Un'esperienza negativa di allattamento in ospedale

 

Lucia 

Lucia, mamma di Alessio e Massimo

 

Sono ormai risaputi gli enormi vantaggi che l'allattamento al seno offre rispetto a quello artificiale, fra questi: una maggiore intimità con i neonati, la composizione del latte materno che contiene fra le altre cose anticorpi ed agenti immunitari, la disponibilità immediata del latte sempre pronto e gratuito. Nei parti multipli, dove i neonati nascono spesso prematuri e/o di peso minore, il vantaggio procurato dal fatto di essere allattati al seno è particolarmente importante ed evidente. Ma, perchè tutto questo si realizzi con soddisfazione della mamma e dei neonati, è necessario che la mamma venga supportata con competenza. Alcune volte, infatti, arrivare al parto correttamente informati ed avere fiducia in se stesse non è sufficiente. Spesso, il fallimento dell'allattamento è riconducibile ad una partenza errata nella lattazione ed alcune volte è dovuto a delle posizioni sbagliate che provocano dolori e ragadi al seno alla madre e scarsità di latte con insoddisfazione dei bambini. Ecco la testimonianza di una mamma che non è stata supportata correttamente, probabilmente perchè il personale non è stato sufficientemente formato sull'allattamento in generale e su quello dei gemelli in particolare. 
 

