Mi chiamo Giovanna e sono la mamma di tre splendide creature. Il mio viaggio inizia qualche anno fa,quando pensai di aver un figlio, ingenuamente pensai che fosse la cosa più semplice che si potesse fare...

Ora mi rendo conto e so che non è così, mi sbagliavo, a volte quando non si provano certe esperienze sulla propria pelle non si capisce...
Con il passar del tempo fu chiaro che c'erano dei problemi, così iniziammo a fare delle analisi (non ho ancora capito perché si pensa subito alla donna) e a parte piccole cose... non risultò nulla di nulla, così passammo a mio marito, gli facemmo fare uno spermiogramma ed iniziammo a capire qualcosa.
Subito dopo, iniziò una serie di indagini tra cui il cariotipo: ecco fatto, trovato il bandolo della matassa, era un "problema" genetico...
Ci mettemmo subito in moto, interpellammo il genetista più bravo, il genio dei libri, il professor Dalla Piccola, che lesse tutti gli incartamenti e decretò senza la minima emozione che si trattava di due sindromi piuttosto serie: la sindrome di Patau e quella di Down.
Subito dopo andammo da un andrologo (ovviamente quello più quotato) che, senza mezzi termini, mi disse: "Cara signora, lei non potrà MAI diventare madre, si rassegni!".
Presi coraggio e dissi: "Professore non c'è nessuna speranza? Neanche nei centri di fecondazione assistita???" Lui mi guardò e disse: "No"!!!!!!!" "Ma neanche all'estero????" E lui "No!!!!!!!!!"
A quel tempo, frequentavo un forum dove c'era una sezione chiamata Cicognine, dove molte altre ragazze - nel bene e nel male - stavano vivendo il mio stesso dramma (la prima cosa che ti passa per la testa in questi casi è il sentirti sola, è l'essere convinta che solo a te sta accadendo e che nessuno ti può aiutare).
Con il loro aiuto e con la forza che inconsapevolmente avevo non mi arresi, andai avanti e cominciai a cercare su internet... trovai molti centri sparsi in tutta Italia e, con alcuni di essi andammo a parlare, poi un giorno lessi di un centro a Bologna chiamato Sismer che aveva la biopsia dell'embrione... (tengo a precisare che prima di iniziare questo lungo cammino, ero ignorante su tutta la materia e, soprattutto, sui termini medici). Andammo ed iniziammo la terapia ormonale, con la quale riuscimmo ad ottenere tredici ovociti (un numero molto alto) per poter fare una ICSI. Di questi, però, tra fecondazione e biopsia, ne rimasero solo due... pochi ma buoni... così facemmo il transfert e tornammo a Roma dove per quattordici giorni non si fece che pregare e sperare... Il 15° giorno feci le beta e risultarono lievemente positive... Vista l'ansia chiamai la mia ginecologa e presi appuntamento per fare un'ecografia, c'era... uno, ma c'era! Tutta felice chiamai il centro e concordammo di aspettare altro tempo per poter essere sicuri, detto fatto passarono altri venti giorni e facemmo un'altra ecografia, c'erano due cuori che battevano, eravamo emozionatissimi ed al settimo cielo... Visto la problematica, decidemmo di fare l'amniocentesi e nella visita preliminare il medico ci disse: "Signori ci sono due cuori che battono" tutti euforici rispondemmo... "Si, si, lo sappiamo..." lui ci guardò e sogghignando ci disse: "Avete parti gemellari in famiglia?" Noi sempre tranquillamente: "Sì ,ma perché?"" LUI: "Perché sono tre..." Io: "Tre!!! Lory... tre!!!" e lui: "Sì signora, un embrione si è sdoppiato, quindi ha tre cuori".
Che dire, restammo senza parole, ma fummo orgogliosi e soddisfatti di non esserci arresi. Adoriamo i nostri figli, adoriamo la nostra vita pur essendo pieni di paure, se dovessimo tornare indietro rifaremmo tutto da capo e li rivorremmo tutti e tre...