Sono Barbara e ho 39 anni a maggio!!! Questo per iniziare a dire che NESSUNO si deve scoraggiare!!!! Io e Fabrizio conviviamo dal '91 e nel '98 ci siamo sposati. Dopo un po' di tempo abbiamo iniziato a cercare un bimbo. Dopo quasi un anno, abbiamo capito che qualcosa non andava. Ci siamo rivolti al mio ginecologo il quale ci ha subito dirottati all'Ospedale S. Orsola di Bologna (città dove abito), al reparto fecondazione assistita per i primi esami di base.
Le mie tube, fortunatamente non hanno problemi, ma lo spermiogramma di Fabrizio è abbastanza penalizzante.
Iniziamo con la stimolazione (punturone tutte le sere per 15 giorni!!), per poi arrivare alla maturazione dei follicoli dove, a quel punto, mi inseriranno il liquido seminale di Fabrizio.
Niente da fare.
Arrivano le maledette mestruazioni.
Fatto sta che dopo 4 tentativi, ci indirizzano a fare una Fivet.
La Fivet è sempre la stimolazione, ma con l'asportazione dei follicoli che verranno messi insieme agli spermatozoi selezionati.
Preciso che ci sono liste chilometriche per accedere a queste tecniche e l'attesa varia da ospedale ad ospedale.
A Bologna l'attesa è di 8-12 mesi!!!!!!! Vi rendete conto? A pagamento, chiaramente, non esiste lista di attesa, ma chi ha 4 mila euro a disposizione per OGNI TENTATIVO??? Calcolate che la percentuale di riuscita si aggira al 30%.
Inizio a vedere cosa trovo su internet a riguardo e scopro un sito www.mammeonline.net , dove esiste un forum con persone tutte messe nelle mie condizioni.
In questo forum ho trovato amiche davvero speciali che tutt'ora vedo.
Tramite una ragazza di Milano, riesco a farmi mettere in lista all'ospedale S. Paolo e lei si offre per ospitarmi a casa sua durante il trattamento.
In questo forum ho condiviso lacrime di gioia tutte le volte che una di noi ce la faceva e altrettante lacrime per tutti i nostri fallimenti e vi giuro che
erano tanti.
Coppie che, come noi, hanno girato l'Italia e che a vicenda ci ospitavamo a casa l'una dell'altra per risparmiare i soldini dell'albergo.
Una vera amicizia di quelle con la A maiuscola.
Nel gennaio 2002 mi chiamano a Milano per la Fivet.
Preparo la mia valigina e con gli occhi lucidi saluto mio marito che dovrei rivedere dopo circa 15 giorni per la raccolta del liquido seminale.
La mia amica abita fuori Milano e ricordo che, alla mattina, mi alzavo alle 5 per prendere il bus e la metropolitana per poter essere alle 7,30 all'ospedale.
Mi facevo da sola le punture sulla pancia con la conclusione che a metà stimolazione ho dovuto rinunciare, perché la risposta alla stimolazione era scarsa.
Non so quante lacrime ho versato sul treno che mi riportava a Bologna.
Il mio cuore era disintegrato e uguale le mie speranze di diventare madre e di dare un cucciolo a Fabrizio.
Decidiamo di rinunciare e di abbracciare il discorso adozione.
Ho sempre desiderato adottare un bambino e non è detto...
Le stimolazioni erano diventate ormai una guerra tra me e loro.
Troppo stress.
Iniziamo a fare i colloqui per l'adozione e ci innamoriamo di questa cosa.
Iniziamo a sentirci finalmente genitori ed è una cosa meravigliosa.
Unico neo: i costi proibitivi!!!
Decidiamo intanto di regalarci un viaggetto nel Mar Rosso e poco prima di partire, mia cognata incinta di due gemelli, li perde al 5° mese.
La botta finale...
Ero morta, morta dentro.
Partiamo con una coppia di amici, la mia migliore amica e una amica comune.
Il viaggio è andato benissimo e al ritorno, troviamo un messaggio in segreteria dell'Ospedale di Reggio Emilia (eravamo in lista anche lì) che ci dice che era giunto il nostro turno per la fecondazione.
Che fare? Reggio Emilia è vicina e non penalizzerebbe né casa, né lavoro.
Decidiamo tentare!!!!
Questa volta faranno una ICSI.
Oggi quel tentativo si chiamano ELISA E LUCA.
Non abbiamo abbandonato l'idea adozione ma solo "congelato" la domanda.
Rimane sempre nei nostri cuori e chissà se un giorno...
Con immenso affetto a tutte le coppie che stanno affrontando il nostro percorso con un consiglio mio personale.
NON MOLLATE.
NON MOLLATE