L'esperienza avuta al presidio ospedaliero del Mugello - Borgo San Lorenzo (Firenze) la definirei unica. L'accoglienza è stata delle migliori, avevamo una piccola stanzina solamente per noi, un bagno tutto nostro, la comodità di poter far stare per tutta la notte un aiuto (cosa importantissima per un parto gemellare...). Tutto il personale ha molto interiorizzato il concetto di "ospedale amico del bambino" (riconoscimento che ha avuto in questo mese di gennaio) dove ti insegnano con molta pazienza cosa è giusto fare per un pronto allattamento e per creare subito un bellissimo feeling madre-figli. Fin dall'inizio ho seguito i loro consigli, allattandole tutte le volte che piangevano e a medicarmi le ragadi che si stavano formando sui capezzoli, mediante la spalmatura sugli stessi di latte mio o colostro qual dir si voglia... Importante è stato il loro contributo a non preoccuparmi di Clara che per i primi due giorni di vita non mangiava ma vomitava, in quanto (a sentir loro) parte integrante del viver quotidiano. Pensate, anche di notte avevo sempre una infermiera e/o ostetrica (non so ancora riconoscere l'abbigliamento dell'una o dell'altra) ad aiutarmi a far attaccare al seno le mie creature, in quanto mi stavo un pò perdendo d'animo. Solamente quando a tarda serata del loro terzo giorno di vita un'anima buona si rese conto che forse non era proprio normale che Clara vomitasse di continuo, cominciai a mettere in discussione quanto insegnatomi da loro con quanto imparato nel viver quotidiano. Mio marito poi, mangiò proprio la foglia... Le bambine perdevano peso ogni giorno (PER LORO ERA NORMALE), mentre Sofia si difendeva ciucciando disperatamente i poveri capezzoli ormai compromessi (tutte le volte che le attaccavo piangevo dal dolore), Clara non ne voleva sapere di nutrirsi, anche se poverina si attaccava per ben due ore alla volta. Nonostante che mio marito abbia preso di "petto" un'ostetrica di turno, preoccupato del fatto che Clara prendeva in due ore di poppata solo 10-15 grammi (per sapere quanto mangiava la pesava di nascosto), ella stessa continuava dicendo convinta che era solo una questione di tempo, non importava una "giunta" con latte artificiale. Ma il tempo era tiranno, le mie figlie la notte di giovedì 21/12/2006 me la fecero fare in bianco: era tutto un piangere... non potevo dare loro niente: niente ciuccio, niente latte artificiale, niente tettarelle per i miei poveri capezzoli, ma solo il mio latte che già maledivo di aver ancora dai dolori che sentivo. La mattina dopo, alla visita, il dottore prese provvedimenti per Clara che nel frattempo era calata di 390 grammi, cioè il 15% del peso che aveva alla nascita.... e mentre io piangevo a dirotto davanti a lui (portata da un'infermiera che mi aveva visto in "coma" nella camera) spiegandogli che non potevo andare avanti così perchè questo era un calvario, non un sogno durato 4 anni e 9 mesi di impegni, esami, tentativi falliti, ecc.., gli dette 30 grammi di latte artificiale ad ogni poppata pensando che se non avesse ripreso un po' di peso non l'avrebbe potuta dimettere il giorno dopo... Grazie al cielo, la bambina riprese 90 g in 24 ore e sabato 23 dicembre venimmo via da quello che mio marito ritiene sia il "BRACCIO DELLA MORTE". Disgraziatamente questo è tutto vero, senza averci messo tanta enfasi e tanti aggettivi che mi piacerebbe scrivere al riguardo di un ospedale che, pur di prendere i sussidi dalla UNICEF con il titolo: "ospedale amico del bambino", diventa cieco davanti alle particolari esigenze di una madre come me che, come mi hanno detto poi (e mi dicevano tutti), "Non potevo allattare da sola subito due bambini" perchè il latte materno non può bastare a sfamarle entrambe..... Il personale del reparto è stato carinissimo, nella pazienza donatami, ma non capisco perchè sono tutti ciechi davanti a tali situazioni, anche se non ero l'unica a passare in ospedale momenti simili. Evidentemente dai cartelli che tappezzano il reparto, l'UNICEF fa una campagna contro le ditte che producono il latte artificiale e tutto quello che orbita attorno come ciucci, biberon, ecc... e l'ospedale di conseguenza si adegua...., ma la mia domanda è: cosa c'entrano le mie creature con questa campagna politica??
Anche il cesareo programmato è un evidente sistema artificiale di nascita, forse più contronatura che non di un ciuccio sostituibile benissimo da un "pollice"!!. Per concludere dico che due giorni dopo il rientro a casa, ho avuto la visita di una carinissima ostetrica del consultorio di Borgo San Lorenzo che mi "rimise al mondo" perché mi fece usare i biberon per l'allattamento, i ciucci per il dopo pasto, i paracapezzoli e la pomata al cortisone per le ragadi, che nel frattempo mi avevano portato la mastite con febbre tale che il latte che mi tiravo (perchè era impossibile farle attaccare) lo buttavo via dal pus che usciva fuori... La sapete l'ultima?? Alla domanda dell'ostetrica del consultorio che mi chiese quanto latte gli davo quando le dissi che dormivano tanto, le risposi che l'ospedale, sulle dimissioni di Clara, scrisse che dovevo integrare la poppata con 30 g di latte Mellin 1; e dato che con la nostra bilancia elettronica vedevamo che Clara prendeva 10 g, noi in tutto davamo alle bambine solo 40g di latte contro gli 80 g che un bambino dovrebbe prendere dopo 8 giorni di vita!!!!. Penso che nessuno degli operatori dell'ospedale sia cattivo o lo faccia per far male a qualcuno, ma nonostante tutto questa è stata la mia personale esperienza, dove ancora oggi ne ho evidenti tracce a livello psicologico ... senza aggiungere tanto... anche io ho voluto partorire a Borgo San Lorenzo, perchè decantato come uno dei migliori, ma non mi sento per ora di esprimere dei giudizi o dare consigli se qualcuno me li chiedesse... Mio marito vorrebbe portare la storia davanti all'opinione pubblica ma per ora preferisco non pensarci... tanto come dice lui: Il Gabibbo non scappa mica...

 

Silvia B. (mamma di Sofia e Clara nate il 19/12/2006)

Ultimo aggiornamento 15 Maggio 2008