Perchè mio figlio cammina così?

a cura del Dott. Samuele Forzini, ortopedico e papà di due bambini gemelli e di una bambina singola

Aurora

Aurora, figlia di Francesca (Fra74)

Una delle tante preoccupazioni di noi genitori riguardo all'accrescimento dei figli è quella di vederli camminare in maniera non del tutto corretta, questa condizione accende nella nostra testa un campanello d'allarme.

Lo scopo di questo piccolo excursus è quello di fare un po' di luce sulle condizioni fisiologiche o parafisiologiche della deambulazione che si possono verificare durante l'infanzia e che potrebbero preoccupare noi genitori.

Ciò non vuol dire di non continuare a fare i controlli periodici dal pediatra che, in caso sospetti ci sia una patologia sotto tali atteggiamenti, programmerà una visita ortopedica.

Comunque in caso di bimbo con normale sviluppo motorio la prima visita ortopedica viene effettuata verso i 4-6 anni, mentre in caso vi sia una deambulazione non proprio corretta si può anticipare il controllo ortopedico verso i 2 - 3 anni; prima è francamente presto, a meno di non trovarsi di fronte a deformità congenite che comunque vengono diagnosticate alla nascita.

Il corretto sviluppo degli arti inferiori segue tappe ben precise:

Ginocchia: alla nascita i bimbi hanno le ginocchia arcuate (vare), quando il bambino inizia a camminare le ginocchia progressivamente si raddrizzano per poi diventare a x (valghe) verso i 2 anni, questo a causa dei legamenti che sono ancora troppo elastici per sostenere il ginocchio nella giusta posizione; nell'arco di tempo successivo, progressivamente, i legamenti si rinforzano e le ginocchia quindi si raddrizzano fino a raggiungere la posizione corretta verso i 6 anni.

Piede piatto: tutti i bambini hanno il piede piatto verso i 2-3 anni, questo deriva dal fatto che la muscolatura verso quell'età è ancora debole e non permette di conformare il piede nella corretta posizione arcuata, anche questa situazione si corregge solitamente verso i 6 anni. Si può di aiutare lo sviluppo del piede facendo camminare il bimbo scalzo su erba o sabbia o facendolo pedalare su triciclo o bicicletta sempre scalzo, questo contribuisce a rinforzare la muscolatura del piede.

Ilaria

Ilaria, figlia di Francesca (Fra74)

Ci sono poi 2 tipi di deambulazione che mettono sempre in apprensione noi genitori:

Deambulazione con la punta del piede verso l'interno: spesso è dovuta ad una rotazione interna della tibia, normale verso i 12 - 20 mesi, e che è dovuta alla posizione intrauterina con i piedi ruotati all'interno; questo costringe il bimbo a ruotare il piede verso l'interno per mantenere l'equilibrio durante la deambulazione, tale situazione si corregge spontaneamente col passare del tempo. Per velocizzare la risoluzione del problema è bene che il bimbo non dorma prono o giochi in ginocchio con i piedi ruotati all'interno.

Deambulazione con la punta dei piedi verso l'esterno: è spesso dovuta ad extra rotazione posturale dell'anca, ossia una tendenza dell'anca a stare ruotata verso l'esterno consolidatasi durante lo sviluppo intrauterino; nell'utero il bimbo sta solitamente rannicchiato con le cosce divaricate, questo fa sì che  i muscoli anteriori siano più allungati dei posteriori e questo, durante la deambulazione, tende a far ruotare l'anca posteriormente e - di conseguenza - anche i piedi verso l'esterno. Tale condizione si corregge gradualmente col passare del tempo, anche in questo caso per correggere prima questo atteggiamento si consiglia di evitare il sonno in posizione prona con le gambe allargate privilegiando invece la posizione sul fianco.

Entrambe queste condizioni di deambulazione sono più frequenti nei gemelli, in quanto il minor spazio in utero costringe spesso uno dei due ad una minor mobilità e quindi alla permanenza per un tempo più lungo nella posizione viziosa che poi si ripresenterà più tardi durante la deambulazione, e nella posizione podalica.

Una menzione a parte per la deambulazione in punta di piedi che spesso vediamo nei nostri piccoli. Si può riscontrare dall'inizio della deambulazione fino ai 5-6 anni, ma in tutto questo periodo il bambino quando sta fermo in piedi tiene appoggiata tutta la pianta, quando cammina va sulle punte. Da 1 a 2 anni è una condizione normale che serve per rinforzare i muscoli del polpaccio per poter camminare meglio, dopo i 2 anni si ha in quei casi in cui i muscoli del polpaccio ed il tendine d'Achille sono un po' più in tensione del normale, non è una condizione patologica e tende a risolversi verso i 6 anni, si può migliorare la situazione facendo un po' di stretching dei muscoli del polpaccio.

Altra condizione da tenere presente è la prematurità, molto frequente nei gemelli.
Lo sviluppo delle anche è ritardato nei prematuri in particolare si vede comparire in ritardo il nucleo di accrescimento della testa del femore rispetto ad un nato a termine, quindi facendo lo screening ecografico per escludere la displasia congenita dell'anca si potrebbe notare una immaturità,appunto, della testa del femore, questo potrebbe indurre l'ecografista a programmare un controllo successivo per sincerarsi che tale ritardo sia rientrato nella normalità.

Concludendo bisogna tener conto che, come spesso accade in medicina, l'uso crea la funzione; la deambulazione con i piedi a papera o col piede all'interno o con le ginocchia a x o col piede piatto non è la situazione migliore da un punto di vista funzionale quindi il nostro organismo, la cui priorità in questo caso è quella di farci camminare con i piedi dritti e ben formati, attuerà tutti i meccanismi di compenso necessari far sì che il bambino possa camminare nella maniera corretta.