liberamente tratto da alcune discussioni avvenute sul forum
I gemelli sono consapevoli di essere dei fratelli un po’ speciali… e lo sono davvero! Stanno insieme già nella pancia della mamma, a volte sono identici e spesso si somigliano, condividono fin dalla nascita gli stessi oggetti di desiderio, primo fra tutti la mamma.
Ma questo legame così forte, così unico e così complesso non deve indurre a considerarli come una “coppia”, un’entità unica: al di là delle affinità e delle somiglianze date dai geni e dall’interazione con l’ambiente, i gemelli sono e devono essere considerate due persone diverse, ognuna con esigenze proprie e con il diritto di sviluppare una propria individualità. Ma cosa succede nella fase preadolescenziale ed ancora di più durante l’adolescenza? La preadolescenza prima e l'adolescenza successivamente, sono periodi complessi nella vita di ogni ragazzo/a e, forse ancor di più, in quella dei gemelli. L’obiettivo principale di queste fasi dello sviluppo (in particolare di quella adolescenziale) è affrancarsi dai genitori in termini di individuazione e di creazione e rinforzo della propria personalità. I gemelli devono effettuare questo percorso di separazione anche nei confronti del proprio co-gemello. Per cui, alcune volte, questo legame unico ed esclusivo, può essere vissuto come un impedimento al prepotente bisogno di individualità e di autonomia e dar luogo a gelosie esasperate, competizione e liti. In realtà, anche tra fratelli esiste una certa forma di competizione, ma la condizione gemellare è certamente più complessa ed articolata e porta sicuramente ad attriti maggiori e più difficili da gestire.
Spesso, in questo periodo, i confronti vengono esasperati dai gemelli che sono disperatamente alla ricerca della scissione del doppio legame con la famiglia e con il proprio co-gemello. “Le mie ragazze sono sempre state gelose ed in competizione tra loro, ma adesso è diventata una cosa davvero insopportabile, eppure a me non sembra assolutamente di fare differenze tra loro” racconta Barbara (Barbie70) “Anche la psicologa ha riscontrato questa cosa, dicendomi che per loro è davvero una grossa frustrazione dovere competere in tutto e per tutto, capirai se non lo è pure per me, a volte mi sembra di non farcela a dovere sempre dividerle dalle loro azzuffate e dovere assistere sempre ai loro litigi continui per sciocchezze”. In questa fase, è piuttosto normale che i gemelli siano in competizione e che litighino spesso, perché questo li spinge a raggiungere (anche se ci rendiamo conto con una fatica maggiore rispetto ai bambini singoli) in un’età successiva a raggiungere la propria individualità ed indipendenza. “Alessandro e Lorenzo” racconta Carla (Carla71) “sono un continuo cercarsi e menarsi, confrontarsi ed apprezzarsi a vicenda… Eppure poi si cercano e giocano quasi sempre insieme e, per esempio, quando giocano alla Playstation, si passano il comando a seconda dello schermo perchè "Qui sei più bravo tu, poi nel prossimo faccio io che ci riesco meglio"” Aggiunge Antonella (AntoeC) “Comunque in questa fase di crescita, la gelosia sembra esasperarsi ed ogni gesto è l'occasione per lamentarsi "Vuoi bene solo a lui!" oppure "A me non hai dato questo", voi direte che lo fanno tutti, è vero, però in questo periodo sono forse più consapevoli dell’altro. I consigli che mi sono stati dati: assecondare la loro voglia di egoismo, ovvero non spingere sempre verso la condivisione, creargli degli spazi personali (cassetti, zone della cameretta)." Se, infatti, durante l'infanzia spiccano caratteristiche quali la dipendenza, l'imitazione e così via, nella preadolescenza ed in misura ancora maggiore nell’adolescenza tutto assume caratteri più turbolenti e si inserisce nella tempesta emotiva tipica di questa fascia di età. L’adolescente gemello sente, infatti, l’enorme bisogno di rendersi libero e indipendente dal cogemello, ma spesso può avere paura di farlo perché vuol dire affrontare il mondo da solo. “Avevamo anche iniziato (suggeritoci dalla psicologa infantile) a dividerle una serata a settimana per dare loro l'occasione di potere trascorrere un po’ di tempo col papà o la mamma singolarmente” continua Barbara (Barbie70) “ebbene a parte l'entusiasmo iniziale, si sono stancate prestissimo ed addirittura invece di godere del tempo esclusivo con il genitore, spesso pensavano costantemente a cosa potesse fare la sorella in quel momento, quasi gelose che l'altra potesse divertirsi di più” Ma anche in letteratura viene descritta la drammaticità della separazione in età adolescenziale fra i gemelli, che devono riuscire a trovare un equilibrio tra due esigenze contrastanti: il bisogno di mantenere il legame di coppia e contemporaneamente di affermarsi come persone autonome, uniche e separate. E, in questo periodo, diventa importantissimo poter stare e riuscire a stare senza il proprio cogemello perché è in questa fase che si costruisce l’autonomia adulta, ma è ovvio che questo avvenga piano piano nel tempo e con le modalità tipiche dell’età: la rabbia, la competizione e le litigate. Spiega la Dottoressa Cameriere (psicologa che è stata in passato membro del team del Progetto Gemelli del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino): Secondo Siemon (1980) la risoluzione del processo di separazione non può che avvenire con la presa di coscienza del distacco dal co-gemello, che sarà tollerato accettando il fatto che la relazione gemellare, nel modo in cui è stata vissuta fino a quel momento, non esisterà più e che un tale grado di intimità non potrà essere più raggiunto all’interno di nessun’altra relazione. Tale accettazione sta alla base dello sviluppo di relazioni di coppia adulte, soddisfacenti e consolidate e della possibilità di realizzare progetti di vita autonomi.
Ultimo aggiornamento 17 Giugno 2008