Castighi e punizioni

a cura di Annalisa Tarozzi

 

Il trio di MonicaGiovi

 

Il trio di MonicaGiovi

 

Rispetto all'età in cui cominciare con le "punizioni" posso confermare che capiscono già da molto piccoli e non è una mia libera interpretazione; considerate che i miei hanno iniziato il nido a 11 mesi e le educatrici, fin dalla prima riunione, ci dissero che come metodo educativo loro avrebbero previsto anche l'uso della punizione intesa solo come un "adesso ti siedi qui e ti calmi un attimo" anche se, di norma, arrivavano ad usarla solo nel caso in cui un bimbo ne aggredisse un altro o nel caso in cui ad una loro sgridata il bimbo reagisse arrabbiandosi ancora di più e vi assicuro che ci stavano seduti lì e capivano benissimo. A casa, noi abbiamo sempre cercato di allinearci con le scelte educative del nido, con l'obiettivo di dare un rinforzo reciproco a idee e valori condivisi con le educatrici.

Così anche noi, a casa, quando c'è da andare in punizione li mettiamo seduti (adesso che sono più grandi anche solo in piedi) o nel corridoio o in camera loro e, un paio di volte, poichè l'ambiente della "tignata" era la cena, sono stati impigiamati e spediti a letto.
E anche noi, prima di far scattare la fase finale che prevede il "Vai in punizione!" abbiamo attivato una serie di "indicatori" che sono sempre quelli, quindi ben riconoscibili, e che gli permettono quindi di capire per tempo che "aria tira" e decidere spontaneamente di cambiare modalità prima che arrivi il "peggio". Quindi, di solito, parte la sgridata o il richiamo con voce ferma e severa, se non funziona subito parte il "Conto fino a 3!" con mano alzata e ben visibile e se poi nemmeno quello funziona allora scatta la fase finale. E confermo che, se il metodo viene usato sempre, imparano subito a riconoscerlo e a fermarsi da soli... ok, non lo fanno tutte le volte, ma almeno si riduce di molto il numero degli interventi drastici.

Il principio di fondo è che, se si promette una punizione, deve:

  • essere credibile ed attuabile;
  • essere messa davvero in atto se la situazione non si risolve entro un tempo ragionevole;
  • essere coerente e ripetuta nel tempo, quindi davanti allo stesso comportamento non una volta sì e due no;
  • non deve assolutamente mettere in discussione l'amore del genitore o il dubbio di un abbandono.

Quindi:

  • mai dire "Vi mando in collegio!", "Viene la polizia a portarti via!", " Ti porto dal dottore che ti fa la puntura" anche perchè insegna ai bambini una visione "distorta" di alcune figure importanti e positive della società (il dottore, il vigile, il poliziotto, etc.);
  • o peggio ancora mai dire "La mamma non ti vuole più bene finchè non smetti!"
  • ma aggiungo anche mai dire frasi che mettano in dubbio la loro in fiducia in sè stessi tipo "Sei un bambino cattivo!" "Sai combinare solo guai!" "Se c'è da sgridare qualcuno sei sempre tu!"
  • o, e questo punto è da tenere bene a mente soprattutto con i gemelli, che facciano scattare il confronto fra fratelli tipo "Ma perchè non cominci a comportarti come tuo fratello che è sempre buono?" "Guarda tuo fratello com'è tranquillo, perchè non sei anche tu come lui?"

Quando sono piccoli hanno più effetto le punizioni immediate e non dilazionate nel tempo, quindi dirgli "Questa sera niente dolce" o niente cartone o niente gioco preferito non serve, perchè non riuscirebbero a ricollegare i due eventi, mentre è una cosa che funziona di più dopo i 2 anni. Prima di quell'età, secondo me, l'unica cosa che funziona davvero è stopparli qualche minuto, ne bastano davvero anche solo due e se si alzano o escono dalla camera li si riporta lì. Oppure, se si decide per toglierli qualcosa, deve essere qualcosa di immediato: per esempio se l'oggetto della sgridata è un gioco allora sì che si può toglierglielo di mano e non darglielo per un pò, ma anche in questo caso la sgirdata ha più effetto se oltre a rinunciare al gioco, il bambino è anche costretto a fermarsi un attimo, proprio perchè nel giro di pochi minuti viene dimenticato che il gioco è stato tolto per punizione e si trova facilmente qualcos'altro da fare per dimentcare l'accaduto.
So che è difficile, perchè ci sono passata, ma qualunque metodo decidiate di usare (punizioni, sgridate...) cercate di sceglierlo in modo che sia sempre attuabile e che vi permetta davvero di essere coerenti; inutile eccedere nella scelta di metodi troppo severi se poi si sa che li si mette in pratica una volta sì e dieci no... così si fa solo peggio e loro non riescono mai a capire dove sta il limite che non va mai superato.
E' anche inutile intestardirsi a sgirdarli per ogni più piccola cosa: è bene definite poche cose fondamentali e indiscutibili sulle quali non si deroga e che quindi, se vengono attuate, portano subito alla sgridata o alla punizione e poi, su tutte le altre, invece provate a trovare insieme a loro modi diversi di evitarle, o di modificarle in modo che imparino con voi a non farle più. Anche questo non è facile, ma è decisamente meglio che passare intere giornate a urlare per casa o a metterli costantemente in punizione, perchè le sgridate e le punizioni funzionano sì se sono coerenti, ma anche se non diventano una costante a cui ci si fa poi il callo e l'abitudine.

Ultimo aggiornamento 9 Giugno 2008