolo. Sostenerli, prenderli in braccio o aiutarli a succhiare dal seno sono tutti lavori che richiedono l' uso di entrambe le mani e con due bambini nello stesso tempo avrete veramente bisogno di un paio di braccia in più. Non è il caso di scoraggiarsi subito, in previsione di difficoltà che potrebbero anche non sorgere, ma sicuramente l'aiuto di un'altra persona, soprattutto le prime settimane, sarebbe la soluzione ideale, altrimenti il rischio sarà che, dopo poco, oltre ai gemelli, anche la mamma avrà bisogno di cure. Un discorso a parte riguarda invece le visite di amici e parenti, una volta che sarete tornati a casa. In questo primo delicato periodo di adattamento alla nuova vita, non è il caso di dedicarsi alle pubbliche relazioni, offrendo tè e pasticcini e conversando per ore quando magari avreste voluto (e potuto) riposare. L'ospitalità è una bellissima cosa, ma spesso parenti ed amici, pur armati di buone intenzioni, con le loro visite finiscono per rappresentare un fattore di disturbo. Il discorso è diverso per le persone che ci fa piacere incontrare,che non pretendono un'accoglienza ufficiale, ma che possono anche darvi una mano: questo tipo di visite non solo saranno più utili ma vi aiuteranno sicuramente a tirare su il morale e a mantenere un clima sereno in casa a vantaggio di tutti, a cominciare dai neonati.

I bisogni del neonato

Le sensazioni che ricevete dal vostro corpo e le reazioni fisiche dei vostri bambini, sono la guida migliore per imparare a trattarli nei primissimi giorni di vita. Non servono né programmi né metodi di puericultura. I bisogni di un neonato, in questo caso moltiplicati per due, sono semplici, ripetitivi e immediati, Oltre ad un ambiente familiare sereno, hanno bisogno di nutrimento e acqua che trovano sotto forma di latte; hanno bisogno di calore e di braccia che li cullino e li avvolgano; hanno bisogno di essere puliti quel tanto che basti a evitare irritazioni alla pelle, hanno bisogno di protezione. Bagnetti, borotalco e lozioni, pupazzetti e scarpine che vi tentano da ogni negozio per bambini, prendeteli pure, ma per il momento non sono affatto indispensabili. Avvolgeteli bene, maneggiateli con delicatezza, date loro da mangiare quando hanno fame, parlate loro quando vi guardano e lavateli quando sono veramente sporchi; evitate loro tutto quello che li fa trasalire e piangere: lasciatevi guidare dalle loro reazioni. Vorrei poi soffermarmi su un altro aspetto: i gemelli hanno condiviso un grembo, condividono i genitori, la maggior parte della loro reciproca compagnia e condivideranno quasi tutti i momenti fondamentali che determinano la loro crescita. Né loro stessi, né gli altri, dimenticheranno mai il loro essere gemelli. Quindi che siano gemelli identici o diversi, non fate nulla per renderli più simili di quanto già non siano. Fate molta attenzione che la loro individualità non si perda nella dualità, cercando di non cadere nella “retorica dei gemelli”: vestiti uguali, nomi simili, giocattoli identici ecc., per quanto gemelli, sono comunque due personalità distinte e indipendenti. Cercate di aiutare gli altri a fare un piccolo sforzo per riuscire a distinguere Pierino da Paoletto, altrimenti le persone continueranno pigramente a riferirsi a loro chiamandoli “ i gemelli”. Più sforzi farete per convincere gli altri che non sono uguali, più le persone li vedranno come due bambini ben distinti e anche per voi sarà più facile crescerli considerandoli come due unità individuali.

Malinconia o "baby blues"

L'atteggiamento che con maggior facilità porta allo scoraggiamento è quello di voler essere una madre perfetta. Non esiste una madre perfetta, o meglio: una madre è perfetta quando........non lo è! Non è necessario volere a tutti i costi recitare la parte della madre esemplare, invece che essere semplicemente quello che siete. Tra il terzo e il quinto giorno dopo il parto il 50-80% delle donne si trova coinvolto in uno stato emotivo che traduce tutto il loro senso di confusione, smarrimento, inadeguatezza:  sarò capace di prendermi cura del(i) bambino (i)?

  • perchè mi sento così triste quando invece dovrei essere solo felice?
  • tutte le attenzioni sono sui bambini, ma chi si prende cura di me?

Finiti i primi “festeggiamenti” per i nuovi arrivati la madre si trova spesso sola a dover affrontare la routine della vita quotidiana, così il ritorno a casa sarà probabilmente più faticoso del previsto; vi ricorderete dell'ospedale come di un rifugio sicuro e tranquillo, quando invece a casa dovrete arrangiarvi da sole (o quasi!). La malinconia che potrebbe cogliervi è una reazione abbastanza comune dei giorni successivi al parto ed è determinata principalmente dai cambiamenti ormonali (calo di estrogeni e progesterone). A questo proposito alcuni studi hanno dimostrato che l'allattamento al seno svolge un ruolo positivo, in quanto la produzione di prolattina ha una funzione protettiva sul tono dell'umore. Potrebbe capitarvi di scoppiare a piangere improvvisamente senza un motivo apparente: se lasciate tranquillamente fluire le lacrime, magari abbracciate al vostro compagno, queste probabilmente cesseranno così come sono cominciate. Appoggiatevi senza riserve a chi vi offre aiuto e soprattutto comunicate ogni vostro pensiero e ogni vostro stato d'animo. Spesso le donne non parlano volentieri dei loro veri sentimenti perchè si vergognano o sono imbarazzate, si colpevolizzano, dato che l' immaginario collettivo vede la maternità come un evento esclusivamente positivo in cui la madre non può che essere al settimo cielo!!! Come già detto il puerperio costituisce un'esperienza emotiva fortissima, in cui può succedere che alcuni punti di riferimento vengano a mancare e ci vuole tempo perchè questi vengano recuperati.A questo proposito credo che sarebbe utile poter fare riferimento ai gruppi dopo parto, dove ad esempio l'ostetrica che vi ha seguito nel corso pre-parto, può rappresentare un punto di riferimento importante insieme al gruppo di neo-mamme. Questo può dare la possibilità di confrontarsi consentendo di dividere e condividere sentimenti o pensieri che possono apparire strani, ma che in realtà sono più comuni di quanto si pensi. E' proprio il gruppo a costituire un punto di riferimento in cui le mamme trovano reciproco sostegno: è importante avere la consapevolezza di non essere sola ad affrontare queste situazioni. Una mamma ascoltata, aiutata a riconoscere e legittimare le proprie emozioni e i propri pensieri, sostenuta e facilitata nell'attivazione di competenze proprie di ogni madre, saprà stare meglio con se stessa e con i propri figli.