Bambini ed Omeopatia

di Cristina Cannone

Poiché molte famiglie utilizzano la medicina omeopatica per curare i propri disturbi, o chiedono informazioni per valutare se intraprendere questo tipo di cure, riteniamo si renda necessaria una breve ed elementare spiegazione su che cosa è l’omeopatia scritta di proposito da una mamma per parlare ad altre mamme. Le informazioni che seguono sono state tratte da manuali di omeopatia e integrate dall’esperienza personale di vent’anni di cure omeopatiche.La prima cosa che è importante segnalare è che l’Omeopatia considera l’uomo nella sua interezza, osservandolo in tutta la sua unicità e cercando con i rimedi di ristabilire l’equilibrio dell’organismo.

INTRODUZIONE
L' omeopatia, scienza dell’osservazione per eccellenza, nasce nella seconda metà del diciottesimo secolo, quando il medico tedesco Samuel Hahnemann scoprì sperimentalmente che alcune sostanze, se somministrate all’uomo sano, producevano gli stessi sintomi che, nell’uomo malato, esse erano in grado di guarire; l’omeopatia si basa quindi sul concetto che il simile cura il simile. In omeopatia non esiste la malattia come entità a sè stante, ma esiste il malato, i cui sintomi sono da analizzare per trovare il rimedio adatto al singolo paziente; l’omeopatia inoltre si occupa anche della psiche del paziente.
La cura omeopatica quindi ha lo scopo di aiutare l’organismo a reagire e quindi a superare la malattia.

LA VISITA MEDICA
Quando andate per la prima volta dal medico, questo vi stupirà perché, oltre ad ascoltare la spiegazione della vostra malattia, vi farà molte domande inerenti alla malattia (momento della giornata in cui vi dà più disturbo, se fa più male a dx o a sx, modalità di esordio dei sintomi), ma formulerà anche domande inerenti, per esempio, al vostro modo di dormire, alle vostre paure, al vostro modo di approcciare le novità, se vi piace di più mangiare salato o dolce, cosa sognate…domande che forse vi stupiranno, ma che servono al medico per trovare il rimedio più adatto a voi. Il rimedio prescritto sarà quindi adatto solo alla persona X per i suoi disturbi e non sarebbe adatto alla persona Y, anche se presentasse gli stessi sintomi di X.
 

IL RIMEDIO OMEOPATICO
I rimedi omeopatici sono di origine animale, vegetale, minerale e ne assumono il nome.
Essi sono diluiti e dinamizzati (agitati) innumerevoli volte; più un farmaco è diluto e dinamizzato, più agisce in profondità. La dinamizzazione si esprime con il CH (Centesimale Hahnemanniana) e talvolta in K; più è alto il numero che precede il CH, più forte è la cura.
I farmaci si presentano in granuli (tubetto più grande), che vengono assunti giornalmente e in dose globuli (dose unica, tubetto piccolo), palline più piccole da prendere in un'unica somministrazione ripetuta indicativamente ogni settimana o due settimane. L'unicismo, generalmente, prevede la somministrazione di un unico rimedio alla volta, massimo due, per esempio una dose unica una volta alla settimana e un altro rimedio in globuli tutti i giorni per 3 mesi e si valuta come va la situazione ed eventualmente il medico decide di cambiare il rimedio; in genere il rimedio di base, cioè la dose unica, è minimo 30 CH, massimo 10.000 CH, mentre il rimedio che si prende giornalmente è in genere intorno al 7, 10 CH. L’omeopatia è anche utile nei malesseri acuti e occasionali tipo raffreddori, mal di gola, sinusite, otite, herpes, poiché esistono alcuni rimedi che sono adatti a tutti, purché sia precisa l’indicazione del disturbo (muco giallo o chiaro, dolore a deglutire, dolore pungente, miglioramento al caldo o al freddo…); anche in questi casi sarebbe necessaria l’indicazione di un medico, ma anche un buon farmacista con nozioni di omeopatia può esservi d’aiuto e nel caso di urgenza (farmacie chiuse e medici introvabili), esistono dei manuali di omeopatia che aiutano a scegliere un rimedio d’urgenza sempre tenendo conto dei sintomi. Generalmente i farmaci unicisti non hanno dei prezzi elevati (ad esempio un tubetto granuli è sui 4 € e dura circa 20 giorni), quindi non è una cura dispendiosa.
Desidero fare cenno ad una evoluzione dell’omeopatia, entrata in auge da pochi decenni, che è denominata omotossicologia.

Essa unisce in un unico farmaco più rimedi, che vanno ad adattarsi a più modalità di presentazione di un disturbo e si adattano di più alla malattia che alla persona, cioè non si va a risolvere la motivazione per cui viene la malattia, ma si cura solo la malattia; i rimedi si trovano sotto forma di pastigliette, gocce, compresse, fiale e hanno dei nomi differenti a seconda delle marche, ad esempio R1, R2, ...(della dr. Reckweg), oppure il nome del rimedio principale in esso contenuto (della Heel), oppure di fantasia (della Loacker per bambini).
Questi farmaci sono generalmente più cari e spesso ne vengono prescritti più di uno contemporaneamente.
Infine per completare il quadro, segnalo che ci sono dei medici che si definiscono naturopati e ritengono di curare mescolando omeopatia, omotossicologia, fitoterapia, fiori di Bach e altro creando molta confusione e portando la spesa farmaceutica molto in alto.

