
Giovanni e Paolo
Cominciamo dall'inizio... dopo 3 anni dalla nascita di Alex io e mio marito abbiamo deciso che era ora di dare un fratellino o una sorellina ad Alex. All'inizio di Agosto del 2006 faccio il test di gravidanza e viene positivo, ma la seconda linea non é molto evidente ed allora, anche su consiglio della mia ginecologa, faccio il test tramite sangue all'ospedale di Magenta. Cinque giorni dopo vado a ritirare l'esito ed il dottore che ha eseguito il test, mi dice che sono sì incinta, ma che il valore rilevato non coincide con le settimane di gravidanza e quindi, o il bambino lo avevo concepito tardi, o lo stavo perdendo.
Fuori dall'ospedale ho cominciato a piangere, però mia sorella mi ha tranquillizzata dicendomi: "Vedrai che lo avrai sicuramente concepito tardi". Chiamo poi la mia ginecologa per spiegarle la situazione ma, essendo inizio agosto, lei é in ferie (e carinamente mi ha risposto al telefono... ci tengo a sottolinearlo) e quindi mi dice "Tu stai comunque tranquilla e ci vediamo al mio rientro".
Arriva la fine di Agosto (ero al secondo mese), faccio la visita dalla mia ginecologa, ed anche secondo lei il bimbo era stato concepito più tardi anche se l'utero le sembra più grosso rispetto all'età del feto.
A fine settembre (terzo mese) torno dalla ginecologa per il controllo, mi sdraio e vedo che fa una faccia strana... al che le chiedo "E' tutto a posto? Non farmi spaventare!"... lei mi risponde che "Sì è tutto a posto, ma sono due!" (da qui si spiegava la dimensione dell'utero)... ricordo che in quel momento non ho pensato a come avrei fatto con due bimbi, ma la mia unica preoccupazione era per il parto... quello sì che mi faceva paura visto che erano due!
Mi spiega che é una gravidanza monocoriale monoamniotica e che mi avrebbe preso appuntamento al Buzzi visto che preferiva farmi seguire anche da loro... in quel momento ricordo che lei al telefono disse alla Dottoressa "Lo so che è ancora presto, ma voglio che la guardiate"... ammetto che questa frase, non so perchè, mi aveva lasciato un po' perplessa...
Dieci giorni dopo mi ritrovo così al Buzzi e quando incontro la Dottoressa Rustico lei mi domanda "Non sa perché la sua ginecologa l'ha mandata così presto da noi?", ed io "No, mi ha detto solo che la mia gravidanza è una monocoriale monoamniotica". Mi visita e poi mi fa accomodare in un'altra stanza dicendomi che doveva parlarmi e, dal tono usato, ho capito che c'era qualcosa di importante che dovevo sapere... in quel momento mi son sentita davvero male, ma per fortuna con me c'era mia sorella che continuava a ripetermi di stare tranquilla ed ho cercato di seguire il suo consiglio... nel frattempo torna la Dottoressa Rustico che mi dice "Come le ha detto la sua ginecologa, la sua gravidanza è una monocoriale monoamniotica. E' già una gravidanza delle più rare, ma nel suo caso c'è anche il problema che i cordoni non sono due separati ma è uno solo che poi, ad un certo punto, si divide formandone due che a loro volta si intrecciano formando un nodo... il rischio è che si "strozzi" il nodo e quindi che i bimbi muoiano improvvisamente".
In quel momento ero molto spaventata, ma la mia risposta è stata "Non fa niente andiamo avanti"... valeva, secondo me, la pena di rischiare anche se sapevo che avrei avuto davanti un percorso difficile che sarebbe potuto diventare molto doloroso...
Da quando sono uscita dall'ospedale fino a sera ho pianto... ero decisa ad andare avanti (non avrei mai abortito di mia spontanea volontà), ma la paura era ovviamente tanta...
Lo stesso giorno ho chiamato anche la mia ginecologa per farle sapere quello che mi avevano detto in ospedale e lei, ad un certo punto, mi ha chiesto "Sono divisi vero?" e, quando le ho detto di sì, ha aggiunto "Adesso te lo posso dire... ti ho mandato lì così presto perché pensavo fossero gemelli siamesi, ma fortunatamente non lo sono. Lo so abbiamo un grosso problema, ma fatti forza! Vedrai che ce la faremo!".
Da quel giorno ho cominciato ad andare al Buzzi ogni dieci giorni ed il primo mese è stato il più duro... tutte le volte che uscivo di lì ero in lacrime... poi sia mia mamma che mia sorella han cominciato a ripetermi "Non puoi andare avanti così anche perché loro lo sentono... devi star tranquilla!". L'unica cosa che in quei momenti chiedevo a Dio era che, se proprio doveva portarmeli via, di portarseli via il prima possibile perchè più avanti andavo e più loro facevano parte di me!
Ricordo che un giorno, improvvisamente, alla mia ginecologa ho detto "Sento che ce la faranno!" e la sua risposta, come quella della Dott. Rustico quando l'ho ripetuto pure a lei, è stata "Se te lo senti, allora vuol dire che sarà così".
Arrivata alla 25 settimana ho cominciato a parlare di più con i miei bimbi e continuavo a ripeter loro di non farmi scherzi... che non potevano lasciarmi a metà strada. La Dottoressa Rustico mi aveva detto che dovevamo riuscire ad arrivare almeno alla 32 settimana (emergenze a parte ovviamente)...
