a cura di Annalisa Tarozzi
Alice, figlia di Delfina, alla sua terza lezione di acquaticità (Delfina)
Quale periodo migliore per parlare di nuoto e acquaticità del mese di Settembre???
Siamo ancora tutti freschi dei bei momenti passati in acqua con i nostri figli… un bel pomeriggio in piscina, o una nuotata al lago o al mare… magari qualche gemellitore dei più piccini ha anche provato l’emozione di fargli fare il primo bagnetto al mare…
Insomma, siamo ancora pieni di ricordi e sensazioni piacevoli legate all’acqua… e allora buttiamoci e informiamoci sui corsi di acquaticità e di nuoto per i nostri bambini!
Le testimonianze di chi ha provato questa esperienza fin da quando i bimbi erano piccoli sono molto chiare… in tutte traspare il grande senso di serenità, armonia, piacevolezza, gioia, stupore, sopresa, che si prova quando si ha la possibilità di sperimentarsi in questa bellissima avventura…
“Io è da quando le mie piccole avevano 5 mesi che andiamo!! Raffreddori vari pemettendo!!!!! Si divertino un sacco!!! L'istruttore dice che è importante iniziare prima dei 6 mesi perchè cosi non perdono l'istinto di chiusura dell'epiglottide (credo) e anche se le immergi totalmente non bevono. Le mie tuttora quando vanno sotto tengono la bocca aperta e risalite sputacchiano un po ma non bevono ( ho le prove... gli ho fatto un filmino con la macchina digitale subacquea)” Delfina
“I miei tre hanno tutti iniziato i corsi di acquaticità a 3 mesi. Sono ormai 3 pesciolini con gradi diversi di capacità... Giacomo: ha fatto corsi in piscina dai 3 mesi ai 6 anni. Alberto: gli piace moltissimo nuotare, ha fatto corsi dai 3 mesi ai 5 anni. Michela: è da quando aveva 3 mesi che sta in vasca 2 volte a settimana ... è IL BALENOTTERO della famiglia” Sgommola
“Ieri mare..... tutti e tre in giro con maschera e pinne...... in 10 minuti ho fatto partire i paurosi.... erano tutti contenti e nn volevano più uscire dall'acqua!” Tucia
Ma al di là del far fare ai propri figli un’esperienza piacevole o sportiva, ci sono tantissimi motivi per cui è importante abituarli il prima possibile ad avere un rapporto sereno con l’acqua e a saper nuotare...
Spesso si pensa al nuoto solo come ad uno sport, mentre non si considera invece che il “saper stare in acqua”, il riuscire a non averne paura sono importanti non solo per la loro crescita ma anche e soprattutto per la loro sicurezza.
Un bambino (o un adulto) che cade in acqua e ha paura, ha molte più probabilità di annegare velocemente non tanto perché non sa nuotare, ma principalmente perché ha paura… la paura irrigidisce il nostro corpo, rendendolo pesante come un sasso e facendogli perdere quella naturale gallegiabilità che invece madre natura ci ha regalato… la paura impedisce magari di vedere che siamo abbastanza vicini ad una scaletta o ad un bordo a cui aggrapparsi… la paura toglie la cognizione che siamo in acqua bassa e che anche se un’onda ci ha portato sotto, basta tirarsi in piedi per venirne fuori…
Se ci pensate sono davvero tanti i casi di cronaca di annegamenti anche in situazioni “sicure”...
L’annegamento è responsabile del 15% delle morti accidentali nei bambini di età 1-4 anni; il tasso di mortalità è diminuito di oltre il 70% negli ultimi 40 anni. Questo cambiamento è dovuto alla maggiore presenza di servizi di salvataggio, ma anche da una maggiore presa di coscienza da parte delle famiglie e della scuola sui pericoli legati alla balneazione. Inoltre, c’è una maggiore frequenza dei bambini nelle piscine e molti praticano il nuoto fin dalla prima infanzia.”