Seguo l’omeopatia da più di vent’anni e nel corso di questi anni ho letto vari libri sull’argomento, ho conosciuto vari medici omeopatici e ho avuto confronti con altre mamme che come me, seguivano l’omeopatia da più o meno tempo.

Ma cosa vuol dire scegliere per i nostri bambini, o per noi stessi, le cure omeopatiche?
Significa principalmente osservare il bambino nella sua interezza e nella sua unicità, capire perchè è stato colpito da quel disturbo e come esso si sta manifestando, ponendo attenzione a come reagisce il bambino al disagio e cercando dai rimedi omeopatici l’aiuto per far sì che il corpo reagisca, ristabilendo l’equilibrio dell’organismo.
Significa anche decidere di aiutare il nostro bambino a superare la malattia in modo naturale e senza effetti collaterali garantendogli comunque attenzione e cure.
Per poter mettere in condizione il medico o il farmacista esperto di indicarci il rimedio più adatto, dobbiamo porre attenzione al modo di esordio della malattia, alle modalità con cui si manifesta, allo stato generale del bambino, per poterli riferire loro e solo in questo modo il rimedio sarà efficace.
Ad esempio, parlando dei classici disturbi invernali (che poi spesso non sono solo invernali) come il mal di gola, possiamo osservare se peggiora con la degluttizione, se migliora assumendo bevande calde o fredde, se è maggiore al risveglio o alla sera; per un raffreddore si dovrà osservare se ci sono molti starnuti, se cola molto il naso e se lacrimano gli occhi, se il muco è trasparente o giallo.
Per coloro che non hanno la possibilità di contattare subito il medico, possono essere consigliati dei rimedi paragonabili ai classici rimedi da banco venduti in farmacia; per esempio per la febbre può essere somministrata Belladonna 7 o 9 CH 3 palline anche ogni mezz’ora fino a che cala la febbre; per il mal di gola a degluttire si usa Phitolacca 7 o 9 CH 3 palline per 3 volte al giorno o anche più frequentemente nel caso di disturbi molto fastidiosi; per un caso di dolore pungente all’orecchio Apis, stesso dosaggio e modalità di somministrazione.
Oltre ai disturbi invernali, alcuni dei nostri bambini spesso lamentano dolori alle gambe, che, come diceva il vecchio detto “sono le ossa che crescono” è in effetti un disturbo legato alla crescita di tutti i tessuti, in tal caso può essere somministrato Calcarea Fosforica 7 CH granuli 3 granuli alla sera per 3 mesi.
Altro disturbo tipico nei bimbi è il “mal di pancia” spesso non bene identificato e altrettanto spesso legato alla sfera psichica, in tal caso Colocynthis 7 CH 3 granuli all’occorrenza, rilassano l’addome anche quello delle mamme durante le mestruazioni.
E se il nostro bambino ha avuto un trauma fisico o anche psichico, nulla di meglio di un pò di palline di Arnica 7 CH granuli sciolte sotto la lingua.
Infine potrei suggerire, in caso di eventi importanti per il bambino e che possono generargli ansia, come una gita senza la mamma e il papà, un esame, una gara, 3 granuli di Gelsenium 7 CH.

Tutti i rimedi di primo approccio che ho citato, vanno somministrati a bocca pulita, quindi un’oretta dopo aver mangiato, e devono essere sciolti sotto alla lingua; nel caso di bimbi piccoli, le palline possono essere sciolte in acqua, senza agitare, in un bicchierino di plastica e somministrate col cucchiaino sempre di plastica anche poco alla volta nel corso della giornata.

Le indicazioni fin qui date possono essere paragonate all’assunzione di somministrazioni da banco e di primo approccio vendute in tutte le farmacie e quindi vale la consapevolezza che se la situazione non migliorasse nel giro di 24/48 ore, o andassero peggiorando, deve essere senza esitazione contattato il medico.

In conclusione voglio aggiungere un aspetto interessante dell’omeopatia e che è stato molto rilevante nella mia famiglia.
Spesso capita che i nostri bambini o noi soffriamo per malattie ricorrenti e tipiche del loro organismo e che ogni approccio alla medicina tradizionale non sortisca altro che l’effetto di risolvere la situazione nel momento in cui si presenta la malattia, ma non riesca a prevenire le forme ricorrenti.
Per semplificare, faccio l’esempio delle otiti, spesso originate da muco bloccato nelle trombe di Eustacchio e che può arrivare ad infettarsi generando un’otite, talvolta con rottura del timpano. In questi casi a nulla valgono aereosol o spary con cortisonici, che gli otorini sempre prescrivono, ma che risultano efficaci solo durante l’utilizzo e non nel proseguo. Ecco in questo caso ha effetti stupefacenti la cura omeopatica non di urgenza, ma di fondo, che può essere prescritta solo dal medico omeopata dopo attenta visita del paziente e specifica solo per quel preciso paziente.

Invito quindi ogni mamma e papà a cercare di mettersi in sintonia con l’organismo nostro e di nostro figlio.

Ultimo aggiornamento 01 Aprile 2008