
Elvira, con Lorenzo ed Alessandro
Quando mi si diceva o mi capitava per caso di sentire da amici o parenti che stavano passando la frase:”Quello del genitore è il mestiere più difficile del mondo”, non sapevo se sorridere fingendo accondiscendenza o guardare con indifferenza da un’altra parte per mascherare l’imbarazzo, o ancora rispondere per le rime che ci sono ben altri mestieri molto più difficili.
Beh, non avrei mai immaginato che uno di questi sarebbe capitato a me. Perché io non saprò mai quanto sia difficile il mestiere del genitore. A me è capitato un mestiere molto simile eppure tanto tanto diverso, il mestiere del genitore di gemelli.
Le difficoltà dell’essere bi-genitore, è inutile nasconderlo, sono tante; è dura, incredibilmente. Allattare, svezzare, accompagnare due bimbi della stessa età nella crescita richiede un grande impegno, una dedizione grande e una ancor più grande pazienza.
Quando sognavo di essere mamma immaginavo tutto come una cosa naturale, scontata, facile. Decidere all’ultimo di uscire, anche solo per mezz’ora, ad esempio, e che ci vuole, metti la giacca al pupo, lo carichi in macchina e via.
Per me, per un bi-genitore invece, questa cosa non è affatto banale, è solo una dei tanti piccoli grandi traguardi da superare. Uscire spesso significa organizzare un trasporto problematico; l’ascensore, invenzione utilissima ai più, per un bi-genitore può rappresentare una barriera insormontabile, due piani di scale nel mio caso possono essere altamente deterrenti, se sono da fare con due grosse e pesanti palle da rugby sotto le braccia.
Ci vuole forza, fisica e caratteriale. A chi mi chiede com’è essere mamma di due gemelli rispondo sorridendo che se una persona è forte di natura, diventare mamma o papà di gemelli può anche renderla invincibile. Se una persona magari forte non ci si sentiva affatto, dopo essere diventata mamma o papà di due o più gemelli scoprirà di avere dentro un vulcano di idee e di energia.
Ma essere genitore in generale è forse l’esperienza più inspiegabile e misteriosa che possa capitare ad un essere umano, è un susseguirsi di prime volte, un succedersi di giornate ed eventi memorabili, di piccoli grandi traguardi raggiunti dai nostri piccoli e dal nostro essere mamme o papà, uno scorrere di vita che altrimenti ci sarebbe negato.
Penso alle loro prime volte e una lacrimuccia fa capolino, cerco di ricacciarla indietro ma lei è lì, incastrata nello sbattere delle ciglia. Questo ha fatto alla mia anima l’essere mamma, l’ha resa più sensibile, attenta ai bisogni degli altri.
Se mi guardo indietro mi scorrono davanti i piccoli e grandi scogli che ho superato, a cominciare dal ritorno a casa dall’ospedale, che da un lato mi emozionava e dall’altro mi terrorizzava. Per la prima volta saremmo stati noi gli unici responsabili di quelle piccole, indifese creature che avevamo messo al mondo.
La prima volta che sono rimasta sola con loro la ricordo come se fosse ieri, la paura di non farcela, l’ansia che qualcosa potesse andare storto, le lacrime di disperazione per non riuscire a prenderli in braccio entrambi per tranquillizzarli e cullarli tenendoli stretti stretti, come avevo sempre immaginato di fare quando sognavo il figlio che avrei avuto.
La prima volta che, dopo due ore di preparativi, li ho portati fuori da sola, con orgoglio, fierezza di me stessa e dei miei piccoli, che se ne stavano beati e infagottati nel passeggino a farsi ammirare da tutti, almeno a me sembrava così, perché gli occhi di ogni mamma tolgono ad ogni bimbo qualsiasi difetto.
La prima volta che li ho sentiti ridere insieme, interagendo tra loro, riscoprendosi forse, ritrovandosi dopo un periodo di tempo in cui forse avevano perso consapevolezza di essere legati insieme per la vita.
La prima volta che barcollando sorpresi e anche un po’ spaventati si sono lanciati verso la fantastica avventura della vita, con tutte le sue incredibili scoperte.
E le tante, meravigliose prime volte che ancora mi aspetto di vivere, perchè sono ancora così piccoli, e crescendo so che le cose magari diventeranno anche più difficili, ma non vedo l'ora di viverle con loro. Essere mamma di gemelli mi ha resa una persona diversa, speciale perché speciale è il mio compito. Magari anche migliore, almeno perché non sperarlo. Sicuramente mi ha permesso di entrare in un universo di emozioni e di legami che nemmeno lontanamente avrei potuto immaginare.