L’acqua fa parte della nostra vita, quindi è fondamentale imparare ad avere un rapporto sereno con “lei”!
Paradossalmente quindi l’esperienza in piscina va incoraggiata ancora di più se c’è un bambino che ha paura, mentre invece di solito è proprio l’elemento che ci porta a scartarla…
Se abbiamo dei bimbi di età superiore ai 3 anni che ormai hanno acquisito il senso di paura dell’acqwua non demordiamo… cerchiamo magari di trovare una piscina con istruttori in gamba, che sappiamo restituirgli quella sicurezza e quella fiducia che hanno perso, e che magari sappiano insegnare anche attreverso una modalità giocosa e non forzatamente agonistica”…
Per chi poi ha ancora dei bimbi molto piccoli, di pochi mesi, il provare questa esperienza ha poi ancora più valore… innanzitutto proprio perché i neonati non hanno ancora il senso della paura dell’acqua, ma anche perché nei neonati è presente un riflesso d’apnea dovuto all’ancora recente esperienza dello stare immersi nel liquido amniotico per 9 mesi, tale per cui se vengono immersi, non bevono o bevono pochissimo, e questo grazie alla chiusura, involontaria, della glottide. Come ci dimostra anche la piccola Alice della nostra Delfina nella foto sotto il titolo!
Poi ovviamente ci sono tutta una serie di altri bellissimi vantaggi… il fatto di stare in acqua e a stretto contatto con mamma o con papà, il gioco, il divertimento, il potenziamento della capcità di coordinamento motorio…
Portarli in acqua fin da molto piccoli non è un’esagerazione, non è la ricerca a tutti i costi del “bambino prodigio”… l’acquaticità non è nuoto tecnico… non è che impareranno a nuotare a 3 mesi o a 7 mesi o a 1 anno…ma impareranno però a vivere con la dovuta serenità il fatto di stare in acqua nel modo più bello possibile, ovvero senza dover passare dalla paura ma al contrario passando attraverso un insieme di esperienze piacevoli e gioiose finalizzate ad un armonioso sviluppo psico-motorio.
A questo punto manca solo una cosa… qualche piccolo consiglio organizzativo per chi in piscina deve portarne più di uno di bambini…
Innanzitutto va specificato che dai 3 mesi (età minima in cui si può iniziare!) fino ai 3/4 anni si parla appunto di “aquaticità” e non di “nuoto” e quindi di norma viene richiesto che il bambino sia accompagnato da un adulto, proprio per facilitare la familiarizzazione con un ambiente nuovo.
Se non si può andare nella versione “classica” mamma+papà allora si possono adottare le seguenti strategie:
va uno dei due genitori accompagnato da un altro adulto con cui il bimbo abbia un buon rapporto
oppure si alternano i bimbi e si porta una volta uno e una volta l’altro (questo è un buon modo inoltre per ridurre anche i costi!)
Come “abbigliamento” ci sono piscine che impongono l’uso di costumino contenitivo (acquistabile anche a prezzi non elevatissimi alla Decathlon) e altre no. Anche rispetto all’uso della cuffia le richieste possono essere diverse… diciamo che di solito finchè i bimbi sono molto piccoli (sotto l’anno di età) non viene richiesta, mentre dopo sì.
“Io ho iniziato a portare la Ile al corso di acquaticità..ieri è stata la prima lezione...è andata alla grande!”
