Incoraggiamo la differenziazione

Il decalogo di  Patrizia, mamma di tre bambini vicini d'età

 


Arianna e Davide, figli di Barbara (detta Ildefonsa)

  • Vestiti diversi: Eh sì, magari stesso modello ma diversi. Possibilmente al momento dell'acquisto, una volta che la mamma ha deciso cosa comprare, far scegliere al bambino il colore o un modello simile e dopo l'acquisto non 'cedere' il capo all'altro bambino dicendo cose tipo 'tanto è uguale se ti metti questo' oppure 'il tuo è a lavare, prendi questo'.... emergenze a parte, naturalmente. Nell'armadio possibilmente ante separate, con ciascuno uno spazio per i propri capi di vestiario o in mancanza di spazio suddividere in destra/sinistra. Se i capi vengono passati dal più grande al più piccolo non sottolineare ogni volta che il piccolo li indossa 'questo era della sorellina, ti sta bene come a lei' o 'era bellissima con questo vestito' o cose simili.
    Se si può, con le femminucce è un po' più facile, rinnovare il capo con qualche applicazione anche piccola tipo uno strass o un ricamo 
  • Giocattoli diversi: Diversi sì, ma proprio suddivisi in mio e tuo.
    A casa mia per esempio i giocattoli sono in ceste e tutti e 3 giocano insieme. Non ho mai voluto farli dividere in mio/tuo/suo anche perché i bambini dormono nella stessa stanza. Una psicologa invece mi ha dato questo consiglio: sarebbe meglio che ogni bambino avesse almeno un paio di giocattoli proprio suoi, che gli altri fratelli non hanno il diritto di toccare e che i genitori difendono. All'inizio mi è sembrata una cosa stupida, ma adesso che ci ho riflettuto non mi sembra più una cavolata. l'altruismo o il piacere di giocare insieme non devono essere una forzatura, devono venire piano piano, in fondo anche noi adulti mica mettiamo tutto in comune anche in famiglia! Ci sono i miei libri e quelli di mio marito, c'è il mio profumo, il mio spazzolino, i miei cd....
  • Cassetto dei segreti: Ritagliare uno spazio proprio per ogni bambino. Un cassetto, una scatola, con sopra scritto in grande il nome del bambino dove il bambino potrà mettere quello che crede al riparo degli sguardi degli altri e a cui solo lui potrà accedere. Questo 'trucco' in attesa di avere una mega villa con almeno 4 camere da letto
  • Ritagliare degli spazi singoli con i genitori: Io ho 3 figli vicini di età, e quindi qualche 'problematica' ricollegabile alla gemellarità.
    Una di queste è stata sicuramente l'organizzazione di spazi propri per ciascun figlio con la mamma od il babbo oppure tutti e 2 i genitori contemporaneamente. In questo periodo siamo messi cosi:
    • martedi tutto con la mezzana, senza asilo e con psicomotricità nel pomeriggio
    • giovedi tutto con il piccolo e faccende in casa
    • sabato mattina tutto con la grande, spesa o passeggiata o shopping selvaggio.
    • Alla sera, ogni tanto, spesso il venerdì, c'è il lettone a disposizione per uno con chiacchierata al buio o lettura di un libro.
  • "Venderli" un giono a settimana, a turno, a nonni o zii disponibili: io ogni tanto lo faccio ma devo fare i conti con i miei sensi di colpa. Vedo i miei bimbi così poco fra impegni di lavoro ed altro che lasciarli ai nonni a volte mi sembra una cattiveria, invece per loro è solo una ricchezza!
  • Cena/pranzo fuori casa: Portarli al ristorante, pizzeria o fast food ogni tanto. Magari in una città vicina prendendo il treno anche solo dalla mattina alla sera, o partendo apposta per andare a mangiare da McDonald's. Piccole cose che, per loro, sono un'avventura e un grosso stacco dalle abitudini della famiglia.
  • Fargli scegliere, a turno, un menu una volta a settimana: possibilmente facendo insieme l'acquisto degli ingredienti necessari per la sua realizzazione. Magari è un po' dura, ma potrebbe essere divertente! Ci ritroveremo a mangiare spaghetti con la Nutella? Boh!?!
  • Pettinature diverse: non fare portare a tutti e due per forza i capelli nello stesso modo, ma chiedere che cosa preferiscono. In caso di capelli lunghi, cercare di differenziare le pettinature: chi con i codini, chi senza, chi con la coda di cavallo. Anche questo nell'ottica di dare a ciascuno il proprio spazio. Se vogliono entrambi i capelli corti ok, ma evitate di entrare dal parrucchiere eclamando "Me li fa uguali?"
  • Il nome: noi a casa tendiamo a dire spesso le bambine. Bisognerebbe invece fare un piccolo sforzo per usare il nome di battesimo che gli abbiamo dato... magari può essere un po' faticoso dire "Elisa e Silvia andate a lavarvi le mani" invece di "bambine andate a lavarvi le mani!", ma alla fine può anche essere piacevole!
  • Domande: Cercare di fare domande complete e dettagliate. Niente "volete il gelato?" meglio " Elisa a che gusto vuoi il gelato?" oppure "Prendi il gelato alla fragola anche oggi?", sottolineando così che ci ricordiamo i suoi gusti e le sue preferenze... insomma che facciamo attenzione a lei come singolo individuo e non al gruppo in quanto tale.
     

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Un altro consiglio da parte di Betty (mamma di tre gemelli):
Al momento della scelta dei nomi un medico mi aveva fatto riflettere su un punto molto importate... Alla fine poi non l’ho seguito ma ho scelto i nomi in base ai gusti, però forse può essere utile: Nella scelta dei nomi di gemelli bisognerebbe sempre tener conto che siano all'incirca della stessa lunghezza. Per esempio non Ada e Alessandra, perché il giorno che impareranno a scrivere una avrà imparato il nome in un battibaleno mentre l’altra sarà frustratissima perché ci metterà una vita in più ad imparare!!!!
 

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Prof.ssa Liana Valente Torre: esperta della tematica gemellare, già professoressa di Psicodiagnostica del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino, ideatrice del Progetto Gemelli, attualmente in pensione. Ha organizzato tre convegni sui gemelli ed è autrice, oltre che di diversi articoli sul tema gemellare, dei volumi [I gemelli. Il vissuto del doppio] e [La singolarità del doppio]:

I consigli che avete dato sono senz'altro molto utili.
E' bene mettersi in condizione di identificare ciascun bambino con immediatezza (senza esitazioni) anche quando è da solo, in qualsiasi situazione. è bene fare in modo che ciascuno abbia un proprio riferimento logistico in casa (non stesso letto, tavolini separati, ecc.).
Cercate di interagire individualmente con ciascun gemello e fate vivere a ciascun bambino momenti (ore, giorni, notti) da figlio unico, affidandolo a nonna, zia, zio, ecc. Non permettete che siano chiamati "gemelli", confidando in una spontanea diversificazione nei processi di maturazione psichica e aprendo la casa ricreando la ricchezza relazionale della famiglia allargata, di un "cortile".
È importante soprattutto organizzare delle situazioni che abituino a pensare ai gemelli non come ad una coppia e a separarli nettamente nei pensieri, nei programmi, nei giudizi, che non dovrebbero mai essere comparati, mai scaturire da confronti.
Deve essere consentito a ciascun gemello di percorrere idealmente una propria strada che non coincide con quella del cogemello anche se talvolta, o spesso, la interseca; una strada ripercorribile nella memoria con la sicurezza dell'unicità dei ricordi.

 Ultimo aggiornamento: giugno 2005