Alla 28+4 vado a fare la normale visita di controllo (era un venerdì) e, dopo la visita, la Dottoressa Rustico mi dice di aspettare un attimo fuori perché voleva andare a parlare con il Professor Nicolini della mia situazione. Al suo ritorno mi comunica che dall'eco avevano visto che la situazione era peggiorata perché i cordoni erano più tirati e, visto che li avevamo portati fino a lì, era assurdo tenerli in pancia, magari anche solo un'altra settimana, rischiando di perderli, e che quindi loro preferivano ricoverarmi la domenica e farmi partorire il lunedì a 29 settimane... dicendomi chiaramente che dei rischi c'erano comunque, ma che dentro di me ne avrebbe forse avuti più che fuori! Prima di mandarmi a casa con il foglio per il ricovero per la domenica mi han fatto una puntura di cortisone e me ne han prescritta una per il giorno dopo (che mi ha fatto mia mamma a casa)... il cortisone serviva a far sviluppare prima i polmoni dei miei bimbi visto che a 29 settimane non sono del tutto formati.
La domenica entro in ospedale, mi fanno tutti gli esami e controllano più volte (nell'arco della giornata) i battiti dei miei piccolini.
Il lunedì alle 10:00 mi portano in sala operatoria, ma ora che entro si fanno le 11 perchè in un'altra stanza un bimbo non vuole decidersi ad uscire.
In sala parto l'atmosfera é serena ed i medici e le infermiere ridono e scherzano con me! L'anestesista é simpaticissima e bravissima... io sono agitata per la spinale ma devo dire che tutti loro mi han tranquillizzata... effettivamente la spinale non è poi così tanto dolorosa.
Alle 11:30 nasce Giovanni (1170 kg.) e, visto che piangeva e che quindi respirava da solo, me lo hanno fatto vedere un po' più da vicino, mentre Paolo (1160 kg.), nato alle 11:31, non ha pianto... in quel momento mi sono spaventata ed ho chiesto spiegazioni al Dottore che mi disse "Stia tranquilla, è tutto a posto... solitamente i bimbi nati così prematuri non piangono, Giovanni ha pianto perché si vede che ha già dei bei polmoni!".
Subito dopo han detto a mio marito di salire poi in terapia neonatale perché avevano bisogno di parlargli di un problema che aveva uno dei due gemellini senza specificare nulla... io, mio marito ed i miei famigliari ci siamo preoccupati molto, ma quando abbiamo saputo che si trattava "solo" di un problema alla manina di Paolo (provocato dal nodo e dal fatto che Giovannino lo schiacciava un pochino), abbiamo tirato un sospiro di sollievo... Paolo ha praticamente una piccola malformazione congenita alla manina sinistra.
Quel giorno i miei bimbi li ho visti solo in foto perchè ovviamente avevo bisogno di riposo.
Il giorno dopo, su una sedia a rotelle, sono andata su in terapia con mio marito, ammetto che quando lì ho visti non mi hanno fatto una bella impressione.
Con i miei bimbi sono stata due mesi in terapia (Giovanni e Paolo hanno avuto una "crisi" solo il secondo giorno per fortuna) e devo dire che mi sono trovata benissimo perché c'era un bel clima tra mamme e personale medico, sembrava di essere in famiglia!
Con alcune mamme ho instaurato un bellissimo rapporto e tuttora ci sentiamo e vediamo.
Un paio di giorni prima di far uscire i piccoli, il Dottore mi ferma e mi dice "Signora i bambini devono restare ancora una settimana perchè dobbiamo fare una risonanza magnetica a Giovanni visto che, dove c'è l'osso sacro, ha all'interno un pezzo di carne crescente. Vogliamo capire se è attaccato alla spina dorsale o meno perchè, se dovesse essere attaccato, il bambino potrebbe avere dei problemi a muovere gli arti inferiori. Già che ci siamo facciamo a tutte e due una risonanza alla testa, ma non si deve spaventare perché questa la facciamo di prassi ".
In quel momento mi è crollato il mondo addosso ed ho cominciato a piangere perchè dopo tutta la gravidanza, il parto ed i due mesi a fare avanti e indietro dall'ospedale ero davvero stanchissima! Mi ero poi fatta già l'idea di andare a casa con i miei bambini e quella notizia mi ha spiazzata e fatta andare in ansia per il mio Giovannino!
Per fortuna quella settimana è passata, la risonanza alla testa di entrambi i bimbi non aveva riscontrato nessun problema e quella di Giovanni alla spina dorsale pure... fortunatamente il pezzo di carne crescente non è attaccato, ma va comunque tenuto sotto controllo.
Quando li ho portati a casa i miei bimbi erano cresciuti bene, Giovanni pesava 2070 kg., mentre Paolo 2060 kg.
Giovanni e Paolo sono ovviamente identici ma, quando sono vicini è facile, per me e per chi li conosce bene, riconoscerli perché Giovanni ha la fronte leggermente più stretta di Paolo, ma è dovuto solo alla posizione in cui era quando era in pancia.
Ora sto solo aspettando di sapere di preciso, dall'ospedale di Magenta, quando opereranno Paolo alla manina... mi han detto che lo vogliono rivedere a Luglio per poi decidere se operarlo subito o a Settembre (saranno sicuramente 2/3 interventi). Lui la mano la usa benissimo e, secondo il chirurgo potrebbe tenerla anche così, ma io e mio marito preferiamo farlo operare perché non vogliamo assolutamente che, crescendo, possa avere problemi ad accettare il fatto di avere la manina così... considerato poi che, all'asilo come a scuola, a volte i bambini possono essere "cattivi". Se io e mio marito abbiamo fatto questa scelta, è solo per lui.
Nadia
Ultimo aggiornamento 14 aprile 2008