Io ed Enrico (mio marito) ci siamo incontrati "tardi" (30 anni); lui aveva un matrimonio alle spalle, da cui non aveva avuto figli. Io ero sola dopo un paio di esperienze deludenti. Dopo qualche tempo abbiamo deciso di convivere e dopo un anno di convivenza abbiamo pensato che era il momento di avere un bambino. Io prendevo la pillola e, su consiglio della ginecologa della ASL, ho smesso e, senza farmi fare particolari esami, ha detto che potevamo tranquillamente provare ad avere un figlio.
Dopo un paio di mesi non avevo più il ciclo, ma non ero incinta. Mi sono rivolta allora ad una ginecologa privata che ci ha fatto fare esami del sangue, del liquido seminale, ecografia transvaginale ed è risultato che producevo troppi follicoli che, quindi, non riuscivano a "maturare". Mi ha prescritto il Clomid per alcuni mesi, ma visto che anche così non sono rimasta incinta, mi ha indirizzata al Centro Sterilità dell'Ospedale Mauriziano di Torino. Li mi hanno fatto fare ulteriori esami (quali sonosalpingografia, Post Coital Test) ed è risultata un'incompatibilità tra liquido seminale e muco vaginale. Abbiamo fatto 6 IUI (inseminazione intrauterina) senza ottenere risultati ed intanto erano passati circa 2 anni e mezzo. La dott.ssa del Centro ci ha quindi proposto la FIVET, spiegandoci che al Mauriziano non era possibile farla e che quindi le alternative erano: l'Ospedale S. Anna, con tempi di attesa di circa un anno, o un centro privato. Abbiamo optato per il centro privato (PROMEA di Torino) dove abbiamo fatto ulteriori esami (quali il Cariotipo) e a Settembre 2002 siamo partiti con il trattamento: iniezioni di Gonal F e Decapeptyl, per stimolare la produzione di ovociti; quindi il Profasi circa 24 ore prima del prelievo degli ovociti. Gli ovociti erano 15, ma solo 7 di buona qualità; uno poi l'hanno scartato dopo perché era stato fecondato in modo anomalo. Due giorni dopo il prelievo sono tornata al Centro per il transfer (era il 6 novembre 2002) degli embrioni fecondati. Me ne hanno trasferiti 3 e 2 sono rimasti lì per otto mesi!! Ora si chiamano Federico e Filippo. Al Promea ho trovato un bell'ambiente, professionale e umano; ti mettono a tuo agio e ti trattano come una persona e non come un numero (come ho sentito dire che accade in altri posti). Il costo (anche questo è importante) è stato di circa 2500 eurro, ma io e mio marito (nel frattempo, al settimo mese di gravidanza, ci siamo sposati) abbiamo deciso di provare per non lasciare nulla di intentato e poi avere dei rimpianti e devo dire che abbiamo fatto bene! Quando ho scoperto di essere incinta ero felice ma anche un po' preoccupata, perché avevano appena diagnosticato a mia mamma un tumore al seno. I primi mesi di gravidanza, quindi, li ho vissuti con dei sentimenti altalenanti: da una parte ero contenta perché tutto sembrava procedere bene, dall'altra ero preoccupata per mia mamma, non solo dal punto di vista fisico, ma anche per la sua stabilità psichica; lei infatti era convinta di morire e che non avrebbe mai visto i suoi nipotini. Fortunatamente ora posso dire che stiamo tutti bene, grazie anche all'aiuto di uno psicologo per mia madre, che è felicissima di fare la nonna, anche se a volte è un po' stanca, come del resto tutti noi! Ma la felicità che proviamo ogni giorno nel vedere il sorriso ed i progressi dei nostri bimbi ci ripaga di tutte le fatiche!!