Siglato il 5 agosto 2009 l'accordo ABI (Associazione Bancaria Italiana) e CEI (Conferenza Episcopale Italiana) per l'istituzione del Microcredito per le famiglie in difficoltà
Operativo da settembre, l'accordo è volto a favorire l’erogazione di finanziamenti in favore delle famiglie numerose (3 figli o più in età scolare, fino all'università compresa), o gravate da malattia o disabilità, che abbiano perso ogni forma di reddito e che abbiano un progetto per il reinserimento lavorativo o l’avvio di un’attività imprenditoriale, attraverso la garanzia di un fondo istituito dalla CEI stessa (c.d. Prestito della Speranza). Si calcola che il numero delle famiglie in queste situazioni sia tra le venti e le trentamila. Il fondo istituito d’intesa dalla CEI non eroga direttamente denaro, ma costituisce un capitale a garanzia degli interventi da parte degli istituti di credito aderenti.
I finanziamenti ammissibili alla garanzia hanno un importo non superiore a 6 mila euro e vengono erogati in tranche successive, secondo modalità concordate tra banca e cliente. Il finanziamento può essere esteso per ulteriori 12 mesi per un importo massimo di ulteriori 6.000 euro previa valutazione da parte della banca. Il piano di rimborso del prestito decorre trascorsi 12 mesi dalla delibera e con una durata massima di 5 anni. E’ previsto che a tale finanziamento si applichi un tasso annuo effettivo globale (Taeg) non superiore al 50% del tasso effettivo globale medio (Tegm) sui prestiti personali, pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ai sensi della legge 108/1996. Diverse banche aderenti stanno già proponendo condizioni migliorative.
Le famiglie in possesso dei requisiti previsti dall’accordo dovranno recarsi presso l’Ufficio diocesano più vicino, compilare il questionario e il progetto di reinserimento lavorativo o di avvio di nuova attività imprenditoriale con l’assistenza degli operatori, allegare la documentazione richiesta e presentare presso una delle banche aderenti la domanda di finanziamento. L’elenco degli Uffici diocesani e delle Banche aderenti sarà consultabile sul sito www.abi.it a partire da settembre.
Dal sito della CEI www.prestitodellasperanza.it
Cos'è il progetto di reinserimento lavorativo? "Chi sono, cosa so, cosa so fare, cosa mi piacerebbe fare? Dal bilancio delle tue competenze e aspirazioni, e dalle possibilità offerte dal mercato, può essere costruito un percorso di reinserimento lavorativo. Potrai così chiedere un finanziamento per un piano di ricerca di nuovo impiego, di formazione o di riqualificazione professionale, studiato sulla base delle tue attitudini e delle tue esperienze lavorative.
Cosa si intende per avvio di un’attività autonoma? Hai deciso di aprire una tua impresa e di metterti in proprio? Puoi chiedere un finanziamento per realizzare il tuo progettoper farlo devi presentare un piano di fattibilità (business plan), spiegando quale attività intendi avviare, con quali mezzi e con quali ricavi.
Cosa è il tutoraggio? È il servizio di assistenza gratuito della Caritas che ti accompagna durante la vita del tuo progetto. Se la banca ti concederà il prestito, i tutor della Caritas o ufficio diocesano predisporranno un piano specifico, sulla base delle tue esigenze, con almeno 3 incontri nel corso dei primi 12 mesi dalla data di concessione del finanziamento, in cui potrai confrontarti con loro ed avere consigli e suggerimenti.