“Ieri per noi seconda "lezione"... è entrato il papy in piscina con la Ile e il maestro l'ha fatta andare sott'acqua 7/8 volte... ke dire? nn ha mai fatto una piega...è stata bravissima" Matteo_Sara
Ma anche chi ha iniziato a portare i propri bimbi in piscina da più grandi rimane sempre molto entusiasta dell’esperienza e dell’incredibile capacità natatoria che i bambini dimostrano se opportunamente stimolati e seguiti, anche se ovviamente è più facile che inizialmente debbano superare quel senso di diffidenza e di paura che finchè sono molto piccoli non hanno ma che poi è normale gli venga crescendo…
“I miei hanno sempre avuto paura... andiamo al mare spesso sin da quando erano piccoli, ma da soli non hanno imparato granchè... infatti a 5 anni avevo iniziato a portarli, ma d'inverno e a causa malattie mi son arresa presto... a 6 anni hanno chiesto di giocare a pallone e questo è ciò che fanno tutto l'anno.....ora che le partite son finite mi son decisa... meglio tardi che mai... la ragazza mi è sembrata brava... io nn amo la piscina... nonostante abbia dovuto nuotare tanti anni per la schiena... li porto 2 volte alla settimana tutto il mese... e vediamo cosa imparano ...” Tucia
“Luca ed Elly fanno nuoto da un anno e Luca è già in acqua alta. Chiaro che non si spara le vasche a stile libero, ma è anche vero che inizia a fare quei 10-15 metri da solo e mette la testa sott'acqua come ridere. Tucia vedrai che anche i tuoi bimbi si divertiranno da matti oltre che imparare una cosa davvero utile!” Barbara S
“Io adoro nuotare, e per me è una grandissima soddisfazione quest'anno poter andare al largo con tutti e 3 Fino all'anno scorso Lorenzo e Fede avevano i braccioli o il tubo, e Alessandro non ne voleva sapere. L'istruttore che hanno incontrato quest'anno in piscina è stato determinante ... ora Ale che non sopportava l'acqua in faccia neanche sotto la doccia, fa i tuffi e le capriole sott'acqua. Fai bene Laura ad iscriverli, quando poi sanno nuotare si divertono il triplo anche loro” Carla71.Torino
Ci sono poi piscine che già dopo i 24/30 mesi propongono dei corsi intermedi che sono propedeutici poi all’eventuale passaggio ad un corso in cui la presenza del genitore non è più prevista.
Dopo i 3/4 anni invece è possibile cominciare a trovare delle proposte di corsi di nuoto, che di solito vengono suddivisi così:
fino ai 6 anni non si tratta ancora di attività in cui il gioco prevale sull’insegnamento dello stile… di solito imparano a stare sott’acqua, a tuffarsi, a fare le prime bracciate da soli…
dopo i 6 anni invece cominciano i classici corsi di nuoto in cui imparano i diversi stili natatori. Di norma le piscine più serie dividono comunque le tipologie di corsi in “non agonistici” e in corsi di “avviamento all’agonismo” proprio per impostare lo stile di insegnamento in base alle capacità dei bimbi ed evitare quindi di avere un impatto negativo su chi si approccia al nuoto per la prima volta.
Dopo i 3 anni diventa più facile riuscire a gestire la piscina anche da soli con più bambini… l’importante è organizzarsi bene e soprattutto cominciare a rendere i bimbi un po’ più autonomi su alcune piccole cose, come per esempio sfilarsi da solo almeno parte dell’abbigliamento, insaponarsi da solo sotto la doccia…
Se i bimbi sono maschi più i capelli sono corti e più si velocizza anche l’odiosa operazione dell’asciugatura dei capelli… ma anche le bimbe sono carine con un bel taglio a caschetto, molto più funzionale!Un buon trucco è anche quello di uscire di casa con i costumi già addosso… si risparmia tempo ma soprattutto energia all’arrivo in piscina!
L’adulto che accompagna dovrà ovviamente avere le sue ciabatte per poter accedere agli spogliatoi… e considerato che soprattutto finchè sono piccoli si partecipa attivamente anche alla doccia, è meglio essere comodi in tuta o almeno con un pantalone/manica arrotolabile… ma se volete il mio consiglio approfittatene e godetevi anche voi una bella nuotata o una lezione di acquagym o di hydorbike!
Allora buona nuotata a tutti.. ci vediamo sul forum per sentire come vanno i nostri piccoli pesciolini!!!!!
Ultimo aggiornamento 29 Agosto 2008